Attualità

All’Ue serve coesione per gestire il nuovo “disordine globale”

Il sottosegretario Gozi alle Commissioni riunite di Camera e Senato. Presentata la Relazione 2017 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione

di Eleonora Masi

Brexit, presidenza Trump, sviluppo e occupazione, migranti e sicurezza, lotta al terrorismo: questi i temi scottanti su cui l’Unione europea, a pochi giorni dal sessantesimo della sua nascita, è chiamata a dare una risposta forte. Secondo il Dipartimento delle politiche europee “per la prima volta quest’anno la Relazione programmatica per il 2017 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea ha un carattere non solo compilativo, ma anche di sostanza politica”.

Approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 14 gennaio, la Relazione è stata presentata e commentata, insieme al Programma di lavoro della Commissione europea per l’anno in corso, durante l’audizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche e agli Affari europei, Sandro Gozi, tenutasi il 28 febbraio presso le Commissioni Politiche Ue di Camera e Senato.

Centrale il prossimo 25 marzo, appunto, ritenuto da Gozi non solo un momento celebrativo, ma anche di grande riflessione. Infatti, il nuovo “disordine globale” getta più di uno spettro su un’Unione frammentata e incerta, che di fronte a queste sfide deve scegliere se fomentare il suo indebolimento o compattarsi ulteriormente.

L’Italia, nella visione di Gozi, sostiene senza dubbio la seconda posizione. Anche Brexit deve essere affrontata seguendo il principio di leale cooperazione, vietando che la negoziazione sul recesso avvenga fra singoli attori. Certo, bisogna investire maggiormente su difesa e sicurezza, rafforzare la dimensione sociale dei provvedimenti comunitari in merito a occupazione e favorire nuove istituzioni come il Corpo Europeo di solidarietà o il Corpo di Polizia Europeo per il controllo delle frontiere esterne.

Un altro tema rilevante è quello del Mercato Unico Digitale, con l’abolizione del roaming e della non-portabilità dei diritti digitali del consumatore che avverrebbe entro la fine dell’anno.

Tuttavia, l’attenzione dell’Italia si concentra soprattutto sulla richiesta di maggiore tutela dello stato di diritto, evidentemente non rispettata da alcuni Paesi dell’Ue. Di conseguenza, secondo il sottosegretario, è fondamentale rafforzare le politiche di sorveglianza per cementare l’identità europea.