giovedì 19 Febbraio, 2026
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Giustizia

Intercettazioni: il boss e la maestra

Vittorio Lodolo D'Oria di Vittorio Lodolo D'Oria
30 Gennaio 2023 14:45
in Giustizia, Politica
Tempo di lettura: 8 minuti
A A
Intercettazioni: il boss e la maestra
Condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su WhatsappCondividi su Linkedin

Sulle intercettazioni è aperto un dibattito che richiede pacatezza e riflessione anziché il solito tifo da curva tra fazioni opposte. Due recenti episodi di cronaca, occorsi a pochi chilometri di distanza tra loro, ci offrono lo spunto per alcune considerazioni importanti sulla appropriatezza dei metodi d’indagine utilizzati. 

Del primo – la cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro (MMD) avvenuta a Palermo – scriverò poco perché assai conosciuto e ancora oggi trattato dai media. Del secondo – avvenuto a Corleone pochi giorni fa e avente come protagonista una maestra della scuola dell’infanzia – presenterò solo i fatti salienti. In tutti e due i casi – associazione mafiosa, omicidio etc. il primo e presunti maltrattamenti a danno degli alunni il secondo – è stato fatto dapprima ricorso alle intercettazioni e poi all’arresto in flagranza di reato. Non sappiamo come andrà a finire il processo a MMD (fruisce della presunzione d’innocenza come tutti fino alla sentenza definitiva), mentre sappiamo che la maestra è stata assolta in appello, dopo cinque anni di processo, “perché il fatto non sussiste”.

Altri articoli interessanti

Sulle riforme della giustizia qualcuno ha interesse a tirare il pallone in tribuna

Fuorionda, dossieraggio, intercettazioni, voyeurismo: una deriva perversa

Gli avvocati penalisti in sciopero. “La maggioranza sostenga le idee riformiste di Nordio”

Possiamo tranquillamente affermare che l’uso delle intercettazioni può essere indispensabile, anche per periodi prolungati, per reati di mafia o di criminalità o di sangue e via discorrendo, mentre suscita forti perplessità per reati minori come quelli che avverrebbero a scuola che ricordiamo essere il posto più sicuro per un minore. Basti confrontare, a titolo d’esempio, la gravità e il numero dei reati di maltrattamenti che avvengono in famiglia rispetto a quelli che hanno luogo in ambito scolastico.

Se analizziamo da vicino il caso della maestra di Corleone, intercettata per oltre due mesi e arrestata in flagranza di reato, l’assoluzione in appello con formula piena appare un paradosso. Quanto accaduto a scuola, inoltre, poteva tranquillamente essere risolto dal dirigente scolastico attraverso i molteplici strumenti a sua disposizione (controllo della maestra, vigilanza, affiancamento, accertamento medico, ispezione, provvedimento disciplinare, sospensione cautelare). Assai utile richiamare le sagge parole di un giudice del Tribunale del Riesame di Quartu secondo il quale, in un caso analogo, “i fatti contestati non integrano la soglia del penalmente rilevante, ma esauriscono eventualmente la loro censurabilità in ambito disciplinare”. 

Dal punto di vista economico, l’episodio della maestra di Corleone – così come molti casi simili – ha costituito un cospicuo esborso per l’erario di decine di migliaia di euro: inquirenti impiegati a visionare i filmati in tempo reale o in differita; trascrizione degli atti; affitto e installazione delle tecnologie per oltre due mesi; personale specializzato quale giudici, avvocati, tecnici; udienze per cinque anni etc. Possiamo dire che nello spazio di un lustro “il topolino ha partorito la montagna”.

Tuttavia l’esito era ampiamente prevedibile in quanto  sono stati trascurati alcuni fattori macroscopici che dovrebbero scongiurare l’intervento di simili metodi di indagine nella scuola: 1) come già detto, la scuola è il posto più sicuro per un minore; 2) nelle centinaia di procedimenti penali oggi ancora pendenti per presunti maltrattamenti a scuola non sono contestate lesioni fisiche gravi ma “solo” scappellotti, strattonamenti, rimproveri stentorei, grida e via discorrendo; 3) tutto ha sempre inizio con la cortocircuitazione del dirigente scolastico da parte dei genitori che si rivolgono direttamente (e inopinatamente) all’Autorità Giudiziaria; 4) la totale assenza di casi simili all’estero dove il dirigente scolastico è il primo e unico referente per i genitori e non può essere cortocircuitato; 5) l’assoluta mancanza di know-how pedagogico-educativo degli inquirenti che sono dei non-addetti-ai-lavori del tutto ignari degli metodi correttivi, leciti e non, a disposizione di docenti, maestre ed educatori; 6) l’ignoranza circa le differenze educative che passano tra l’ambiente familiare e parafamiliare (vedi oltre).

