Attualità Politica

Dal calcio la lezione alla politica. Gli azzurri di Mancini Leoni d’Europa

Per una notte l’Italia la fa da padrona in Europa. Lo fa nel tempio del calcio londinese, giocando una finale del campionato europeo di calcio in trasferta, davanti a sessantamila inglesi altezzosi e alticci, talmente campioni di sportività, il cosiddetto stile british, da abbandonare gli spalti senza assistere alla meritata premiazione. Ma questa è un’altra storia. 

La notte dell’11 luglio 2021 rimarrà nella storia della nostra Nazione, così come l’esultanza smodata del presidente Mattarella, che ricorda il miglior Pertini e che per una notte, forse, accontenta perfino i sovranisti che non hanno perso un attimo per intestarsi la vittoria. 

Complimenti all’undici di Roberto Mancini, capace di cucire sulla maglia azzurra un titolo prestigioso giocando forse il miglior calcio della nazionale ad una manifestazione iridata ed avendo, forse, la squadra meno forte degli ultimi sessant’anni. Una vittoria della retorica, tutta cuore, coraggio, sfrontatezza, di un gruppo guidato da pochi esperti e da un ragazzone ventenne, Gigi Donnarumma, che con le sue manone magiche porta l’Italia in paradiso dopo averla condotta con le sue parate in finale di campionato d’Europa. 

Per gli inglesi resta l’amaro in bocca, sarebbe stato bellissimo vincere in casa, nell’anno della Brexit un titolo tutto sommato immeritato, di fronte ad un’Italia senza grandi stelle ma con tanta classe e fiato da vendere. 

Un successo che ci auguriamo possa essere un segnale positivo per una stagione di ripresa del nostro Paese ed un monito per i governanti affinchè comprendano che occorre cambiare passo ed ascoltare i disagi degli italiani, messi in ginocchio dal Covid, che chiedono aiuti concreti e un rilancio complessivo del sistema Italia. Chissà se l’esempio dei Leoni d’Europa di Roberto Mancini non possa essere d’ispirazione per chi oggi siede in Parlamento e al governo. Viva l’Italia, viva il tricolore, viva i campioni d’Europa.