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A Roma la Chiesa non pagherà la Tari

I rifiuti della Capitale ricevono la benedizione dallo Stato e per la Chiesa non saranno più un problema. Con un emendamento al collegato fisco alla manovra – come scrive anche Milano Finanza – approvato in commissione Finanze in Senato, arriva l’esenzione Tari per i fabbricati di proprietà della Santa Sede, dal Palazzo di Castel Gandolfo ai palazzi della Dataria, della Cancelleria, di Propaganda Fide in Piazza di Spagna. Una scelta che rischia di riacutizzare le polemiche sulla Santa Sede e le tasse dovute allo Stato italiano, cui l’Apsa, Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, ha a suo tempo replicato spiegando di aver pagato, per lo scorso anno, 5,9 milioni di Imu e 2,8 milioni di Ires, stando ai dati di bilancio pubblicati per la prima volta in primavera.

Intanto la ministra Mariastella Gelmini sulle pagine del Messaggero ribadisce l’impegno dell’esecutivo per Roma. “Nella legge di bilancio di quest’anno il governo ha previsto un fondo di circa un miliardo e mezzo per il Giubileo 2025. È un primo passo e un doveroso segnale di attenzione alla Capitale. Poi penseremo anche all’Expo. Questo per quel che riguarda i finanziamenti. Sui poteri abbiamo avviato tre livelli di dialogo: con il Parlamento, dove è stata depositata la relazione della Commissione ministeriale che ho istituito”.