giovedì 16 Aprile, 2026
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Società Istruzione

Privacy, Digito ergo sum. Ma serve un’educazione specifica da 0 a 18 anni

Jacopo Maienza di Jacopo Maienza
29 Gennaio 2021 06:59
in Istruzione, Società
Tempo di lettura: 5 minuti
A A
Privacy, Digito ergo sum. Ma serve un’educazione specifica da 0 a 18 anni
Condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su WhatsappCondividi su Linkedin

L’Italia è un Paese ancora lontano dall’acquisire consapevolezza culturale dell’importanza della protezione della privacy, soprattutto quando di mezzo ci sono i minori. A lanciare l’allarme è la professoressa Barbara Volpi, psicologa clinico e psicoterapeuta, docente presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica Sapienza di Roma. 

Altri articoli interessanti

Quando gli hacker colpiscono dritto al cuore (e non è una metafora)

L’amico virtuale non piace al Garante: cartellino giallo per Replika

Modificare la realtà filmata dalle videocamere. Adesso sarà possibile (con buona pace della verità)

In questi giorni si è celebrata la Giornata europea della protezione dei dati personali. A che punto siamo nel nostro Paese sul tema della tutela della privacy?

«Come ci testimoniano purtroppo i fatti di cronaca, nonostante ci siano le normative che tutelano i minori e gli adulti alla protezione della privacy e alla tutela dei dati personali, siamo ancora molto lontani dalla comprensione e dalla responsabilizzazione rispetto ad un uso corretto della rete in relazione soprattutto alla protezione delle identità personali dei minori». 

Quali sono secondo lei le cause di questo ritardo?

«Un ruolo fondamentale è giocato dall’educazione digitale e da una media education che deve partire ad ampio raggio dal momento in cui il bambino viene al mondo e non a 14 anni, quando per la normativa europea può attivare senza il consenso del genitore un profilo social. L’educazione alla digitalità parte dall’infanzia e necessita di un costante e continuo monitoraggio da parte dei genitori, perlomeno fino ai 16 anni, momento in cui, se correttamente impostata la traiettoria di sviluppo verso una sana fruizione del web, può essere attuata dal ragazzo in modo autonomo e consapevole». 

Concediamo l’attenuante dell’essere genitori in un’epoca digitale come la nostra?

«L’essere genitori nell’era della tecnologia presuppone l’acquisizione e la promozione di una nuova genitorialità digitale, attenta e responsiva ai bisogni e alle esigenze del bambino e più tardi dell’adolescente, fornendo una guida consapevolmente orientata ai rischi e ai pericolo della rete e favorendo la promozione delle potenzialità della stessa allo scopo di favorire un benessere digitale che, a livello preventivo, è il migliore fattore di protezione rispetto ad un uso improprio delle rete e allo sviluppo di patologie web-mediate».

Perché i social sono così pericolosi per i minori?

«Nella società delle immagini e dell’iperconnessione in cui ognuno si rispecchia nel comportamento dell’altro all’interno del villaggio globale della rete (teoria del sociologo Marshall Macluhan), il “digito ergo sum” è l’imperativo di tanti giovani in crescita che trovano la loro massima espressione nelle condotte in rete attivate dagli algoritmi digitali. L’area della relazionalità captata in modo egregio dalle piattaforme dei social network risponde al bisogno della comunità giovanile di essere parte aggregante di un sé identitario in via di formazione e nel caso di fragilità narcisistiche caratteristiche dell’età, nonché dell’imperante desiderio di ottenere tutto e subito ed essere riconosciuti e applauditi come gli influencer e i youtuber che si seguono, può trasformarsi in una gabbia dell’ego che può far correre il rischio di cancellare o bloccare la connessione con il mondo reale. Un rifugio della mente che sulla spinta anche della non completa maturazione cerebrale, che termina la sua formazione nelle aree corticali deputate al riconoscimento del pericolo a 24-25 anni nelle femmine e 28 nei maschi, può far correre il rischio di frammentazioni identitarie che rimangono intrappolate nel gioco degli specchi del XXI secolo. Senza consapevolezza, capacità critica e guida, gli specchi rischiano di frantumarsi». 

