sabato 15 Agosto, 2026
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Esteri

Fuoco alle polveri

Redazione LabParlamento di Redazione LabParlamento
09 Gennaio 2020 12:13
in Esteri, Mondo, Tech
Tempo di lettura: 4 minuti
A A
Fuoco alle polveri
Condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su WhatsappCondividi su Linkedin

La crisi Usa-Iran potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’Europa

di Pietro Quercia

Ancora una volta ci ritroviamo con una profonda crisi in Medio Oriente, in un’area dove i venti di guerra sembrano non cessare mai. Lo scontro che si profila all’orizzonte tra Iran e Stati Uniti non è che l’ultimo di una lunga serie, che ad alcuni pareva destinata a scemare visto il calo d’importanza della regione negli ultimi anni. Il MENA (Middle East and North Africa), infatti, non riveste più quel ruolo strategico dal punto di vista commerciale ed energetico che aveva fino a pochi decenni fa, soprattutto per gli Stati Uniti.

Altri articoli interessanti

American Exceptionalism: a 250 anni dalla nascita le ragioni dell’eccezionalità della nazione guida dell’Occidente e la sfida della minaccia cinese

Il destino del mondo in mano ad uno Stato “cattivo”: Israele. Una riflessione

L’illusione dell’Impero e la trappola persiana: il fallimento di Trump e i favori al dittatore Putin

La riaccensione dello scontro, fino a poco tempo fa solo verbale, ora anche militare, tra Teheran e Washington è difficilmente interpretabile dagli analisti. La confusione è alimentata, tra le altre cose, dalla storica posizione di Trump, espressa sia in campagna elettorale nel 2016 sia anche recentemente, contro le inutili guerre in Medio Oriente. Alcuni sostengono che lo scopo sia quello di distrarre l’opinione pubblica americana dalla procedura di impeachment a suo carico, altri ritengono che giochi a suo favore in vista delle elezioni presidenziali del prossimo autunno, spingendo il Paese a “rallying around the flag” (stringersi attorno alla bandiera).

Anche se non si conoscono le reali ragioni, le conseguenze sono evidenti. A seguito dell’assassinio in terra irachena del generale iraniano Soleimani, esponente di primo piano del governo e dell’esercito, Teheran ha annunciato l’intenzione di abbandonare definitivamente il JCPOA, il trattato internazionale che limitava lo sviluppo del nucleare iraniano, azzoppato in realtà già da mesi dall’uscita unilaterale degli Stati Uniti. La notte scorsa (mercoledì 8 gennaio 2020), l’Iran ha dato via all’operazione di ritorsione Soleimani Martire lanciando decine di missili contro due basi militari americane in Iraq. La scelta di questi siti però è indicativa: le due basi, secondo un analista della CNN, sarebbero remote e di secondaria importanza se l’obiettivo fosse stato quello di eliminare soldati americani. In questo modo Teheran avrebbe mostrato i muscoli reagendo militarmente senza però esacerbare la situazione fino al punto di non ritorno.

Tra le altre cose questo scontro sta ricompattando il governo iraniano, in forte crisi negli ultimi mesi a seguito delle centinaia di proteste che hanno attraversato il Paese a causa delle pesanti sanzioni economiche. Dal punto di vista strategico internazionale, quindi, non sembra una grande mossa quella di Trump. Oltre a ciò, l’assassinio di Soleimani ha spinto il Parlamento iracheno ad approvare una risoluzione che chiede l’uscita dei soldati occidentali dal Paese, tra cui i seimila soldati americani. Nonostante la decisione debba venire confermata nei modi e nei tempi dal governo di Baghdad, essa potrebbe rappresentare un grave smacco all’amministrazione americana: in un colpo solo vedrebbe tramontato il proprio ruolo in un Paese dove ha speso più di mille miliardi di dollari tra la guerra contro Saddam e la successiva ricostruzione, lasciando al tempo stesso campo libero all’influenza iraniana.

