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Rifiuti, Raggi contro Regione: la Lombardia ha 30 impianti, il Lazio uno e mezzo

di Andrea Pranovi

“Siccome la Regione non ha aperto le discariche, anzi le ha chiuse in questi anni, io mi sono sostituita alla Regione e ho fatto un’ordinanza per aprire una discarica ad Albano”. Lo ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi, intervistata ieri sulle frequenze di Radio Roma Capitale. “Questo – ha aggiunto la prima cittadina – consentirà chiaramente di trovare finalmente un luogo in cui andare a portare i rifiuti”. Sul tema dei rifiuti la sindaca ha poi illustrato alcuni dati: “La Lombardia ha circa una trentina di impianti tra discariche e termovalorizzatori, la Regione Lazio ha un impianto e mezzo, cioè una discarica e mezza, nel senso che quella di Viterbo c’è e resta attiva, quella di Civitavecchia tra poche settimane chiude. Quindi tutta la Regione Lazio sarà servita da una sola discarica”.

In merito al trasporto pubblico Raggi ha affermato che “abbiamo salvato l’azienda dei trasporti che era praticamente fallita”. “Chi la voleva privatizzare – ha spiegato la sindaca – voleva sostanzialmente creare una sorta di trasporto pubblico elitario. Io non ci sto: per me la città, va servita in tutto il suo perimetro. Questo significa tutelare anche il trasporto nelle periferie”.

La sindaca ha poi rivendicato la scelta dell’ampliamento dello spazio esterno di bar e ristoranti: “Roma si è imposta come modello in Italia”. “Abbiamo proposto questa misura in cabina di regia quando c’era ancora il premier Conte – ha detto Raggi – e questa misura si è rivelata poi vincente perché di fatto ha consentito, sebbene con numeri ovviamente inferiori, di far ripartire tutta la parte della ristorazione, questo significa i ristoratori, i camerieri, tutto l’indotto. Io ho lavorato come cameriera, io so cosa vuol dire spaccarsi la schiena, ma so anche cosa vuol dire oggettivamente non avere lavoro e nel momento in cui c’è stata la pandemia il centro di Roma si è fermato”. “Queste misure – ha aggiunto – sono state fondamentali per non far crollare il settore.