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Un social per gli under 13, la proposta di Facebook bocciata negli Usa

Sta facendo discutere l’ultimo progetto di Facebook, ovvero quello di creare un social interamente dedicato ai più piccoli. L’idea non ha soltanto fatto balzare dalla sedia molti esorcisti, ma anche 44 procuratori statunitensi che, in una lettera aperta al fondatore della popolare piattaforma, hanno chiesto di abbandonare i piani di “Instagram Kids”, una versione baby del social Instagram (sempre di proprietà dell’azienda di Menlo Park) dedicato a tutti i minori di 13 anni. 

Come riportato dal New York Post, molti genitori hanno iniziato a protestare contro Mark Zukerberg e soci, preoccupati per i possibili riflessi che tale nuova piattaforma potrebbe avere sullo sviluppo psicologico dei bambini, ma anche per le possibili insidie di “orchi” iscritti sotto falso nome, pervertiti che trincerandosi dietro falsi account potrebbero insidiare la vita dei propri figli. 

Gli avvocati generali, nella propria lettera, hanno affermato di essere molto preoccupati per gli effetti dei social media sul benessere fisico ed emotivo dei bambini, il potenziale aumento del cyberbullismo, la possibile vulnerabilità ai predatori online e la possibile insorgenza del fenomeno che hanno chiamato il “record a scacchi” di Facebook nella protezione dei bambini le sue piattaforme.

Credo che i bambini, proprio in virtù della delicata fase evolutiva, l’infanzia, vadano preservati dai numerosi rischi ai quali sono esposti nel vivere quotidiano. Riterrei inopportuno aggiungerne altri come quelli che si nascondono nella rete e nei social network, a volte, anche per noi adulti. L’infanzia è una fase delicatissima e importantissima. Gli errori commessi possono trascinarsi per la vita. I bambini per definizione, seppure dotati di alti QI, sono indifesi di fronte alle possibili manipolazioni di ogni tipo che la rete potrebbe mettere in atto, da quelli commerciali, al cyberbullismo, alla pedofilia, all’utilizzo incongruo da parte di persone spregiudicate di foto postate in modo del tutto inconsapevole dai minori che non si rendono conto di quale “valore” possono rappresentare se in possesso di persone senza scrupoli” ha spiegato a LabParlamento la dott.ssa Loretta Cavazzinipsicologa, psicoterapeuta, psicologa forense e psicodiagnosta.

Ulteriori perplessità sono state sollevate anche dal senato americano. Un gruppo di parlamentari, infatti, ha osservato come oggi Facebook difficilmente riesce a proteggere la privacy degli adulti e della sicurezza dei minori, e sulla scorta di ciò è alquanto dubbia la capacità del social di riuscirci su una versione dedicata interamente ai più piccini. 

Facebook ha prontamente rispedito al mittente le suggestioni, promettendo che la nuova app “darà ai bambini un ambiente sicuro capace di rendere più semplice esplorare da soli il mondo del web, e più facile per i genitori guidare il loro viaggio“. 

Come osservato dal giornalista John Mac Ghlionn su The Post il mese scorso, “Facebook si occupa di creare clienti per la vita. È come un allevamento intensivo, ma i tuoi figli sono gli animali. ” Una preoccupazione in più per ogni mamma e papà impegnati ogni giorno nella difesa dei propri cuccioli.