Governo Politica

Se chi non si vaccina può uccidere, perché il Governo non impone l’obbligo?

Questo è il tempo nel quale il diritto è abbandonato in un cantuccio polveroso, la storia degli anni 1917, 1922 e 1933 obliata, la matematica soggettivizzata ed il significato autentico delle parole vilipeso. 

Il nostro Presidente del Consiglio ha affermato che chi non si vaccina o ammazza sé stesso o ammazza gli altri. Potrebbe essere vero. Mi domando allora: se il Presidente Draghi ritiene ciò e impegna sé stesso ed il Governo in una dichiarazione così forte, perché non agisce di conseguenza?

L’art. 32 Cost. prevede per legge trattamenti sanitari obbligatori, fra cui possono rientrare senz’altro le vaccinazioni, con tutte le riserve da me espresse nel mio articolo del 14 luglio

Perché l’Esecutivo, la cui maggioranza, mi par di scorgere, è favorevole, non procede in maniera risoluta a stabilire l’obbligatorietà dei vaccini anti Covid-19, che ha già previsto per i medici e gli altri operatori sanitari? Per agire gradualmente? Per sensibilità democratica? Per muoversi step by step utilizzando prima il “più morbido” Green Pass

Permettete di dissentire, augurandomi di poterlo fare ancora in un’epoca in cui il dissenso ed il pensiero vengono tacciati immediatamente per “negazionismo”, “complottismo”, “no vax”.

La riflessione è semplice e puntuale. Primo punto: “La pronunzia n. 307 del 14-22 giugno 1990 ha dichiarato incostituzionale la legge 4 febbraio 1966 n 51 sulla obbligatorietà della vaccinazione anti-poliomielitica, nella parte in cui non prevede, a carico dello Stato, un’equa indennità per il caso di danno derivante da contagio o da altra apprezzabile malattia causalmente riconducibile alla vaccinazione obbligatoria anti-poliomielitica“.

Secondo punto: conseguenza di questa decisione è la legge 210/1992 “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”; l’art. 1, comma 1, recita: “Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge“.

Terzo punto: La legge 229/2005 “Disposizioni in materia di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie”, riconosce ai soggetti danneggiati da vaccinazione obbligatoria, già beneficiari dell’indennizzo ai sensi della legge 210/92, un ulteriore indennizzo.

Quarto punto: la legge 119/2017, che ha convertito il decreto-legge 73/2017 e ampliato lo spettro delle vaccinazioni obbligatorie portandole a dieci, ha ulteriormente integrato siffatta normativa. 

Quinto punto: il Green pass introduce un palese obbligo di vaccinazione indiretto anche se, nell’era in cui l’ovvio non lo è più, è qualificato come “strumento di libertà”. 

Sesto punto: questo “strumento di libero esercizio dei propri diritti”, non incasellato come “obbligo vaccinale”, non è coperto, di rimando, dal fondo risarcitorio/indennitario ad esso correlato, come sarebbe se fosse stabilito un esplicito obbligo vaccinale.

Concludo. Atteso che avrei piacere di sapere come fa ad ottenere il Green Pass chi non può accedere al vaccino per ragioni fisiche ed organiche o a causa della scarsità delle dosi nella propria città o regione, è opportuno precisare un ultimo aspetto. 

Chi guida senza aver mai conseguito la patente mette seriamente a repentaglio la vita altrui, a differenza di chi si reca in una pizzeria al chiuso, ove il rischio (di morte o invalidità gravi e permanenti), stante le già efficaci regole, è tutto da dimostrare. 

A quest’ultimo non si chiede di fare un semplice esame, bensì di farsi iniettare un farmaco per il quale la legislazione non ha previsto l’istituzione di un fondo per risarcirlo e/o indennizzarlo dagli eventuali “effetti collaterali ed indesiderati”. 

Caro George, avevi ragione Tu: dire la verità è un atto rivoluzionario, forse l’unico, insieme allo studio e alla preparazione