Il web è uno strumento complesso da controllare. C’è chi ha proposto un’identità digitale (Spid) per l’accesso ai servizi o addirittura chi pensa di vietare l’utilizzo dei cellulari under 14. Cosa ne pensa?

«Sono anni che sto diffondendo in Italia il tema della genitorialità digitale senza la quale nessuna proposta di controllo può essere attuata. Ci sono regole guida nazionali ed internazionali che indirizzano i genitori, la famiglia e la scuola su un corretto uso del digitale a partire dalla nascita. Nel mio testo “Genitori Digitali”, edito dal Mulino (2017), ho tracciato una traiettoria educativa digitale da 0 a 18 anni di età tenendo in considerazione le evidenze scientifiche della moderna psicologia dello sviluppo e delle neuroscienze, per cercare di attuare un percorso di prevenzione rispetto ad un suo inadeguato dei device rispettando i tempi evolutivi e le capacità di acquisizione nelle diverse fasce di età. Prima di controllo si dovrebbe parlare, come indicato dal filosofo francese Stiegler, di cura della gioventù e delle nuove generazioni. Non c’è controllo che tenga rispetto all’osservazione, all’ascolto e alla condivisione affettiva in famiglia prima che nei social. La relazionalità si apprende negli scambi familiari è la prima lezione dell’educazione digitale. E il web mette in luce le incrinature di una base sicura incrinata». 

Come può un genitore controllare il figlio senza essere invadente ma mantenendo comunque l’attenzione?

«Non si parla di quel che si fa con il digitale tra genitori e figli. Ci si limita a controllare o giudicare rischiando così di aumentare il divario generazionale. Prima del controllo serve la comunicazione e lo scambio. Avete mai provato a sedervi accanto a vostro figlio e a dire: “mi insegni a giocare alla play station? Mi aiuti a realizzare un video?” Provate». 

In questo anche la scuola dovrebbe fare la sua parte. Non crede che si debba attivare maggiore sensibilizzazione su questi temi, magari anche con corsi di formazione che indirizzino i ragazzi ad un uso corretto dei nuovi strumenti digitali?

«Da anni collaboro in prima persona nelle scuole su progetti di media education sui tre attori principali: famiglie-docenti-alunni a partire dalla scuola materna fino all’università. Non si tratta solo di modernizzare la scuola al digitale e sviluppare nuove competenze ma anche di attivare un processo di screen education in collaborazione con la famiglia per utilizzare la tecnologia in modo critico, responsabile ed etico. Scuola che si fa portavoce della continuità educativa digitale della famiglia e, nel caso rilevi falle educative, attua percorsi riparatori per limitare i rischi disagi web-mediati. Ad aprile uscirà il mio nuovo testo “Docenti Digitali” per la casa editrice Il Mulino, dove a partire dalla voce di Gianni Rodari che ci ha insegnato a metterci nei panni del bambino e a catturare la sua attenzione, propongo una nuova grammatica del digitale che orienti verso quella capacità critica e di giudizio che fa dello strumento un volano per esprimere il sé costituito nelle relazioni affettive primarie, prima ancora di protezione della privacy».  

Tags: Educazione digitaleinfanziaPrivacySocial networkspid
Articolo precedente

Non chiamateci stampelle. Parla Piera Aiello di Centro Democratico

Articolo successivo

Crisi, intervista esclusiva a Federico Pizzarotti: no a elezioni, pronto a sostenere governo europeista

Jacopo Maienza

Jacopo Maienza

LabParlamento Consiglia

Quando gli hacker colpiscono dritto al cuore (e non è una metafora)
Sanità

Quando gli hacker colpiscono dritto al cuore (e non è una metafora)

04 Giugno 2023 21:14
Europol, tra agenzia di sicurezza e organo di sorveglianza di massa
Tech

L’amico virtuale non piace al Garante: cartellino giallo per Replika

20 Febbraio 2023 15:09
Modificare la realtà filmata dalle videocamere. Adesso sarà possibile (con buona pace della verità)
Tech

Modificare la realtà filmata dalle videocamere. Adesso sarà possibile (con buona pace della verità)

20 Gennaio 2023 05:45
Bimbi depressi e arrabbiati: un Tribunale stabilirà se la colpa è dei social o dei genitori
Società

