Parlamento

Legge elettorale: svolta in vista o ancora tattica?

Fiano (Pd) in Commissione Affari Costituzionali Camera: disponibili a valutare alternative al Mattarellum. Possibile l’adozione di un testo base

di Andrea Spuntarelli

Dopo alcuni mesi di stallo successivi al referendum del 4 dicembre e alla sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum, qualcosa sembra muoversi nell’esame delle proposte di riforma elettorale in corso nella Commissione Affari Costituzionali della Camera.

Durante la seduta della prima Commissione del 20 aprile, dedicata anch’essa alla discussione dei 30 Disegni di Legge presentati da Gruppi di maggioranza e opposizione, il capogruppo Pd Emanuele Fiano ha infatti lanciato un segnale di apertura sul tema. Concretamente, Fiano ha affermato che il Partito Democratico è disponibile a valutare sistemi elettorali alternativi al Mattarellum (sul cui ripristino i dem si erano finora dimostrati irremovibili, sebbene non raccogliesse consensi tra le altre forze politiche), purché siano garantiti tre princìpi: la presenza dei collegi, l’omologazione delle soglie di sbarramento di Camera e Senato e, infine, l’attribuzione del premio di maggioranza alla lista anziché alla coalizione. In quest’ultima ottica, l’esponente Pd ha fatto cenno al DdL a prima firma Gianni Cuperlo, quasi a suggerirne l’indicazione come testo base per la discussione.

La mossa di Emanuele Fiano (personalità di primo piano nel Pd, e certamente vicino a Matteo Renzi) ha come prevedibile innescato le reazioni della quasi totalità dello scacchiere politico, caratterizzate per lo più dall’auspicio che il partito di maggioranza relativa faccia sul serio, come testimoniato dalle dichiarazioni di Pierluigi Bersani, il quale confida che l’intenzione di superare i capilista bloccati “non sia solo tattica”. A uscire dal coro sono stati gli esponenti di Movimento 5 Stelle e Alternativa Popolare, che hanno mantenuto le rispettive posizioni sull’estensione del sistema elettorale di Montecitorio a Palazzo Madama, nel caso dei pentastellati, e sul mantenimento di una legge a impianto proporzionale.

Spetterà ora al presidente della Affari Costituzionali, nonché relatore dei progetti di riforma, Andrea Mazziotti di Celso (ex Scelta Civica) tirare le fila di quanto accaduto e cercare attivamente una soluzione di compromesso tra i partiti, già a partire dalla riunione prevista per giovedì 27 aprile. Data la rilevanza dell’argomento, dal quale dipende in primo luogo la prosecuzione della Legislatura, è tuttavia necessario che venga definitivamente smentita l’impressione che in realtà lo status quo faccia comodo a tutti.