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Esteri
Afghanistan, principessa Soraya: non riconoscere governo talebani o è finita

“La comunità internazionale non deve riconoscere il governo dei talebani. Io ho i miei dubbi, perché gli americani hanno parlato con loro per 4 anni, a Doha, e hanno fatto degli accordi”. Ma “ho seriamente paura che, se gli americani lo riconoscono, la questione è finita”. È quanto afferma la principessa Soraya Malek dell’Afghanistan, nipote del Re Amanullah e della Regina Soraya, “sovrani modernizzatori” che hanno regnato dal 1919 al 1929 – in esilio a Roma dopo un colpo di Stato – promotori di riforme come “l’uguaglianza dei sessi, la prima Costituzione, l’introduzione della scuola dell’obbligo per maschi e femmine fino alla quinta elementare, pagata dallo Stato, quando in Italia l’obbligo era ancora fino alla terza”.

Esteri
In Afghanistan, dove una telefonata accorcia la vita

Dalla presa di Kabul, lo scorso 15 agosto, l’intero Afghanistan è nel caos. Gli afghani o gli stranieri ancora bloccati nel paese che hanno collaborato per gli alleati o per conto delle diverse organizzazioni internazionali hanno lanciato, nei mesi scorsi, un accorato appello affinché si intervenga al più presto per mettere in salvo le loro vite. La ricerca di quelli che, agli occhi dei nuovi padroni, appaiono come i partigiani di uno stato nemico, non esitano ad utilizzare ogni mezzo disponibile per individuare e arrestare tutti quelli che non appartengono alla loro dottrina.

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La tecnologia si allea col male e fa strage in Afghanistan

In questo redde rationem di massa l’esercito talebano non sta risparmiando niente e nessuno, forti anche dell’ausilio delle nuove tecnologie lasciate sul campo dall’esercito americano. Tra gli strumenti non trasferiti a Washington, oltre a materiale documentale e logistico, risultano essere stati lasciati sul campo anche sofisticate apparecchiature tecnologiche, tra cui riconoscitori facciali e biometrici, usati adesso dai talebani per individuare prontamente e mettere alla berlina i collaborazionisti.

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La crisi afghana e i diritti ancora una volta calpestati delle donne

La grave crisi politica e sociale che sta colpendo l’Afghanistan in queste settimane rischia di mettere ancora più in pericolo i diritti delle donne. A lanciare l’allarme è la Community delle “Donne protagoniste in sanità”, che riunisce donne che ricoprono incarichi di vertice nella pubblica amministrazione o nelle imprese private. 

Esteri
I talebani di nuovo al potere in Afghanistan

In realtà, l’inizio della loro avanzata è da ricercarsi molto prima, in particolare il 29 febbraio 2020. In quella data, senza che il governo di Kabul venisse coinvolto, i talebani firmavano a Doha un accordo con gli Stati Uniti dell’allora presidente Trump, che di fatto concedeva loro legittimità come interlocutori, dopo che per venti anni gli americani avevano cercato di combatterli.