Governo Parlamento

Commissione VIA-VAS. Galletti: in arrivo correttivi

Il ministro in audizione alla Camera sullo schema di D.Lgs. Tra il 15 e il 19 maggio di nuovo in Cdm con “limitata retroattività”

di LabParlamento

Scarica il testo dell’audizione di Galletti

Per quanto attiene alla nomina e alla composizione della Commissione tecnica per la verifica dell’impatto ambientale VIA -VAS, “stiamo valutando la possibilità di introdurre gli opportuni correttivi allo schema in esame per meglio definire il quadro delle competenze e dei profili professionali dei Commissari, nonché una disciplina più puntuale sulle situazioni di inconferibilità, incompatibilità e conflitto di interessi, anche potenziale, dei membri della Commissione”.

Lo ha detto stamane il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in commissione Ambiente della Camera in occasione dell’audizione sullo schema di D.Lgs di recepimento della Direttiva 2014/52/Ue in ambito di valutazione d’impatto ambientale di opere pubbliche e private. Il testo (composto di 27 articoli, con i quali verrà modificata la Parte Seconda del Codice ambientale), approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 marzo scorso, è stato trasmesso alle Commissioni Ambiente di Montecitorio e Palazzo Madama per l’espressione dei rispettivi pareri, che dovranno arrivare entro il prossimo 25 aprile.

Al riguardo il ministro ha precisato tra l’altro che, alla data di oggi l’iter di adozione del decreto è ormai giunto alle sue fasi conclusive: infatti, mancano ormai soltanto l’acquisizione dei pareri della Conferenza Stato-Regioni e delle due Commissioni parlamentari competenti per materia per poter giungere alla definitiva approvazione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei ministri e alla successiva emanazione da parte del Presidente della Repubblica.

Galletti ha però ricordato che il termine della delega legislativa verrà a scadenza il prossimo 16 giugno. Tuttavia, la direttiva europea 2014/52 impone agli Stati membri di mettere in vigore le necessarie disposizioni attuative entro il 16 maggio, con conseguente necessità che, in caso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale successiva a tale data, venga comunque prevista una limitata clausola di retroattività della disciplina contenuta nel decreto che ne stabilisca comunque l’obbligatoria applicazione in tutto il territorio nazionale a decorrere dal 16 maggio 2017. Opportuno, dunque, che la deliberazione definitiva del Consiglio dei ministri potesse intervenire al più tardi entro la settimana compresa tra il 15 e il 19 maggio.

Illustrate le principali novità del provvedimento, Galletti ha poi sintetizzato le questioni aperte, già da tempo in corso di approfondimento. in merito alle modalità di ottimizzazione delle procedure di valutazione di impatto ambientale, sia per quanto attiene ai profili strettamente tecnici, sia per quanto riguarda le tematiche di più stretto carattere amministrativo “afferenti, in primis, alle ricadute che le modifiche introdotte producono sull’efficienza e sulle modalità organizzative dei relativi procedimenti amministrativi regionali e statali”.

Tra i temi più importanti, la questione della partecipazione del pubblico alla procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale, rispetto alla quale è in ipotesi la reintroduzione di una fase formalizzata di partecipazione, con garanzia di tempi certi.

Sempre al fine di corrispondere alle istanze derivanti dai confronti tecnici con le Regioni, è senz’altro da approfondire il tema delle procedure relative ai progetti di competenza regionale alla luce delle modifiche introdotte all’articolo 14, comma 4, della Legge n. 241/1990, come modificato dall’articolo 24 dello schema di decreto, riguardante il c.d. “procedimento unico regionale”.

Gli uffici ministeriali stanno inoltre approfondendo alcuni aspetti più strettamente procedurali che riguardano: la nuova procedura del pre-screening; la possibilità di introdurre ipotesi di sospensione del procedimento di VIA ai sensi della legge n. 241/1990, al fine di corrispondere, ad esempio, alle esigenze di svolgimento dell’inchiesta pubblica o di predisposizione di integrazioni progettuali particolarmente complesse.