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Il Centro per la Filosofia Italiana trova casa a Terni

Il Centro per la Filosofia Italiana è stato fondato negli anni ‘80 a Roma e ha come missione quello di diffondere la filosofia, il suo studio e la riflessione, nel mondo attuale, non tanto nel chiuso della aule universitarie e scolastiche, ma stimolando la riflessione filosofica attraverso convegni e studi facendo crescere la vigilanza sul presente e per capire cosa ci sta accadendo, dal rapporto con la natura alla riflessione sulla comunità, sull’idea di società. Le parole sono del presidente Aldo Meccariello.

Il Centro ha avuto tra i suoi presidenti Francesco Barone, Ludovico Geymonat, Franco Lombardi, Antimo Negri, Dino Cofrancesco, Giuseppe Prestipino, Pietro Ciaravolo, Teresa Serra. Il legame con l’Umbria si è creato recentemente, dopo che il Centro ha lasciato la vecchia sede di Montecompatri e, cercando un luogo dove sistemare la biblioteca e l’archivio, è approdato a Terni, sfruttando la disponibilità degli spazi dell’archivio Vincenzo Pirro, messi a disposizione degli eredi del professore e intellettuale ternano.

L’evento ha il patrocinio del Comune di Terni, della Regione Umbria, del Dipartimento di scienze politiche della Sapienza, degli Amici della Fondazione Spirito-De Felice, del centro studi Aldo Capitini, dell’associazione docenti italiani di filosofia, dell’Università Guglielmo Marconi, della Biblioteca comunale di Terni e dell’archivio Vincenzo Pirro.

“Dal 1 Giugno 2021 il Centro per la Filosofia Italiana si è trasferito nella città di Terni, in via dei Castelli 34 presso l’archivio Vincenzo Pirro riconosciuto dalla Soprintendenza archivistica per il suo valore storico e documentale – afferma Danilo Pirro – E questo di ottobre è il primo evento in calendario previsto”.

Il tema del convegno è “La via italiana alla filosofia del dialogo nelle sue anticipazioni e sviluppi, nonché nella sua contemporaneità”, intende da un lato riproporre il problema delle matrici filosofiche nel processo di formazione della nostra identità nazionale a partire dall’Unità e dall’altro prova a mettere a fuoco la modalità dialogica che è stata la cifra costante ed originale della tradizione italiana lungo una linea variegata e frastagliata che prende le mosse dal pensiero greco. Al di là di correnti, tendenze, autori che danno conto di una plurale e articolata consistenza del nostro patrimonio filosofico, resta il dato centrale dell’attenzione alle problematiche dell’umano, a quel riconoscimento della finitezza e del limite, a quegli orizzonti di criticità, a quella passione per la teoresi e per l’impegno civile che solo l’esigenza dialogica ha reso possibile in direzione di una coscienza laica e democratica. Il convegno si svolgerà nei locali della Biblioteca comunale di Terni il 21, 22 3 23 ottobre.

A Terni (dove il convegno è stato spostato dopo che ad ottobre del 2020 è saltato a causa del Covid-19 l’appuntamento di Civitavecchia) si parlerà, quindi, della filosofia italiana tramite una riscoperta della tradizione del pensiero filosofico italiano nei secoli e poi il tema sarà approfondito nella sessione salernitana con uno spazio specifico sulla contemporaneità e le potenzialità inespresse della filosofia italiana.

“Vogliamo tirare fuori questa ricchezza e aprire nuovi spazi di ricerca per il futuro – dice ancora Meccariello – Vogliamo ricostruire la nostra tradizione. E a conclusione del convegno di novembre si parlerà di Aldo Capitini e dell’emergere di un tema nuovo, unico nel panorama filosofico dell’epoca, cioè quello del dialogo. Capitini ha aperto la via italiana alla filosofia del dialogo, un percorso originale nella tradizione italiana che si lega a quella europea. Un elemento di ricchezza da riscoprire”.

Il rapporto del Centro con la scuola e l’università è vivo e utile “ed è nelle corde della nostra associazione, unire ricerca e divulgazione, attività svolta attraverso convegni e tramite il sito internet”.

Un rapporto che punta molto sui giovani “perché sono proprio essi ad aver bisogno della filosofia, di capire le nuove modalità nei rapporti interpersonali e di rivedere i parametri della socialità, del lavoro – conclude Meccariello – La filosofia serve alla vita, come già aveva detto Aristotele: costruire una vita buona e felice”.