Politica

Violenza donne, Usic Carabinieri: “nostro impegno per zero femminicidi”

La violenza contro le donne e i femminicidi continuano a rappresentare un problema che la nostra società deve risolvere. L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri, proprio per il lavoro svolto dai colleghi iscritti e non solo, si trova spesso a doversi relazionare con casi legati a questo tema. La Legge “Codice Rosso” è sicuramente un importante passo avanti nella tutela delle donne e dei soggetti più deboli. Tuttavia, tra la legge e la sua attuazione piena esiste un divario che va colmato”. Lo dichiara Gina Perotti, Segretario Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri a margine del Seminario informativo “Codice Rosso, la violenza di genere”, svoltosi ieri nella sede del Consiglio regionale del Lazio.

“Proprio per questo motivo abbiamo deciso di impegnarci per portare avanti campagne di sensibilizzazione da attuare creando progetti di formazione al fine di aumentare la professionalità degli operatori iscritti e non a USIC, nonché la semplice diffusione di informazioni che possano essere risolutive a modificare atteggiamenti e contribuire ad accrescere nelle vittime la consapevolezza e il coraggio per denunciare atti di violenza di qualunque genere”. 

Possiamo e dobbiamo sensibilizzare anche le diverse prospettive culturali dei singoli individui, superando così pregiudizi e stereotipi che a volte sminuiscono e banalizzano comportamenti prevaricatori. E’ importante riuscire ad arrivare laddove le violenze si verificano, quasi sempre in ambienti “sicuri”, quindi a casa e al lavoro. La prevaricazione degli ambienti maschili o maschilisti, a volte riguarda anche l’ambito militare”. 

“Diventa quindi fondamentale la formazione giovanile, da attuare già in ambito scolastico. Alle donne in generale, e soprattutto ai ragazzi e alle ragazze, bisogna insegnare a distinguere qual è il vero amore per riuscire ad individuare per tempo eventuali situazioni di pericolo. Usic, dunque, lavorerà in questo affinché presto si raggiunga l’obiettivo ZERO MORTI PER FEMMINICIDIO”.