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Malattie rare, quel silenzio dello Stato che oscura i fragili tra i fragili

Quella delle malattie rare è una patologia che a livello europeo è definita tale se colpisce meno di 1 persona ogni 2.000. Le persone con malattie rare possono essere poche per singola patologia, ma si stimano oltre 300 milioni di persone nel mondo, 30 milioni in Europa. La stima in Italia è di almeno 1.200.000 persone. Di queste 1 su 5 ha meno di 18 anni. Numeri che dovrebbero spingere le Istituzioni a prendere provvedimenti concreti per non lasciare indietro i cosiddetti “fragili fra i fragili”. Numeri che oggi, nella giornata mondiale delle Malattie Rare, portano alla luce storie e realtà drammatiche che spesso finiscono ai margini del sistema sanitario nazionale. 

Le malattie rare ad oggi conosciute sono tra le 6.000 e le 8.000. Tra queste: l’80% ha origini genetiche; il 20% ha origini ambientali, infettive o allergiche; il 70% insorge in età pediatrica, anche quando la patologia non ha origine genetica.

Solo per il 6% delle persone con una malattia rara esiste una cura. La maggioranza non ha accesso a trattamenti. Oltre ad essere raramente riscontrate, queste malattie hanno sintomi e manifestazioni che variano anche da persona a persona, rendendole per questo motivo ancor più difficili da diagnosticare e curare. Il tempo medio per una diagnosi è di 4 anni, ma può arrivare fino a 7. 

Le malattie rare hanno un andamento cronico, ingravescente e spesso invalidante. Per questo motivo è necessaria l’integrazione tra assistenza sanitaria e l’assistenza sociale: le persone che vivono con una malattia rara e le loro famiglie si trovano spesso a sostenere costi sociali ed economici gravosi. Otto su 10 hanno difficoltà a gestire gli aspetti “ordinari” della vita della persona affetta e della famiglia

“Facciamo sì che in ogni delibera, in ogni decreto, in ogni legge, così come si nominano i malati cronici, gli oncologici, si esprima chiaramente anche la specificità delle Malattie Rare. Il rinnovato assetto governativo ha l’occasione per dimostrare subito se la rotta sia cambiata. Puntate i riflettori anche su di noi. Siamo persone, prima di tutto. E siamo tanti, forti, orgogliosi. Lo dimostrano i sorrisi dei nostri ragazzi”. È il forte appello “a tutti i decisori politici” lanciato da Annalisa Scopinaro, presidente di UNIAMO, la Federazione italiana delle associazioni di persone con malattie rare, nel giorno in cui in tutto il mondo si celebra la Giornata delle malattie rare (www.uniamo.org).

“I malati rari dipendono spesso anche da farmaci e integratori che, con dimostrazione scientifica, possono alleviare alcuni sintomi: facciamo sì che siano introdotti nei LEA, senza ulteriori indugi. E che gli ausili siano quelli più avanzati, attraverso un aggiornamento del Nomenclatore basato sull’innovazione tecnologica, ma prima ancora sulla reale applicazione, omogenea sul territorio nazionale, di quello già vigente dal 2017”, prosegue. 

Il Recovery Fund: facciamo in modo che vi sia una destinazione certa anche per diagnosi, presa in carico, terapia e assistenza sociale dei 1.200.000 italiani che hanno una malattia rara, anche a sollievo delle loro famiglie che molto spesso ne sostengono interamente il carico assistenziale. Un malato raro su cinque è un bambino con meno di 18 anni; migliaia di famiglie lottano per far quadrare tutti i conti: economici, spesso la mamma lascia il lavoro per seguire il figlio; sociali, per non impoverirsi anche da un punto di vista relazionale – con l’accudimento h24 il rischio è reale; interni, per non lasciare indietro gli “altri” figli, i siblings, attori spesso dimenticati di questi drammi familiari”, conclude Scopinaro.