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Non chiamateci stampelle. Parla Piera Aiello di Centro Democratico

Testimone di giustizia sotto scorta, ex deputata dei 5 Stelle e simbolo della lotta alla mafia, Piera Aiello ha deciso di aderire alla componente del Misto di Centro Democratico, in vista della formazione di un soggetto politico intenzionato a sostenere Giuseppe Conte.

Onorevole, lei è passata dai 5 stelle al gruppo Misto per finire nella componente di Tabacci assieme ai responsabili. Sta cercando di mantenere la poltrona fino a fine legislatura?
«Assolutamente no. Per me contano i temi e le battaglie che hanno contraddistinto il mio mandato parlamentare fin dall’inizio. Se mi sarà permesso di portarli avanti in un determinato progetto politico, trovo sia coerente aderirvi. Aggiungo che questa crisi, in un momento del genere e al di là del mio posizionamento in parlamento, è assolutamente insensata».

Lei però aveva lasciato il movimento e la maggioranza e ora è disposta a sostenere Conte, non le pare strano?
«Sono uscita dal Movimento, è vero, ma l’ho fatto in dissenso con alcune decisioni per me inaccettabili e non sono mai stata organica al centrodestra, da cui mi sento lontana per visione politica e per il modo di affrontare i temi a me cari. Se in Cd non potrò dar seguito alle mie battaglie non esiterò ad uscirne».

Quali battaglie?
«La lotta alla mafia, la tutela dei testimoni di giustizia, la condizione di vita nelle carceri, la difesa delle aziende nel mirino delle cosche. E poi l’infiltrazione della criminalità nelle amministrazioni. A questo proposito voglio segnalare che le imminenti elezioni in Calabria saranno un momento decisivo per la nostra Repubblica».

E sarebbe Centro Democratico il luogo giusto per portare avanti le sue iniziative?
«Voglio essere chiara. Ho parlato con Conte prima del voto di fiducia e ho parlato con Tabacci prima della mia adesione a Cd. La sostanza è la stessa: o sono libera di portare avanti il mio lavoro come rappresentante dei miei elettori o lascio».

Ma quale sarà l’orizzonte politico del nuovo gruppo?
«Nell’immediato il sostegno di Conte».

Quindi un “gruppo stampella”?
«No, un gruppo che ritiene necessario risolvere la crisi e tornare a dare risposte al Paese il più presto possibile e che sarà in grado di formulare una proposta politica di ampio respiro, certamente non sovranista, rispettosa della Costituzione e nell’interesse dello Stato» .