Il ricorso alle intercettazioni è consentito dalla legge solo se il reato ipotizzato è “grave”, cioè se il massimo edittale della pena supera i cinque anni. Il PM che intende avvalersi delle intercettazioni a scuola ipotizza pertanto il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.), mentre scarta (o affianca) quello di abuso dei mezzi di correzione(art. 571) che non gli consentirebbe, da solo, di avvalersi di audiovideoregistrazioni nascoste poiché prevede un massimo edittale della pena di soli sei mesi. Non è dunque un caso se le ipotesi di reato nella scuola divengono (strumentalmente?), art. 572 c.p. e non più art. 571 c.p. Si tratterà di una mera combinazione, ma le intercettazioni in ambito scolastico si sono moltiplicate a dismisura, fino a far registrare un incremento dei casi di ben 14 volte nell’arco di sei anni (2014-2019). 

Possibile che si tratti di una (inverosimile e inspiegabile) escalation di violenza tra le maestre italiane, mentre nel resto dei Paesi occidentali non vi è neppure l’ombra di simili episodi? Fenomeno che – si badi bene – non risparmia neppure le suore accusate ingiustamente persino di ricorrere al turpiloquio o di bestemmiare (sono più di dieci oggi le consacrate sottoposte a processo per presunti maltrattamenti). Non sarà piuttosto che detta situazione è causata da metodi d’indagine che sono totalmente inadatti alla scuola? Le intercettazioni, infatti, si prestano a manipolazioni e fraintendimenti soprattutto nell’ambiente scolastico.

Abbiamo inventato per la scuola una modalità d’indagine con inquirenti non-addetti-ai-lavori; pesca a strascico ad libitum con intercettazioni da telecamere nascoste; violazione del diritto costituzionale alla riservatezza delle persone anche in antitesi con l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori; decontestualizzazione delle scene; visione frammentata e limitata di tutti i filmati (mediamente lo 0,1% della totalità del registrato); selezione avversa dei progressivi; drammatizzazione delle trascrizioni e libera interpretazione delle stesse; arbitrarietà nello stabilire l’abitualità degli episodi contestati e via discorrendo. In questo modo le intercettazioni consentono agli inquirenti di assemblare “pezzi di realtà”, a proprio uso e consumo e in ossequio alla tesi di colpevolezza da dimostrare. 

Anziché ricostruire la verità, si finirà per “fare a pezzi la realtà”. E che questo risultato appaia più che probabile lo lascia presagire il fatto che i giudici non visionano mai per intero tutte le centinaia di ore di intercettazioni (sarebbe follia il solo pensarlo), ma si limiteranno a guardare pochi frammenti di filmato, appositamente selezionati dagli inquirenti, finendo col non possedere l’esatta idea di una realtà complessa quale quella scolastica che è squisitamente professionale perché pedagogico-educativa. 

Il caso della maestra di Corleone – ma ve ne sono molti altri – ne è in buona parte la dimostrazione lampante: un arresto in flagranza per un “fatto che non sussiste” è di per sé un paradosso. Cosa hanno visto e interpretato gli inquirenti? Si è voluto sparare col cannone a una mosca, col solo risultato (per fortuna) di mancarla, e di sciupare preziose risorse generando dolore e sofferenza a un’innocente, nonché sottoponendolo all’inevitabile gogna del circo mediatico.

Vi è un’altra questione fondamentale del tutto sconosciuta agli inquirenti che restano dei profani rispetto all’ambiente educativo-scolastico: la differenza tra i ruoli della mamma e della maestra con le diverse competenze nell’ambiente familiare (domicilio) rispetto a quello scolastico parafamiliare: a) la mamma educa il figlio nella comunità familiareristretta, mentre la maestra introduce il bimbo alla socializzazione; b) la scuola è luogo pubblico, mentre la dimora è ambiente privato; c) la scuola offre una relazione professionale anziché una relazione affettiva genitoriale; d) la scuola ospita una comunità allargata con rapporto maestra/alunni fino a 1:29 mentre in famiglia il rapporto materno/filiale è 1:1; e) infine, a scuola, gli stili educativi sono numerosi quanto gli alunni e spesso addirittura multietnici, mentre in famiglia lo stile educativo è unico ed esclusivo.