I Social? Bene per la noia, meno per aumentare la creatività

03 Gennaio 2023 06:48
Oblio dal web: il diritto va applicato in tutto il mondo (dice la Cassazione)
Società

Oblio dal web: il diritto va applicato in tutto il mondo (dice la Cassazione)

02 Gennaio 2023 06:02
Dati personali venduti alle società di alcol e tabacco: Facebook nuovamente nel mirino
Tech

Sei incinta? Facebook lo sa prima di te

28 Dicembre 2022 05:59
Articolo successivo
Crisi, intervista esclusiva a Federico Pizzarotti: no a elezioni, pronto a sostenere governo europeista

Crisi, intervista esclusiva a Federico Pizzarotti: no a elezioni, pronto a sostenere governo europeista

Il Mes è un prestito non una regalia a fondo perduto

Il Mes è un prestito non una regalia a fondo perduto

Le ultime da LabParlamento

Arte / Maria Maddalena di Raffaello: nuovi elementi riaprono il dibattito

Arte / Maria Maddalena di Raffaello: nuovi elementi riaprono il dibattito

15 Aprile 2026
Guerra in Iran e “interregno geopolitico”: le vecchie certezze vacillano sotto il peso degli eventi

Guerra in Iran e “interregno geopolitico”: le vecchie certezze vacillano sotto il peso degli eventi

3 Aprile 2026
SOSTENIBILITÀ: A GREENTHESIS GROUP IL PREMIO IMPRESA UMANA 2026

SOSTENIBILITÀ: A GREENTHESIS GROUP IL PREMIO IMPRESA UMANA 2026

1 Aprile 2026
OGISTICA, DE SANTIS (FEDIT): SERVE SALTO DI QUALITA’, REGOLE CERTE E MANAGERIALITA’ PER GARANTIRE SVILUPPO AL PAESE

OGISTICA, DE SANTIS (FEDIT): SERVE SALTO DI QUALITA’, REGOLE CERTE E MANAGERIALITA’ PER GARANTIRE SVILUPPO AL PAESE

24 Marzo 2026
Sanità, SICCH: bene aumento donazioni organi, pronti a supportare CNT per revisione protocolli trapianti

Sanità, SICCH: bene aumento donazioni organi, pronti a supportare CNT per revisione protocolli trapianti

16 Marzo 2026
FONDAZIONE FRANCESCO CANNAVO’, SU FARMACIE RURALI SEGNALE CONCRETO DAL GOVERNO MELONI

FONDAZIONE FRANCESCO CANNAVO’, SU FARMACIE RURALI SEGNALE CONCRETO DAL GOVERNO MELONI

13 Marzo 2026
Solidarietà: a Cerveteri “Note per la Ricerca”. Il “duo Scalone-Pagano” suonano per Aism

Solidarietà: a Cerveteri “Note per la Ricerca”. Il “duo Scalone-Pagano” suonano per Aism

2 Marzo 2026
Paralimpiadi Milano Cortina 2026: su Rai 2 torna, dopo Tokyo e Parigi “O Anche No – Stravinco per la vita”

Paralimpiadi Milano Cortina 2026: su Rai 2 torna, dopo Tokyo e Parigi “O Anche No – Stravinco per la vita”

2 Marzo 2026
Sanremo: Nexi al fianco di ASviS con il QR-code Dona Italia

Sanremo: Nexi al fianco di ASviS con il QR-code Dona Italia

26 Febbraio 2026
Italia Digitale. Il nostro futuro nei gigawatt dei Data Center

Avv. Spinapolice: “sull’Intelligenza Artificiale serve un organismo giuridico internazionale fondato sull’etica evolutiva universale”

26 Febbraio 2026
Verso un nuovo ordine mondiale. L’unità dell’Occidente unico argine alla minaccia cinese

Verso un nuovo ordine mondiale. L’unità dell’Occidente unico argine alla minaccia cinese

21 Febbraio 2026
IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

4 Febbraio 2026
IL CORAGGIO DI COMUNICARE

IL CORAGGIO DI COMUNICARE

15 Gennaio 2026
ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

15 Gennaio 2026
Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

22 Dicembre 2025
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici

redazione@labparlamento.it

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.