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Punto e virgola. Si tratta: 4 punti fermi per l’intesa M5S-Lega

Obiettivo principale: un Governo politico forte. Gli scogli: scelta di un premier “terzo” e programma bipartisan

di LabParlamento

“Si deve ragionare di un tentativo tra centrodestra e M5S, non tra Lega e M5S. Il centrodestra è la prima coalizione del Paese: o si sta tutti insieme o il primo partito restano i 5 Stelle”. Un’intesa Lega-M5S “sarebbe una cosa squilibrata e insensata”. “Dopodiché le perplessità del presidente Berlusconi sono piuttosto evidenti: il programma del centrodestra e dei 5 stelle sono molto lontani, come i valori generali dei movimenti …. Il passaggio è davvero stretto e ha due scogli: l’assenza di una maggioranza parlamentare per entrambi i gruppi e la mediazione su un programma, che sarà tutt’altro che facile”.

Sintetizza così la situazione il governatore della Liguria, Giovanni Toti, considerato il “forzista” più vicino a Matteo Salvini. E, nonostante gli scenari sul tavolo per il nuovo governo post accordo sulle Camere, appassionino sempre più politologi e commentatori, si tratta di una sintesi che ci dice (e al tempo stesso lascia intravedere) alcuni punti fermi.

Il primo è che l’obiettivo principe in queste ore, al netto dei dissensi inevitabili degli “ortodossi” all’interno dei due schieramenti, è quello di fare un Governo politico tra Centrodestra (non Lega) e Cinque Stelle che goda di un’ampia maggioranza. Il secondo è che Berlusconi, alla fine, non dirà di no (come dimostra l’aver incassato senza colpo ferire  lo schiaffo sulla questione Romani) perché gli conviene proteggere le sue aziende dal rischio di elezioni anticipate. Il terzo è che, dall’altra parte, i Cinque Stelle potrebbero accettare un accordo pure con l’impresentabile Cavaliere se si trovasse una figura terza per Palazzo Chigi (su cui, del resto, si sta ragionando): evidentemente né Salvini né Di Maio, infatti,in caso di intesa, potrebbero assumere questo ruolo. Il quarto è che il vero scoglio è rappresentato dall’agenda governativa, pochi ma importanti punti qualificanti di programma da approcciare in tempi brevi, specie per la parte economica-finanziaria. Ma anche qui, lo dice Toti chiaramente, la mediazione fatta di rinunce/ammorbidimenti bipartisan (a cominciare dal reddito di cittadinanza da una parte e dalla flat-tax dall’altra) è in corso.

Una settimana e sapremo. Poi toccherà al Capo dello Stato vedere le carte, che resteranno coperte fino all’ultimo.