Esteri Giustizia

Con la super Procura Europea Bruxelles commissaria le magistrature nazionali

E’ operativa la prima magistratura inquirente europea con la sigla EPPO ed è in carica la prima Procuratrice Capo Europea, Layra Codruta Kovesi, di nazionalità rumena. Amplissima la competenza per materia e territoriale del nuovo ufficio inquirente, a cui hanno aderito 22 paesi dell’Unione. 

L’EPPO è competente sul territorio di questi 22 stati per i reati commessi da pubblici ufficiali ed incaricati di pubblico servizio da cui consegua una lesione agli interessi finanziari dell’Unione. Se si guarda ai PNRR nazionali che intervengono praticamente su tutti i settori produttivi in modo diretto od indiretto, si deve ipotizzare una competenza su tutta l’amministrazione pubblica degli stati aderenti europei aderenti. 

Un fatto enorme con infiniti possibili sviluppi interpretativi. Non bisogna farsi sviare dalla competenza dell’EPPO sulle frodi IVA transnazionali solo per le ipotesi in cui la frode superi l’importo di dieci milioni di euro; in realtà l’EPPO è competente ogni qualvolta vi è un danno al bilancio UE ed in tutti i casi di riciclaggio, autoriciclaggio, favoreggiamento reale, impiego di denaro e beni di provenienza illecita, anche commessi in forma criminale, secondo la chiave interpretativa del danno al bilancio dell’Unione. 

In concreto, in ogni caso in cui si supponga che la condotta criminosa possa avere avuto conseguenze nei rapporti finanziari con l’UE, scatterà l’avocazione dell’indagine da parte della Procura Europea. Su questi presupposti, viste le modalità operative di alcune organizzazioni criminali non è esclusa una competenza anche per reati riconducibili a mafia e terrorismo. 

Una competenza superiore che riduce ad ancillare l’operatività del magistrato inquirente nazionale, costretto a comunicare all’EPPO il fatto reato potenzialmente di competenza della Procura Europea ed ad attendere l’avocazione o meno del procedimento prima di procedere. Incredibile che si realizzi così una competenza concorrente e non esclusiva. Nelle nebbie di una normativa generica il rischio di ne bis in idem, ad esempio tra un paese aderente ed uno non aderente all’EPPO. 

In Italia opereranno ben 20 Procuratori Europei Delegati, sostituti del Procuratore Capo Europeo che ha un suo ufficio centrale di collaboratori Procuratori Europei che indirizzano i Procuratori Europei Delegati sui territori, il tutto sotto la supervisione di camere permanenti di monitoraggio ed indirizzo e qualche dubbio sull’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale, pur vigente, almeno in Italia. 

Evidenti i limiti di una tale riforma in mancanza di una più armonica architettura federale dell’Unione. Tra i vari stati diversi sono i sistemi sanzionatori, diverse le regole procedurali, i termini di prescrizione dei reati, diverse le garanzie per parte offesa ed imputato. Certo, l’armonizzazione sul territorio dell’Unione con l’adozione di un unico codice penale di reati federali, da giudicare secondo un codice processuale unico federale innanzi a Tribunali Federali dell’Unione, darebbe un senso concreto a tutto il sistema investigativo ed inquirente europeo

Con l’attuale sistema, almeno fino all’adozione di criteri interpretativi ed un minimo di giurisprudenza procedurale sulle indagini svolte fuori dalle garanzie dei codici nazionali, si rischiano migliaia di impugnazioni e contestazioni delle attività di indagine ed acquisizione delle prove o, ancor peggio, una giustizia meno garantista nel nome del superiore interesse economico del bilancio UE. 

Una chiave di lettura, quella dei bilanci appunto, che in Italia ha portato tagli e limitazioni nel welfare che la recente pandemia ha evidenziato. Il sogno di Altiero Spinelli nell’esilio di Ventotene era di una Europa dei diritti e non del bilancio in utile. C’è da augurarsi che in futuro questo nuovo ufficio inquirente possa occuparsi di casi evidenti di competenza europea, come la tratta di esseri umani, l’inquinamento ambientale, il razzismo, le persecuzioni e le discriminazioni; questi reati non danneggiano il bilancio UE ma certamente i diritti dei cittadini europei e non che all’Europa guardano come un modello.