mercoledì 18 Febbraio, 2026
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Società

Ingiurie sullo “stato” di WhatsApp: scatta la denuncia (e la condanna per diffamazione)

Alessandro Alongi di Alessandro Alongi
15 Dicembre 2021 05:23
in Società
Tempo di lettura: 3 minuti
A A
Ingiurie sullo “stato” di WhatsApp: scatta la denuncia (e la condanna per diffamazione)
Condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su WhatsappCondividi su Linkedin

Uno stato di WhatsApp, se offensivo, può essere ritenuto diffamatorio, perché può essere visionato da tutti i contatti della rubrica, al pari di un’infamità schiamazzata in una pubblica piazza. A queste conclusioni è giunta la Corte di Cassazione qualche mese fa (Cass. pen., Sez. V, Sent. n. 33219/2021), decidendo le sorti di un uomo che, sul suo “stato” di WhatsApp, aveva pubblicato contenuti lesivi alla reputazione di una donna.

Corroso dal livore, infatti, l’uomo aveva ben pensato di comunicare a tutti il suo disprezzo nei confronti di quella ex amica e – ingegnosamente a parere suo – non aveva pubblicato un post (cosa che, inevitabilmente, avrebbe condotto alla condanna per diffamazione, cfr. Cass. pen., Sez. I, Sent. n. 16712/2014), ma aveva inserito, nel suo stato di WhatsApp, parole offensive alla reputazione e al decoro di quella persona, credendo di rimanere impunito.

Altri articoli interessanti

Quando gli hacker colpiscono dritto al cuore (e non è una metafora)

Quell’ossessione dei ragazzi chiamata bellezza

L’amico virtuale non piace al Garante: cartellino giallo per Replika

Si sbagliava di grosso.

Non appena visualizzate quelle parole sullo “stato”, e compreso subito di esserne la destinataria, la donna lo aveva subito denunciato, iniziativa che ha condotto alla condanna dell’uomo tanto in primo quanto in secondo grado, proprio per diffamazione. 

Non pago del corso della giurisprudenza, il maldestro scrittore si rivolgeva alla Cassazione, asserendo che fosse impossibile provare che quel messaggio fosse rivolto proprio alla parte offesa. Ancora, a sostegno della già traballante tesi difensiva, il fatto che – a dire dell’imputato – solo la donna poteva vedere il suo stato, poiché tramite una specifica funzione della celebre app di messaggistica, l’uomo aveva impedito a tutti i suoi contatti di visualizzare (e leggere) il suo stato e, di conseguenza, non poteva applicarsi il reato di diffamazione.

Proprio sul secondo motivo di difesa, i togati del Palazzaccio hanno respinto l’eccezione, perché – secondo gli Ermellini – se tale fosse stata l’intenzione dell’imputato, sarebbe stato sufficiente mandare un messaggio individuale piuttosto che tutta quella pantomima. Proprio perché, dunque, quei contenuti potevano essere visti da tutti i contatti presenti nella rubrica del telefono dell’uomo, ecco che scatta la diffamazione, reato che punisce chi, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione.

Relativamente, invece, al fatto che quello scritto si riferisse alla parte lesa o al quisque de populo, per la Suprema non ci sono stati dubbi al riguardo, avendo già accertato nei precedenti giudizi che l’imputato raccontasse di una persona ben individuata. 

Del resto, che WhatsApp rappresenti una “piazza” a tutti gli effetti è pacifico da un po’ di tempo. Un paio di anni fa la Cassazione ha affermato che è configurabile il delitto di diffamazione (e non la semplice ingiuria aggravata) nel caso in cui le offese siano scritte in una chat di gruppo (cfr. Cass. pen., Sez. V, Sent. n. 7904/2019). Meglio tenerlo a mente la prossima volta che siamo tentati di rispondere – in malo modo – in uno dei mille gruppi in cui siamo stati a forza invitati.

Tags: Privacysocial
Articolo precedente

Export / Istat, nei primi nove mesi del 2021 cresce solo il Nord

Articolo successivo

Focolai Si Vax in Campidoglio, ma i “cattivi” da punire restano i No Vax

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi

Alessandro Alongi collabora nell’ambito del modulo di “Diritto della rete” all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, è specializzato in Relazioni istituzionali e Diritto parlamentare e attualmente si occupa di tematiche giuridiche e regolamentari presso l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM, oltre a svolgere attività di ricerca nell’ambito del Diritto dell’innovazione, del quale è autore di diversi studi e approfondimenti.

