Governo

Ministro Gelmini, “con Draghi fuori dalla crisi. Lui è un leader libero da ideologie”

Maria Stella Gelmini, un ministro molto giovane, di lunga esperienza politica, già ministro dell’Istruzione, oggi ministro per gli affari regionali e le autonomie. Arriva alla Versiliana di Marina di Pietrasanta dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, dove si detta l’agenda politica economica dei prossimi mesi. E come prima impressione evidenzia la positività e la voglia di cambiamento da parte di tecnici, politici, imprenditori che hanno partecipato a quell’evento. 

Stavolta l’Europa, che con il suo rigore e la poca flessibilità in passato ci aveva deluso, ha messo sul tavolo un piano, il Next Generation Eu, che a fronte di riforme richieste, ci dà la possibilità di ottenere risorse bene superiori a quelle del piano Marshall, per oltre 230 miliardi di euro”, esordisce così Gelmini. 

“Non a caso – spiega – il governo Draghi ha iniziato varando la riforma della giustizia penale ed ha pensato ai giovani con la riforma dell’istruzione tecnica superiore. Ci lamentiamo dei giovani formati, laureati che vanno all’estero, che non trovano lavoro, perciò abbiamo sottoscritto una legge, iniziando con le imprese a costruire una logica di distretto che pensi al sapere ma anche al saper fare”. 

La sfida è traghettare il paese fuori dalla crisi e stabilizzare la crescita non solo per il 2021, perciò quel 6% di incremento di PIL è più che altro una sorta di effetto traino, ma per il 2023 ed oltre. E’ un governo di emergenza, la parola d’ordine è non perdere tempo”, sottolinea il ministro di Forza Italia.

Abbiamo due milioni di giovani che non lavorano e non studiano, un problema di occupabilità di giovani e donne, una bassa crescita. Occorre creare occupazione. E allora ci sono tante questioni, primo la legge sulla concorrenza, per creare un ecosistema favorevole a chi fa impresa, produce e dà lavoro. Occorre creare leale e sana concorrenza. Questione quest’ultima che non riguarda solo il privato ma anche Stato e Regioni – precisa il ministro Gelmini – perchè un Comune deve affidare un servizio pubblico in house quando affidandolo ad un privato si risparmiano soldi e si ottiene un servizio di qualità migliore?”. 

Altro tema sul tavolo di governo la riforma del fisco e Gelmini è schietta: “come centrodestra abbiamo proposto la flat tax, certo non direi il vero se dicessi che si può fare, perché non c’è una maggioranza omogenea, però, anziché aspettare si può approvare una delega fiscale in cui ci sia un abbassamento delle tasse per il ceto medio, il vincolo del rispetto dello statuto del contribuente, la riduzione dell’IRAP. Questi sono punti su cui abbiamo già trovato convergenza in commissione finanze sia alla Camera che al Senato. Una vittoria culturale di tutto il centrodestra. Sguardo rivolto al futuro alle risorse del Recovery plan, al cronoprogramma delle 53 riforme che l’Europa chiede di realizzare entro il 2026″.

Gioca in tutto questo “la capacità di leadership del Presidente Mario Draghi“, secondo Maria Stella Gelmini, il quale “affronta in Consiglio dei Ministri ogni questione con atteggiamento pragmatico dell’economista, libero dalle ideologie. Un metodo efficace quello del pragmatismo, che è stato dato anche al consiglio dei Ministri e che – chiosa Gelmini – anche nella cosiddetta terza camera, ovvero la conferenza delle Regioni, ha consentito in aggiunta al lavoro del commissario Figliuolo, e della Protezione Civile, di trovare quella leale collaborazione, che ha permesso di inoculare, per esempio 78 milioni di dosi di vaccino”.