L’assassinio del generale Soleimani, inoltre, non deve essere visto come i casi di Bin Laden o di Al-Baghdadi. Se questi ultimi due, infatti, erano fuorilegge latitanti riconosciuti come tali dalla comunità internazionale e anche dai loro Paesi nativi, Soleimani, al di là dei giudizi sul suo operato, era un legittimo rappresentante militare di una nazione sovrana. E se il diritto internazionale è ormai fluido rispetto alle decisioni delle superpotenze, l’atteggiamento degli alleati europei e internazionali al gesto americano è ben diverso rispetto ai casi precedenti.

Ma cosa rischia l’Italia in questo fronte? Oltre all’ovvio pericolo per i nostri quasi mille soldati stazionati in Iraq con compiti di addestramento militare alla polizia irachena e in missioni di contrasto anti-Daesh, l’Italia rischia molto dal punto di vista economico ed energetico, considerando anche il secondo fronte caldo della Libia.

Da questi due Paesi l’Italia importa più del 30% del petrolio e oltre il 20% del gas naturale necessario ai nostri fabbisogni energetici. Da ricordare, tra le altre cose, che l’Iran fino a pochi anni fa era il nostro secondo fornitore petrolifero, prima che le sanzioni americane rendessero impossibile commerciare con il Paese. Fino al 2017, infatti, l’Italia era uno dei primi partner commerciali europei dell’Iran, raggiungendo i sette miliardi di euro di interscambi prima delle sanzioni.

L’Europa si dimostra ancora una volta debole dal punto di vista della politica estera, dato che a quanto pare nessun alleato europeo era stato avvisato della mossa del Presidente Trump, nonostante i numerosi militari europei sul terreno. Gli interessi strategici tra Paesi europei e Stati Uniti sono sempre più divergenti in Medio Oriente. Se gli Stati Uniti sono ormai autosufficienti dal punto di vista energetico, quasi tutti i Paesi europei importano petrolio e gas dalla regione e le tensioni internazionali non fanno altro che aumentare il prezzo del petrolio, danneggiando le nostre economie. Inoltre, le guerre portano inevitabilmente a migliaia di rifugiati che si muoverebbero tramite le rotte migratorie nel Nord Africa e tramite la Turchia, provando verosimilmente a raggiungere l’Europa, non di certo gli Stati Uniti.

In attesa di assistere alle prossime mosse di Trump e dell’Iran, quindi, le capitali europee rimangono con il cerino in mano, in balia degli eventi, esprimendo al massimo vaghe condanne contro i comportamenti di una e dell’altra parte.

Tags: Donald TrumpIranMedio OrienteStati Uniti
Articolo precedente

Spagna: il patto Sánchez-Iglesias rompe lo stallo, ma l’instabilità rimane

Articolo successivo

Annuario Istat: Italia troppo “timida”

Redazione LabParlamento

Redazione LabParlamento

LabParlamento Consiglia

American Exceptionalism: a 250 anni dalla nascita le ragioni dell’eccezionalità della nazione guida dell’Occidente e la sfida della minaccia cinese
Approfondimenti

American Exceptionalism: a 250 anni dalla nascita le ragioni dell’eccezionalità della nazione guida dell’Occidente e la sfida della minaccia cinese

22 Luglio 2026 16:58
Il destino del mondo in mano ad uno Stato “cattivo”: Israele. Una riflessione
Esteri

Il destino del mondo in mano ad uno Stato “cattivo”: Israele. Una riflessione

08 Giugno 2026 13:10
L’illusione dell’Impero e la trappola persiana: il fallimento di Trump e i favori al dittatore Putin
Esteri

L’illusione dell’Impero e la trappola persiana: il fallimento di Trump e i favori al dittatore Putin

30 Maggio 2026 08:08
Il Naufragio di Trump in Iran: cronaca di un disastro geopolitico e strategico
Approfondimenti

Il Naufragio di Trump in Iran: cronaca di un disastro geopolitico e strategico

12 Maggio 2026 21:48
Guerra in Iran e “interregno geopolitico”: le vecchie certezze vacillano sotto il peso degli eventi
Approfondimenti

Guerra in Iran e “interregno geopolitico”: le vecchie certezze vacillano sotto il peso degli eventi

03 Aprile 2026 15:00
Il ritorno di Trump e il nuovo ruolo dell’Italia nello scacchiere mondiale
Esteri

Il ritorno di Trump e il nuovo ruolo dell’Italia nello scacchiere mondiale

08 Novembre 2024 19:26
Articolo successivo
Il “benessere” si misura sui territori

Annuario Istat: Italia troppo “timida”

