Politica

Lo sceriffo De Luca non è Francesco Totti

Di Domenico Giordano*

Vincenzo De Luca nella sua ultima diretta di venerdì 19 marzo si è paragonato a Francesco Totti e Valentina Vezzali, scelti dal governo Draghi quali testimonial per il rilancio della campagna di vaccinazione, augurandogli di non subire la stessa “shitstorm” da lui patita a fine dicembre quando improvvidamente decise di “saltare la fila” e farsi vaccinare con tanto di post e braccio in fuori.

De Luca sa bene che il parallelismo è forzato per diverse ragioni, che è un tentativo, oltretutto nient’affatto apprezzato dal popolo dei suoi fan che ieri sulla pagina Facebook sono stati tutt’altro che teneri e comprensivi, di giustificare un comportamento pubblico che disattendeva clamorosamente le priorità fissate dal governo nel Piano Vaccinale Nazionale varato propri in quei giorni.

A fine dicembre, non c’era alcun esempio virtuoso da dare, lo stop ad AstraZeneca era lontano da venire, l’attesa e la speranza per il vaccino da parte dei cittadini erano di gran lunga il sentimento più diffuso tra gli italiani rispetto alla paura delle possibili controindicazioni, le dosi inoculate erano solo alcune centinaia e nella maggior parte delle regioni non era ancora stata allestita la logistica per le vaccinazioni di massa. 

Quindi, il paragone che De Luca lancia è alquanto stropicciato, una similitudine diacronica con la quale egli prova a giustificare ex post una scelta infelice e che i suoi stessi fan hanno censurato. 

Infatti, se analizziamo il mood* della pagina Facebook @vincenzodeluca.it nel solo giorno del 19 marzo riscontriamo un atteggiamento negativo nei confronti del Presidente – Sceriffo che arriva al 66,69% a fronte di un sentiment positivo che al contrario di poco supera il 26%.

Anche se guardiamo alla tag cloud degli hashtag riche si accompagnano ai commenti e alle condivisioni emerge netta la contrarietà della maggioranza degli utenti alla narrazione deluchiana: #disobbedienzacivile, #libertà, #scuoleaperte, #dirittifondamentali, segnalano una ribellione dei cittadini alle scelte regionali e prim’ancora alle forme di comunicazione delle stesse, in particolare, l’insofferenza dei cittadini per le conseguenze sociali ed economiche delle misure restrittive, con le quali devono far i conti da mesi, coincide con quella nei confronti dello stesso Vincenzo De Luca.  

Tant’è, come ho avuto modo di raccontare nel libro “De Luca da Sindaco a social star”, (Area Blu edizioni 2021) l’ex primo cittadino di Salerno e attuale Presidente della Regione Campania, coincide ontologicamente con il suo posizionamento, è un tutt’uno indissolubile con la sua comunicazione che, al pari, di altri leader, è parte integrante dell’azione di governo. 

Inevitabilmente, questo schiacciamento del politico persona sul personaggio può avere degli indiscutibili benefici, ma al tempo stesso, come abbiamo visto in questo caso e in altri che lo riguardano, ha degli evidenti rischi che a lungo andare ne minano la credibilità e la reputazione.

*Spin Doctor, autore di “Vincenzo De Luca, da sindaco a social star” (Area blu edizioni)