Capitolo a parte è rappresentato dall’appropriatezza delle intercettazioni secondo il dettato della L.48/08 che recepisce la Convenzione di Budapest del 2001, ratificata dall’Italia e molti altri Paesi. Questa indica esplicitamente i requisiti necessari per poter utilizzare correttamente le intercettazioni nell’ambito di un procedimento penale. Tra i molti ne spiccano due che sono raramente rispettati dagli inquirenti: 

  1. Le tracce audio e video devono essere sincronizzate e conservate su unica piattaforma;
  2. Le intercettazioni non devono recare alcun commento, né interpretazione, neanche nella trascrizione.

Se aggiungiamo che la risoluzione delle immagini lascia spesso a desiderare, comprendiamo quanto sia difficile l’uso equilibrato e oggettivo delle intercettazioni da parte di inquirenti abituati a manipolare ed estrapolare progressivi arbitrariamente e volti esclusivamente a suffragare le loro tesi. Dal canto loro i giudici non vedranno mai per intero le registrazioni di centinaia o migliaia di ore limitandosi a visionare solo i progressivi che gli inquirenti sottoporranno loro. Diceva il Cardinal Richelieu: “Datemi sei frasi scritte del più onesto tra gli uomini ed io vi troverò un motivo per impiccarlo”. Oggi questa “abilità”, grazie alle nuove tecnologie, diviene alla portata di tutti proprio con le intercettazioni a strascico con telecamere nascoste.

Potremmo fermarci qui nel novellare i troppi limiti di questi metodi d’indagine nella scuola, dannosi, e non solo inutili e costosi, ma non possiamo dimenticare di aggiungere la loro intempestività. Trascorrono infatti lunghi mesi tra una denuncia all’Autorità Giudiziaria e l’azione per bloccare una presunta maestra violenta. Al contrario è immediato, ponderato e professionalmente idoneo l’intervento di un dirigente scolastico adeguatamente allertato. Qualsiasi genitore di buon senso preferisce un provvedimento tempestivo del preside piuttosto che lasciare il proprio figlio esposto per lunghi mesi d’indagine a ipotetiche violenze e sopraffazioni, in attesa del farraginoso intervento della Autorità Giudiziaria (si noti, tra l’altro, che solo l’1% dei casi vede un arresto in flagranza di reato e, talvolta, inspiegabile come nel caso di Corleone).  Sono proprio i tempi lunghi dell’intervento dell’Autorità Giudiziaria a dimostrare che non esiste alcuna urgenza reale e che il dirigente scolastico potrebbe benissimo provvedere appropriatamente, tempestivamente e senza oneri per lo Stato avendone tutti i mezzi necessari.

Ben venga, dunque, l’idea dell’attuale guardasigilli Nordio che, supportato dal titolare dell’Istruzione e del Merito Valditara, pensa di limitare il ricorso alle intercettazioni: queste, fondamentali in determinati settori (mafia, criminalità, traffico di droga…), rischiano di essere controproducenti, nella scuola. In questo ambito, infatti, esistono e sono praticabili soluzioni più tempestive, nonché economiche, purché il dirigente scolastico non venga cortocircuitato, come avviene nei Paesi occidentali.

Tags: IntercettazioniMaestre violenteMatteo Messina DenaroMinistro Nordio
Articolo precedente

La circolare ‘omnibus’ dell’Agenzia delle Entrate illustra la tregua fiscale

Articolo successivo

Pd / Barbati (civica Gualtieri): con Bonaccini per centrosinistra solido e competitivo

Vittorio Lodolo D'Oria

Vittorio Lodolo D'Oria

LabParlamento Consiglia

Sulle riforme della giustizia qualcuno ha interesse a tirare il pallone in tribuna
Giustizia

Sulle riforme della giustizia qualcuno ha interesse a tirare il pallone in tribuna

28 Marzo 2024 18:14
Fuorionda, dossieraggio, intercettazioni, voyeurismo: una deriva perversa
Istruzione

Fuorionda, dossieraggio, intercettazioni, voyeurismo: una deriva perversa

05 Marzo 2024 16:35
Attenti a dare del Bimbominkia: è reato
Giustizia

Gli avvocati penalisti in sciopero. “La maggioranza sostenga le idee riformiste di Nordio”

