Attualità

Statuti dei partiti: tocca a Mdp e Lega, che perde il Nord

Novità nelle iscrizioni al Registro. Gli ex Pd: “Campo largo e plurale di centrosinistra”, cambio di nome per il movimento di Matteo Salvini

di Andrea Spuntarelli

A distanza di un mese dagli ultimi sviluppi sul tema, si segnalano novità sulle iscrizioni al Registro dei partiti introdotto dal Decreto Legge 149/2013.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre sono stati infatti pubblicati i testi degli Statuti di Mdp, Lega e Democrazia Solidale, che si vanno quindi ad aggiungere all’elenco nel quale appare la quasi totalità delle formazioni politiche italiane. In base alle attuali norme, soltanto i soggetti inclusi nel Registro possono essere destinatari delle modalità di contribuzione (come la destinazione del due per mille dell’Irpef o le donazioni fiscalmente detraibili) che hanno preso il posto del finanziamento pubblico ai partiti.

Per quanto riguarda nel dettaglio gli Statuti di Mdp e Lega, è interessante notare le descrizioni dei tratti distintivi dei due movimenti.

Gli ex Pd (che alle Politiche confluiranno nella lista Liberi e Uguali) si definiscono come un’organizzazione “fondata sui principi della eguaglianza, libertà, solidarietà, parità di genere e delle pari opportunità”, con l’obiettivo di costruire “un largo e plurale campo di centrosinistra”. Alla base della formazione si colloca un’idea di “politica come servizio”, che si sviluppa su “attenzione alle disuguaglianze sociali”, “sviluppo sostenibile e valorizzazione dell’ambiente” e “rapporto equo e rispettoso tra le generazioni”.

Sul fronte del partito guidato da Matteo Salvini, nel documento vengono confermate le anticipazioni sul cambio di nome della formazione. Scompaiono infatti le parole “Nord” e “Padania”, in favore della formula “Lega per Salvini premier”, più adatta alla recente svolta nazional-sovranista intrapresa dal segretario. Missione del movimento è “la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale”, unita alla volontà di promuovere “la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo”. Dal punto di vista organizzativo, il leghismo si struttura come una confederazione composta da 22 articolazioni regionali, alle quali potrebbero sommarsene altre su indicazione del Consiglio Federale.

Con l’avvicinarsi delle elezioni Politiche è probabile che si assisterà ad ulteriori pubblicazioni o revisioni degli Statuti dei partiti che prenderanno parte ala contesa di marzo 2018. Rimane sempre l’incognita sulle decisioni che verranno prese in tema dal Movimento 5 Stelle, tuttora in possesso di un “Non Statuto“.