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C’eravamo tanto amati

Simone Santucci di Simone Santucci
23 Febbraio 2021 07:30
in Commenti, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti
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Centrodestra ai titoli di coda? Salvini snobba Meloni e strizza l’occhio a Draghi
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La sorte di Lega e Fratelli d’Italia, anzi, di Fratelli e l’Italia e la Lega – inversione necessaria dai sondaggi che premiano il partito di Giorgia Meloni – comincia ad imboccare quelle convergenze parallele che Moro aveva predetto e di cui anche la terza repubblica, o presunta tale, non sa rinunciarvi.

Il sostegno, secondo alcuni inudito, della Lega al governo di Draghi, al di là delle elucubrazioni politiche, delle analisi stantie dei parrucconi,  ha un motivo economico prima che politico. Quella media e piccola borghesia imprenditoriale, che della stabilità economica e dell’ancoraggio all’euro fa il proprio faro prima di tutto contabile – se non di sopravvivenza – non avrebbe potuto ancora sopportare le incursioni salviniane anti-europee che pure, ci pare di capire siano miseramente fallite in quella disgraziata estate papeetiana.

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L’affidamento al fidato Giorgetti di un ministero chiave come il Mise, da sempre custode e viatico di milioni di euro per le imprese (e non sempre spesi bene) ha avuto un prezzo chiaro: la cessazione di una propaganda anti-europea che oltre a spaventare i mercati avrebbe oltremodo allontanato quel tessuto produttivo che, nonostante le smentite in salsa popolare, è la vera base del consenso della Lega.

Ciò avrebbe allontanato questa sorgente, almeno quella che della sinistra non si fida, consegnando i pozzi nelle mani di Giorgia Meloni, in crescita esponenziale nei sondaggi ma pur sempre in grande difficoltà quando si superano, a nord, i confini del Lazio. Fratelli d’Italia, si è detto, è un partito in forte ascesa e se la scelta di essere all’opposizione al governo “di tutti”, ovvero l’esecutivo Draghi, rischia di schiacciarla contro un fiume di consensi che specialmente durante la luna di miele premia qualsiasi inquilino di Palazzo Chigi, alla lunga permetterà a FdI di essere ancora di più riconoscibile e di occupare gli spazi, di potere e mediatici, che naturalmente vengono riservati all’opposizione. Ora sempre più opposizione di Sua Maestà.

L’alleanza di centrodestra, nonostante il trio Salvini-Meloni-Tajani tenti di marciare divisa per colpire unita (il copyright è di Toltstoj in Guerra e pace, ca va sans dire) è in realtà in frantumi, e la ragione è l’azione cannibalizzatrice nei confronti delle spoglie di Forza Italia, molto spesso data per morta ma attualmente ben lungi dal raggiungere la tomba.

Chi dai banchi del governo e chi dall’opposizione tenterà di conquistare il campo liberale ancora occupato dagli strenui berlusconiani avrà la vera leadership del futuro centrodestra, o della destracentro, molto più presumibilmente. Che sia Salvini o la Meloni l’interrogativo è che fine farà la piccola area liberale che, anche a costo di frantumarsi, molto spesso è stata responsabilmente a disposizione per il salvataggio del Paese, soprattutto dopo i due Giuseppi, il primo e il secondo.La sfida è più che mai aperta.

Tags: Antonio TajaniForza ItaliaMario DraghiMatteo Salvini
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