LabParlamento Consiglia

Quando gli hacker colpiscono dritto al cuore (e non è una metafora)
Sanità

Quando gli hacker colpiscono dritto al cuore (e non è una metafora)

04 Giugno 2023 21:14
Quell’ossessione dei ragazzi chiamata bellezza
Sanità

Quell’ossessione dei ragazzi chiamata bellezza

09 Aprile 2023 19:38
Europol, tra agenzia di sicurezza e organo di sorveglianza di massa
Tech

L’amico virtuale non piace al Garante: cartellino giallo per Replika

20 Febbraio 2023 15:09
Modificare la realtà filmata dalle videocamere. Adesso sarà possibile (con buona pace della verità)
Tech

Modificare la realtà filmata dalle videocamere. Adesso sarà possibile (con buona pace della verità)

20 Gennaio 2023 05:45
Quando l’influencer è preso alla lettera si rischia anche la vita
Società

Quando l’influencer è preso alla lettera si rischia anche la vita

13 Gennaio 2023 06:35
Oblio dal web: il diritto va applicato in tutto il mondo (dice la Cassazione)
Società

Oblio dal web: il diritto va applicato in tutto il mondo (dice la Cassazione)

02 Gennaio 2023 06:02
Articolo successivo
“No alla dittatura sanitaria”. Lettera appello di una studentessa universitaria

Focolai Si Vax in Campidoglio, ma i “cattivi” da punire restano i No Vax

Ecco perché l’ordinanza di Speranza sui tamponi ai turisti viola il diritto europeo

Ecco perché l’ordinanza di Speranza sui tamponi ai turisti viola il diritto europeo

Le ultime da LabParlamento

IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

4 Febbraio 2026
IL CORAGGIO DI COMUNICARE

IL CORAGGIO DI COMUNICARE

15 Gennaio 2026
ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

15 Gennaio 2026
Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

22 Dicembre 2025
Sanità, corso SICCH su Tavi e tecnologie mini-invasive per giovani cardiochirurghi

Sanità, corso SICCH su Tavi e tecnologie mini-invasive per giovani cardiochirurghi

22 Dicembre 2025
Sociosanitario non profit, allarme Uneba: subito fatti o sarà rischio estinzione

Sociosanitario non profit, allarme Uneba: subito fatti o sarà rischio estinzione

20 Dicembre 2025
Lo Human Economic Forum proclama la Dichiarazione Universale dell’Umanità Sostenibile

Lo Human Economic Forum proclama la Dichiarazione Universale dell’Umanità Sostenibile

11 Dicembre 2025
MADE IN ITALY / SIC EUROPE E STELLANTIS AVANTI SU PARTNERSHIP PER VEICOLI COMMERCIALI 

MADE IN ITALY / SIC EUROPE E STELLANTIS AVANTI SU PARTNERSHIP PER VEICOLI COMMERCIALI 

11 Dicembre 2025
MANOVRA, L’ALLARME DI PRE.SI.DI.: ATTACCO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE DI SOCCORSO PUBBLICO, FORZE ARMATE E DI POLIZIA

MANOVRA, L’ALLARME DI PRE.SI.DI.: ATTACCO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE DI SOCCORSO PUBBLICO, FORZE ARMATE E DI POLIZIA

9 Dicembre 2025
Dossier Lab Parlamento / Più di un secolo di leggi elettorali in nome della stabile instabilità

Dossier Lab Parlamento / Più di un secolo di leggi elettorali in nome della stabile instabilità

9 Dicembre 2025
Grande successo per il Galà di Amitié Sans Frontières Roma: Istituzioni, Vip e Solidarietà alla Casina di Macchia Madama

Grande successo per il Galà di Amitié Sans Frontières Roma: Istituzioni, Vip e Solidarietà alla Casina di Macchia Madama

2 Dicembre 2025
DAL CAREER DAY E DAL TALENT HARBOUR DI NABA OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER I GIOVANI

DAL CAREER DAY E DAL TALENT HARBOUR DI NABA OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER I GIOVANI

27 Novembre 2025
“Scuola Dirigenza Futuro”, XII Congresso Nazionale ANDIS. Paola Bortoletto rieletta presidente

“Scuola Dirigenza Futuro”, XII Congresso Nazionale ANDIS. Paola Bortoletto rieletta presidente

27 Novembre 2025
Negozi storici di eccellenza, Stefano Pizzolato (Presidente): “Così difendiamo l’identità commerciale di Roma”

Negozi storici di eccellenza, Stefano Pizzolato (Presidente): “Così difendiamo l’identità commerciale di Roma”

25 Novembre 2025
Istat, ad ottobre rallenta l’inflazione scendendo a +1,2% su valore annuo

Istat, ad ottobre rallenta l’inflazione scendendo a +1,2% su valore annuo

18 Novembre 2025
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici

redazione@labparlamento.it

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.