Attualità

Finestra politica. Salvini si scaglia contro il decreto Orlando sulle carceri

Di Maio rilancia l’abolizione dei vitalizi, l’appello di Gentiloni a ricucire le ferite del Paese

di Federica Fabiani

In un giorno in cui non erano in programma incontri particolari tra i vari gruppi politici (informazioni disponibili per la stampa permettendo), a far scoppiare lo scontro ci hanno pensato il Guardasigilli Andrea Orlando e i leader del centrodestra: Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia).

Durante il Consiglio dei Ministri di oggi, infatti, è stato approvato, in secondo esame preliminare, un decreto legislativo che punta a ridurre il ricorso alla detenzione in favore di soluzioni che riportino al centro del sistema la finalità rieducativa della pena. Ma se per Orlando “da domani non ci sarà nessun ladro in più in giro” per Salvini è l’esatto contrario. “Vergogna, un governo bocciato dagli italiani approva l’ennesimo SALVA-LADRI! Appena al governo cancelleremo questa follia nel nome della certezza della pena: chi sbaglia paga!”, così il leader del Carroccio su Twitter.

“Fuori i delinquenti di galera: è lo slogan della sinistra che sta tentando in tutti i modi di approvare un nuovo decreto ‘libera-criminali’” osserva invece Meloni, e aggiunge, “Gli italiani hanno mandato a casa il Pd e chiedono certezza della pena, più sicurezza, maggiori tutele per le vittime di reati e per gli agenti di polizia penitenziaria”.

Si smentiscono poi nel corso della giornata attriti di qualunque sorta tra i verdi (la Lega) e gli azzurri (Forza Italia), sottolineando come vi sia “piena condivisione di intenti e di programmi”.

Per quanto riguarda i 5 Stelle, Luigi Di Maio torna a scrivere sul blogdellestelle.it per raccontare agli elettori come il Movimento intenda affrontare i prossimi passaggi istituzionali.

“In questi giorni ci vedete impegnati in un dialogo non semplice per proporre i presidenti del Senato e della Camera. La scelta delle persone che ricopriranno questi incarichi è cruciale“, scrive il capo politico di M5S e aggiunge “Stiamo parlando degli arbitri che dovranno dirigere la partita dell’approvazione di buone leggi”. Di Maio sottolinea che la volontà dei grillini è che il Parlamento funzioni al meglio.

Per M5S in pole-position torna il vecchio cavallo di battaglia: l’abolizione dei vitalizi; e la volontà di ottenere la Presidenza della Camera sarebbe funzionale proprio a questo scopo.

Dal Partito Democratico tutto tace – in attesa dell’appuntamento romano di domani “Adesso ricostruire. Il Pd e la Sinistra” con Gianni Cuperlo, il segretario ad interim Maurizio Martina e i ministri Carlo Calenda e Andrea Orlando – ma bastano le parole del premier Paolo Gentiloni che in vista della formazione del governo fa un appello chiaro: chi governa l’Italia  deve avere la consapevolezza che bisogna mettere al centro il ricucire le ferite del nostro Paese, ancora evidenti soprattutto al sud, nonostante i dati macroeconomici siano migliorati.

E oggi, 16 marzo, non possiamo non ricordare una delle ferite più profonde della storia italiana: l’anniversario, il 40esimo ormai, del rapimento di Aldo Moro, e dell’uccisione di cinque agenti della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

Presenti alla cerimonia commemorativa, oltre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche il Presidente del Senato, Pietro Grasso, la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini e rappresentanti delle istituzioni.