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Roma 2021 /Intervista a Monica Lozzi, chi ha governato finora ha prodotto il peggio possibile

Chiunque si sia avvicendato alla guida di Roma ha prodotto il peggio possibile. Questo vuol dire che non è questione di destra, sinistra o Movimento 5 Stelle, ma di uomini, donne, capacità, programmi. Quindi, considerato che rispetto la libera scelta di ognuno e mai mi sognerei di indirizzare voti, l’unica cosa che farei personalmente è valutare la capacità e la validità di esponenti e programmi e poi sceglierei in base a quelli”. Così Monica Lozzi, 49 anni presidente del VII Municipio eletta nel 2016 con il M5S, e candidata sindaco di Roma con la lista Revoluzione Civica, in un’intervista esclusiva a LabParlamento. Al centro del suo programma elettorale il decentramento amministrativo, senza il quale “nessun Sindaco potrà governare Roma”, ma anche mobilità sostenibile, manutenzione stradale affidata ai Municipi, estensione del porta a porta per i rifiuti. 

Presidente Lozzi, in tutte le campagne elettorali si torna a parlare del tema dei “poteri speciali” e del riassetto amministrativo, salvo poi, però, una volta saliti al governo del Campidoglio o del Paese, metterlo nel cassetto. Anche per lei è un tema centrale?

Il Decentramento Amministrativo è probabilmente il tratto distintivo e il fulcro del mio Programma elettorale, proprio perché la mia esperienza a capo di un Municipio mi ha dato dimostrazione della sua necessità. Ho sempre sostenuto che, oltre ai poteri speciali, Roma avrebbe bisogno di una riorganizzazione burocratica e amministrativa. Senza questa “rivoluzione” che decentri funzioni, fondi e competenze nessun Sindaco/a sarebbe in grado di governare Roma. Tutte le grandi capitali nel mondo hanno un’organizzazione decentrata dell’attività amministrativa senza che questo vada ad inficiare l’unità identitaria delle loro città. I Municipi sono medio/grandi città italiane con una struttura politica/amministrativa che li mette in grado di poter gestire in modo efficiente ed efficace tutte le attività gestionali tipiche dei comuni. 

In questi ultimi anni la Capitale ha avviato uno scatto in avanti sulla mobilità sostenibile, pensiamo alle piste ciclabili che tuttavia secondo molti andavano progettate in aree dove non fosse necessario ridurre le carreggiate. Nel suo programma da Sindaco cosa intende fare?

E’ ormai chiaro che la mobilità alternativa non possa ridursi alla passeggiata in bicicletta nei parchi durante il week end, ma debba essere una possibilità concreta e una scelta da attuare nei percorsi quotidiani. E’ quindi dovere di un’Amministrazione rendere possibile questa scelta assegnando ad ogni categoria di utenti spazi certi e sicuri. Tra l’altro, visti i tanti incidenti, la riduzione delle carreggiate è uno strumento efficace per rallentare la folle corsa dei veicoli e garantire sicurezza agli utenti più deboli delle strade.

Nel territorio di Roma Capitale ci sono oltre 8mila km di strade, la maggior parte in condizioni disastrate, sia per l’asfalto che per la mancanza di segnaletica che le rende insicure. Come pensa di risolvere questo problema? 

Quello delle strade e della loro manutenzione è ovviamente una problematica importante, la cui soluzione richiederebbe un approccio combinato. Innanzitutto, sarebbe necessario il decentramento amministrativo per una programmazione più puntuale, ossia assegnare la manutenzione di tutte le strade ai Municipi, senza operare distinzioni nelle competenze tra quelle del Comune e quelle del Municipio. Poi bisognerebbe risolvere la questione delle strade private aperte al pubblico transito, prendendo in carico manutentivo quelle che hanno valore di pubblica utilità. Inoltre, sarebbe fondamentale aumentare gli investimenti sia sul Titolo II, per risistemare completamente alcune strade, sia sul Titolo I, ossia sulla manutenzione ordinaria, che prevede ogni due o tre anni il rifacimento del tappetino di usura. Infine, sarebbe necessario garantire il rispetto del Regolamento Scavi in modo che sulle strade dove intervengono le Sottoservizi si possa avere il pronto ripristino del manto stradale fatto a regola d’arte. 

Passiamo ai rifiuti. In questi cinque anni di governo non c’è stato il cambio di passo nella gestione del ciclo, complice anche lo scarico di responsabilità fra Campidoglio e la Regione. Nel resto del mondo le grandi capitali usano termovalorizzatori di ultima generazione, non crede che sia giusto dotare anche Roma di questi impianti che trasformano i rifiuti in energia? 

Sicuramente la carenza impiantistica di AMA ha conseguenze sulla raccolta e il permanere dei rifiuti in strada, ma anche il non aver incrementato e migliorato la raccolta differenziata in città ha contribuito a rendere critico lo smaltimento del rifiuto indifferenziato. Sicuramente dal punto di vista impiantistico bisogna procedere ad una riconversione dell’esistente e alla realizzazione di nuovi impianti e questo potrà avvenire nel medio e lungo termine. Ciò che si può fare subito è migliorare ed incrementare il servizio di raccolta differenziata. Bisogna estendere il più possibile il “porta a porta” cosiddetto spinto a tutte le aree urbanisticamente idonee e migliorare il sistema di raccolta differenziata stradale sostituendo i cassonetti con mini-isole ecologiche, postazioni di conferimento presidiate, cassonetti intelligenti. Deve essere separato l’umido dal secco all’origine stimolando il più possibile l’utilizzo di compostiere domestiche e di comunità. Bisogna migliorare l’informazione e la comunicazione verso i cittadini così da renderli protagonisti e parte attiva nel percorso di miglioramento e incremento della raccolta differenziata e prevedere riduzioni della TARI per i cittadini più virtuosi. Ai Municipi deve essere decentrata la funzione di controllo sull’attuazione del contratto di servizi e di sanzione nel caso del non raggiungimento degli standard richiesti nel contratto medesimo.

Lei ha già annunciato che non farà alleanze con nessun partito. Se non dovesse farcela ad arrivare al ballottaggio, lascerebbe quindi i suoi elettori liberi di scegliere, anche con il rischio di lasciare Roma di nuovo in mano alle destre?

Partiamo da un presupposto: chiunque si sia avvicendato alla guida di Roma ha prodotto il peggio possibile. Questo vuol dire che non è questione di destra, sinistra o Movimento 5 Stelle, ma di uomini, donne, capacità, programmi. Quindi, considerato che rispetto la libera scelta di ognuno e mai mi sognerei di indirizzare voti, l’unica cosa che farei personalmente è valutare la capacità e la validità di esponenti e programmi e poi sceglierei in base a quelli.