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D. Lgs. Emissioni: il CdM approva il testo definitivo

Il Governo rispetta i tempi della delega parlamentare. Inclusi nel Decreto i pareri delle Commissioni speciali e le osservazioni della Conferenza Unificata. Ora la pubblicazione sulla GU

di Andrea Spuntarelli 

È arrivata nella riunione del Consiglio dei Ministri di ieri  l’approvazione, in esame definitivo, del Decreto Legislativo per la riduzione delle emissioni inquinanti. Così facendo, Il Governo ha rispettato il termine del 1° giugno 2018 per l’esercizio della delega attribuitagli dal Parlamento per il recepimento della Direttiva Ue 2016/2284.

Con le disposizioni europee ora fatte proprie dal nostro ordinamento, vengono fissati per il 2020 e il 2030 obiettivi di contenimento delle emissioni annue di sostanze come biossido di zolfo, ossidi di azoto, ammoniaca e particolato fine, e al tempo stesso si definiscono le procedure di monitoraggio degli impatti dell’inquinamento sugli ecosistemi e le specificità del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. Più in generale, l’obiettivo del D. Lgs. è promuovere il raggiungimento di livelli di qualità dell’aria tali da non comportare rischi significativi per la salute e l’ambiente.

Nel comunicato di Palazzo Chigi viene evidenziato che i destinatari del Decreto sono tanto le autorità pubbliche competenti per settori a elevate emissioni come industria, energia, trasporto e agricoltura, quanto i soggetti privati (operatori e consumatori) implicati dal Programma di controllo dell’inquinamento. Inoltre, il resoconto chiarisce che la versione finale del provvedimento ha tenuto conto delle osservazioni della Conferenza Unificata e dei pareri delle Commissioni speciali di Senato e Camera.

In quest’ultimo senso, va ricordato che Palazzo Madama aveva posto tra le condizioni al proprio via libera l’inclusione dei Piani di qualità dell’aria nel perimetro di azione del Programma nazionale e il coinvolgimento delle Regioni nei casi in cui l’opera di monitoraggio coinvolga reti regionali, mentre entrambe le Commissioni parlamentari avevano ritenuto necessario assegnare al Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente un ruolo di primo piano nella consultazione pubblica sul Programma e rinviare il termine del 30 settembre 2018 per la redazione della sua prima edizione.

La pubblicazione del Decreto Legislativo sulla Gazzetta Ufficiale chiuderà la questione, dissipando le residue incertezze sulla struttura del provvedimento.