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Rinnovabili: obiettivo 32% entro il 2030, c’è l’ accordo Ue

Riduzione del 40% di CO2 e divieto di utilizzo dell’olio di palma entro il 2030. Promosso l’autoconsumo energetico

Di Maria Carla Bellomia

E’ stato raggiunto nella mattinata di ieri l’accordo tra le istituzioni europee sulla revisione della Direttiva per la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, la cosiddetta RED II (Renewable Energy Directive), una delle otto proposte legislative che compongono il Clean Energy Package, una serie di  provvedimenti normativi Ue in tema energia e clima.

Un compromesso ottenuto a fatica quello tra Commissione, Parlamento e Consiglio, anche a seguito delle risultanze finali del Consiglio Energia dello scorso 11 giugno, e che fissa al 32% il target comunitario vincolante al 2030  per la produzione di energia da fonti rinnovabili: un obiettivo più ambizioso rispetto a quello del 27% proposto inizialmente dalla Commissione europea e che potrà essere revisionato al rialzo entro il 2023, grazie ad una espressa clausola di revisione.

Come dichiarato dal commissario per l’Energia e il Clima Miguel Arias Canete l’accordo raggiunto sul fronte delle energie rinnovabili rappresenta una vittoria per il bene dell’Europa verso una transizione energetica pulita nel rispetto degli obiettivi dell’Accordo di Parigi e consentirà all’Europa di mantenere il suo ruolo di guida nella lotta contro il cambiamento climatico.

L’intesa al rialzo di 4 punti percentuali era stata anticipata anche dalle parole del Ministro Luigi Di Maio che, proprio a margine del Consiglio Energia, aveva sottolineato la volontà dell’Italia di sostenere la proposta del Parlamento europeo di fissare un obiettivo vincolante al 35% sia sulle rinnovabili che sull’efficienza energetica, in linea con la posizione assunta dalla Spagna, insieme a Svezia, Lussemburgo, Lituania e Portogallo.

Oltre alla quota di consumi che dovrà essere coperta con fonti rinnovabili, la proposta di revisione della direttiva fissa altri importanti obiettivi in tema di energia, tra cui la riduzione del 40% delle emissioni di CO2 e lo stop all’utilizzo dell’olio di palma nella produzione di biocarburanti, entro il 2030, con un target del 14% per le energie rinnovabili nel settore dei trasporti entro lo stesso anno. Per i biofuel cosiddetti di seconda generazione, derivati da colture non alimentari, l’obiettivo è stato invece stabilito al 3,5%.

Trova poi applicazione nella proposta di direttiva anche la promozione dell’autoconsumo energetico, attraverso la possibilità per i cittadini, le comunità locali, le piccole aziende e le cooperative, di generare, consumare, accumulare e vendere energia rinnovabile, senza oneri di rete, per gli impianti su piccola scala (al di sotto dei 25 kW di potenza). Come sottolineato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, questa previsione permetterà ai cittadini europei  di partecipare attivamente alla rivoluzione energetica in corso, in un’ottica di abbattimento delle emissioni e di rafforzamento delle competitività internazionale delle imprese.

Per la prima volta sono stati inoltre fissati precisi criteri di sostenibilità per la produzione di biomasse solide, per gli impianti con potenza pari o superiore a 20 MW e definite alcune norme sulla progettazione di meccanismi di sostegno volti a garantire la certezza degli investimenti.

Per il compromesso definitivo sul Pacchetto Energia, le istituzioni comunitarie sono chiamate ora al compito non facile di definire i dettagli della proposta di modifica della direttiva, così come il nodo irrisolto dell’efficienza energetica: solo a quel punto il testo della RED II potrà essere approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio UE e recepito, entro 18 mesi, dagli Stati membri.