29 Marzo 2023 17:40
Maltrattamenti in famiglia e a scuola: un confronto obbligato
Giustizia

Maltrattamenti in famiglia e a scuola: un confronto obbligato

09 Gennaio 2023 05:31
Le intercettazioni sono “strumento d’indagine micidiale”. Soprattutto a scuola
Giustizia

Le intercettazioni sono “strumento d’indagine micidiale”. Soprattutto a scuola

09 Dicembre 2022 06:00
Scuola / L’incolumità degli alunni e la salute dei docenti: doveri del dirigente e delle istituzioni
Istruzione

Scuola / L’incolumità degli alunni e la salute dei docenti: doveri del dirigente e delle istituzioni

19 Aprile 2022 05:47
Articolo successivo
Pd / Barbati (civica Gualtieri): con Bonaccini per centrosinistra solido e competitivo

Pd / Barbati (civica Gualtieri): con Bonaccini per centrosinistra solido e competitivo

Facebook tagga utilizzando i dati biometrici. E scatta la class action

La piccola Repubblica di San Marino sbaraglia il gigante informatico Meta

Le ultime da LabParlamento

IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

4 Febbraio 2026
IL CORAGGIO DI COMUNICARE

IL CORAGGIO DI COMUNICARE

15 Gennaio 2026
ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

15 Gennaio 2026
Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

22 Dicembre 2025
Sanità, corso SICCH su Tavi e tecnologie mini-invasive per giovani cardiochirurghi

Sanità, corso SICCH su Tavi e tecnologie mini-invasive per giovani cardiochirurghi

22 Dicembre 2025
Sociosanitario non profit, allarme Uneba: subito fatti o sarà rischio estinzione

Sociosanitario non profit, allarme Uneba: subito fatti o sarà rischio estinzione

20 Dicembre 2025
Lo Human Economic Forum proclama la Dichiarazione Universale dell’Umanità Sostenibile

Lo Human Economic Forum proclama la Dichiarazione Universale dell’Umanità Sostenibile

11 Dicembre 2025
MADE IN ITALY / SIC EUROPE E STELLANTIS AVANTI SU PARTNERSHIP PER VEICOLI COMMERCIALI 

MADE IN ITALY / SIC EUROPE E STELLANTIS AVANTI SU PARTNERSHIP PER VEICOLI COMMERCIALI 

11 Dicembre 2025
MANOVRA, L’ALLARME DI PRE.SI.DI.: ATTACCO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE DI SOCCORSO PUBBLICO, FORZE ARMATE E DI POLIZIA

MANOVRA, L’ALLARME DI PRE.SI.DI.: ATTACCO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE DI SOCCORSO PUBBLICO, FORZE ARMATE E DI POLIZIA

9 Dicembre 2025
Dossier Lab Parlamento / Più di un secolo di leggi elettorali in nome della stabile instabilità

Dossier Lab Parlamento / Più di un secolo di leggi elettorali in nome della stabile instabilità

9 Dicembre 2025
Grande successo per il Galà di Amitié Sans Frontières Roma: Istituzioni, Vip e Solidarietà alla Casina di Macchia Madama

Grande successo per il Galà di Amitié Sans Frontières Roma: Istituzioni, Vip e Solidarietà alla Casina di Macchia Madama

2 Dicembre 2025
DAL CAREER DAY E DAL TALENT HARBOUR DI NABA OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER I GIOVANI

DAL CAREER DAY E DAL TALENT HARBOUR DI NABA OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER I GIOVANI

27 Novembre 2025
“Scuola Dirigenza Futuro”, XII Congresso Nazionale ANDIS. Paola Bortoletto rieletta presidente

“Scuola Dirigenza Futuro”, XII Congresso Nazionale ANDIS. Paola Bortoletto rieletta presidente

27 Novembre 2025
Negozi storici di eccellenza, Stefano Pizzolato (Presidente): “Così difendiamo l’identità commerciale di Roma”

Negozi storici di eccellenza, Stefano Pizzolato (Presidente): “Così difendiamo l’identità commerciale di Roma”

25 Novembre 2025
Istat, ad ottobre rallenta l’inflazione scendendo a +1,2% su valore annuo

Istat, ad ottobre rallenta l’inflazione scendendo a +1,2% su valore annuo

18 Novembre 2025
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici

redazione@labparlamento.it

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.