Cosa rimane del Pd 13 anni dopo la vittoria di Prodi

'Nuovo' Pd: la mossa di Zingaretti deciderà il futuro del partito

Le ultime da LabParlamento

Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) dalla A alla Z: un’anomalia tutta italiana

Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) dalla A alla Z: un’anomalia tutta italiana

1 Agosto 2026
American Exceptionalism: a 250 anni dalla nascita le ragioni dell’eccezionalità della nazione guida dell’Occidente e la sfida della minaccia cinese

American Exceptionalism: a 250 anni dalla nascita le ragioni dell’eccezionalità della nazione guida dell’Occidente e la sfida della minaccia cinese

22 Luglio 2026
Ferlog Srl tra i Welfare Champion del Welfare Index PMI 2026: l’azienda logistica milanese conferma le persone al centro della strategia

Ferlog Srl tra i Welfare Champion del Welfare Index PMI 2026: l’azienda logistica milanese conferma le persone al centro della strategia

6 Luglio 2026
Articolo 9 presenta il nuovo numero dedicato alla crisi climatica e lancia un premio per le start up Under 35

Articolo 9 presenta il nuovo numero dedicato alla crisi climatica e lancia un premio per le start up Under 35

6 Luglio 2026
Premio Testimonianza, ottava edizione a Villa Doria d’Angri

Premio Testimonianza, ottava edizione a Villa Doria d’Angri

1 Luglio 2026
TRASPORTI, FOLGORI (FEOLI): RITARDI TESTIMONIANO CARENZA DI INFRASTRUTTURE

TRASPORTI, FOLGORI (FEOLI): RITARDI TESTIMONIANO CARENZA DI INFRASTRUTTURE

30 Giugno 2026
CONFASSOCIAZIONI AWARDS 2026, DEIANA: “NON PREMIAMO SOLO IL SUCCESSO, MA I VALORI CHE LO RENDONO POSSIBILE”

CONFASSOCIAZIONI AWARDS 2026, DEIANA: “NON PREMIAMO SOLO IL SUCCESSO, MA I VALORI CHE LO RENDONO POSSIBILE”

23 Giugno 2026
Il destino del mondo in mano ad uno Stato “cattivo”: Israele. Una riflessione

Il destino del mondo in mano ad uno Stato “cattivo”: Israele. Una riflessione

8 Giugno 2026
L’illusione dell’Impero e la trappola persiana: il fallimento di Trump e i favori al dittatore Putin

L’illusione dell’Impero e la trappola persiana: il fallimento di Trump e i favori al dittatore Putin

30 Maggio 2026
Fare psicologia con i media: rappresentazione, benessere e servizio pubblico

Fare psicologia con i media: rappresentazione, benessere e servizio pubblico

26 Maggio 2026
Perché Netanyahu deve pagare: Flotilla, Gaza e il tramonto morale di Israele

Perché Netanyahu deve pagare: Flotilla, Gaza e il tramonto morale di Israele

23 Maggio 2026
23 Maggio 2026 ‘’Fiorenza Day’’. Giornata dedicata a Fiorenza De Bernardi

23 Maggio 2026 ‘’Fiorenza Day’’. Giornata dedicata a Fiorenza De Bernardi

21 Maggio 2026
La Sapienza ricorda Franco Ferrarotti con l’incontro-spettacolo “Franco Ferrarotti. Un sociologo controcorrente”

La Sapienza ricorda Franco Ferrarotti con l’incontro-spettacolo “Franco Ferrarotti. Un sociologo controcorrente”

14 Maggio 2026
Il Naufragio di Trump in Iran: cronaca di un disastro geopolitico e strategico

Il Naufragio di Trump in Iran: cronaca di un disastro geopolitico e strategico

12 Maggio 2026
Nasce a Spoleto la “Città della Salute”, l’inaugurazione domenica 10 maggio

Nasce a Spoleto la “Città della Salute”, l’inaugurazione domenica 10 maggio

7 Maggio 2026
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici

redazione@labparlamento.it

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.