Giustizia

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Il momento storico perfetto per riformare la giustizia

Nei giorni scorsi, Matteo Salvini e il partito Radicale hanno presentato e depositato in Cassazione i 6 quesiti referendari per riformare la giustizia: la responsabilità civile diretta dei giudici, la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, la revisione della custodia cautelare per limitarne gli abusi, l’abrogazione della legge Severino per spezzare la subalternità del potere legislativo ed esecutivo a quello giudiziario, il voto per i membri non togati dei consigli giudiziari e l’abolizione della raccolta firme per le liste dei magistrati.

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Credere nella legge significa anche accettare la scarcerazione di Brusca

A comprendere l’importanza della collaborazione dei mafiosi, autentica e sincera, come strumento per entrare nelle logiche alla base del vincolo associativo e quindi per interromperne la catena erano anche Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, entrambi uccisi dalla mafia per mano, anche e non solo, di Giovanni Brusca.

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Il processo telematico allunga i tempi della giustizia

In questi giorni si palesa all’orizzonte l’ennesima riforma del processo civile, promessa all’Europa per accedere ai fondi post pandemia. Troppe riforme hanno portato il processo civile ad una paralisi indegna di una società civile con costi di contributi unificati (le vecchie marche da bollo) che per un contenzioso immobiliare superano 7.000 euro per i tre gradi di giudizio, oltre onorari di avvocato e costi di registrazione (3%) dell’importo stabilito in sentenza.

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Giustizia / Il ruolo delle indagini per un giusto processo

In Italia, per la Cassazione (cfr. sentenza 24901 del 2008) la durata ragionevole di un processo è considerata quella che rispetta il termine di 3 anni per il giudizio di primo grado e di 2 anni per quello di secondo grado (legge Pinto). Malgrado l’esistenza di precise norme nazionali e internazionali, la “ragionevole durata” del processo rappresenta in Italia una chimera per la difficile situazione in cui versano le nostre strutture giudiziarie per la cronica esiguità del personale (magistrati e ausiliari).