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Frammenti del razzo cinese potrebbero colpire Roma

Potrebbe sembrare un film di fantascienza prodotto da Steven Spielberg ma non lo è affatto. A metà della prossima settimana, i frammenti dell’astronave cinese Lunga Marcia 5B potrebbero colpire l’Italia centrale e meridionale. Secondo alcuni esperti, Roma e il Lazio sono considerate zone “a rischio”. 

La notizia, segnalata da diversi siti internazionali, è stata confermata all’Ansa da Luciano Anselmo, dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr) di Pisa. “E’ la seconda volta che accade con questa versione del razzo. La prima – osserva Anselmo – era stata nel 2020, quando i frammenti erano caduti su alcuni villaggi dell’Africa occidentale”, ma allora la notizia era passata quasi inosservata a causa dell’emergenza della pandemia di Covid-19. 

Come ha dichiarato Anselmo “dopo il lancio del 29 Aprile lo stadio del razzo è stato abbandonato nell’orbita e non dà più segni di vita”. Si comporta cioè come un “veicolo passivo” e l’unica influenza che subisce è “il freno dell’atmosfera, che lo sta facendo ricadere verso la Terra”. Al momento sembrerebbe che alcuni pezzi di astronave, del peso di una tonnellata, potrebbero precipitare nella fascia compresa tra 41,5 gradi a Nord e 41,5 gradi a Sud, ovvero quella fascia che comprende anche l’Italia centrale e meridionale. 

Non si tratta di un evento raro. Circa un anno fa, ad esempio, un altro componente simile al modello del razzo cinese si è frantumato nell’impatto con l’atmosfera e i pezzi sono precipitati su alcuni villaggi dell’Africa occidentale. “Un anno fa lo stadio del razzo cadde sull’Africa occidentale e dei frammenti caddero su alcuni villaggi”. Se allora l’emergenza della pandemia aveva fatto passare in secondo piano quanto era accaduto, “quella vicenda ha aperto gli occhi della comunità spaziale; ci si è posti il problema del perché non si tentasse di spostare lo stadio del razzo su un’altra orbita. C’era chi riteneva – dice Anselmo – che dopo quella volta probabilmente la Cina avrebbe tentato un rientro controllato”.