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Fuga dalla Capitale. Tre romani su dieci sognano di vivere in un Comune più piccolo

Come ogni anno il Centro Studi di Economia Immobiliare di Tecnoborsa ha svolto per la Borsa Immobiliare di Roma un’Indagine sulle famiglie romane e il mercato immobiliare. Quest’anno, in particolare, si è voluto monitorare come l’emergenza determinata dal Covid-19 abbia cambiato il modo di vivere e percepire la propria casa.

I risultati emersi sulla Capitale sono stati messi a confronto con quelli ottenuti per tutte le sei maggiori città italiane: Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo. Per quanto riguarda Roma, e in linea con le restanti grandi città italiane, la maggior parte degli immobili in cui vivono le famiglie intervistate sono trilocali di proprietà e per lo più collocati in condomini di zone centrali o semi-periferiche. 

Le maggiori carenze di oggi sono la mancanza di spazi verdi o all’aperto, l’assenza di un ambiente domestico da adibire esclusivamente a studio, l’esigenza di più camere da letto e bagni, infine uno spazio pro-fitness indoor. Complessivamente, il 61,5% degli intervistati ha affermato che la propria abitazione è poco o per niente adeguata per lavorare e/o seguire attività didattiche a distanza, valore leggermente inferiore a quello rilevato per le restanti cinque grandi città (62,7%). 

Quanto al grado complessivo di soddisfazione attuale per la propria abitazione, il 63,9% degli intervistati si è dichiarato molto o abbastanza contento e, in particolare, è emerso che il 32,8% è molto soddisfatto per gli spazi interni, il 28,9% per gli spazi esterni, il 23,8% per la luminosità della casa, il 25,2% per la zona, infine il 35% per la tranquillità dei vicini. Dal confronto con le altre grandi città le famiglie romane sono un po’ più soddisfatte della propria abitazione vista nel suo complesso e, in particolare, per la tranquillità del vicinato, mentre per le altre caratteristiche i valori sono abbastanza in linea. 

Per quanto riguarda i mutamenti intervenuti in questo periodo nella valutazione post Covid-19 della propria abitazione il sentiment è rimasto immutato per il 66,2% delle famiglie romane, è peggiorato nel 20,4% dei casi ed è migliorato per il 13,5%; rispetto alle altre grandi città nel loro complesso ma a Roma è più elevata la quota di famiglie che non ha cambiato la propria opinione (ci sono solo 4 punti percentuali di differenza). 

Analizzando la risposta nei confronti della zona in cui si vive, ben il 58,3% degli intervistati ha rivisto il proprio parere: nel 37,4% dei casi la zona in cui si risiede è stata rivalutata mentre nel 20,9% è scaduta. 

Riepilogando, per quanto riguarda la casa in cui si vive a Roma la stragrande maggioranza dei soggetti intervistati non ha cambiato opinione nonostante la pandemia; invece, guardando al Comune di residenza si è verificato l’unico caso nel quale la percentuale di opinioni negative ha superato quella dei casi positivi con 8,3 punti percentuali di distacco (per le altre città nel loro complesso la differenza è di ben 11 punti). 

L’indagine, alla luce dell’ultimo anno appena trascorso e del futuro che verrà, ha sondato da vicino anche i desideri delle famiglie romane e i nuovi orientamenti nelle scelte abitative: in generale, il 76,4%, se potesse, effettuerebbe dei cambiamenti importanti e, di questi, ben il 70,7% opterebbe per una ridistribuzione degli spazi interni della casa in cui già vive ma c’è un 5,7% che vorrebbe un vero e proprio cambiamento di abitazione, valore leggermente inferiore a quello medio delle altre grandi città (6,4%). 

Le motivazioni che spingerebbero il 5,7% delle famiglie romane a traslocare sono molto interessanti: il 60,4% desidererebbe avere un giardino privato, il 60% vorrebbe trasferirsi in un appartamento in condominio, il 35,4% sogna un’abitazione più grande, il 29,2%, a parità di punteggio, vorrebbe avere più balconi o terrazzi o una casa con almeno un giardino condominiale, il 16,7% vorrebbe andare a vivere più vicino ai parenti, il 7% desidera una soluzione indipendente, il 6,3% andrebbe volentieri ad abitare vicino ad amici e, infine, il 2,1% si sposterebbe piuttosto in una casa più piccola. 

Per quanto concerne la zona di residenza, tra questi, il 37,5% vorrebbe andare a vivere in un quartiere più periferico, il 27,1% in una zona con più spazi verdi, il 20,8% in una zona più centrale e il 10,4% in una zona con più servizi. Infine, sempre tra coloro che desiderano cambiare casa, c’è un 33,3% che vorrebbe addirittura cambiare Comune, andando a risiedere in uno più piccolo.

La quota di famiglie italiane che ha cambiato idea perché ha rivalutato la propria casa è più alta del valore medio di 3,4 punti percentuali, mentre quella di chi lo ha fatto per paura della situazione economica più incerta è inferiore di 3 punti percentuali. 

Concludendo, i cambiamenti dello stile di vita dei romani determinati dal Covid-19 hanno fatto sì che la casa in cui si vive a Roma sia stata riconsiderata e, nella maggior parte dei casi, persino rivalutata – anche più di quanto avvenuto nelle altre maggiori città. 

Indubbiamente, però, sono sorte nuove istanze che influiranno sull’andamento futuro del mercato immobiliare cittadino: case più ampie ma, soprattutto, che consentano di dedicarsi allo studio, al lavoro e/o all’attività fisica, possibilmente con spazi esterni ma necessariamente dotate di ottime connessioni Internet. Complessivamente, non emerge affatto un’opinione negativa delle famiglie romane nei confronti dell’attuale condizione abitativa vista nel suo insieme.