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La Raggi batte cassa con le rette di marzo (ma le scuole erano chiuse)

In queste settimane migliaia di famiglie romane stanno masticando un boccone amaro dovuto alla mancata delibera dell’Assemblea Capitolina, promessa dalla sindaca Raggi, relativa alla sospensione delle rette scolastiche per il mese di marzo, durante il quale la regione Lazio era entrata in zona rossa e conseguentemente le scuole di ogni ordine e grado chiuse. 

La chiusura delle scuole, parliamo di asili nido e scuole materne gestite dal comune di Roma, ha condizionato pesantemente la vita delle famiglie romane, costrette a barcamenarsi fra il lavoro, in presenza o smart working, la didattica a distanza per i figli in età scolare e la gestione dei più piccoli, chiusi in casa per via del lockdown. 

Una situazione alla quale la sindaca di Roma aveva prontamente risposto il 15 marzo 2021 con una comunicazione ufficiale ancora disponibile sul sito di Roma Capitale: “La sindaca di Roma Virginia Raggi ha dato mandato agli assessori e ai dipartimenti competenti di provvedere alla sospensione del pagamento delle rette per gli asili nido, per le mense scolastiche gestite da Roma Capitale e per il servizio di trasporto degli alunni. Le famiglie degli studenti non frequentanti, quindi, saranno esentate dal pagamento delle quote previste per i nidi, le mense e il trasporto scolastico, per tutto il periodo in cui non usufruiranno dei servizi. La decisione è stata presa in ragione di quanto previsto dalle ultime misure governative e regionali che dispongono l’inserimento del Lazio in zona rossa”.

Dichiarazioni accolte dalle famiglie romane con un sospiro di sollievo perchè aggiungere alla beffa delle chiusure anche la sorpresa di vedersi recapitare un bollettino per la mensa scolastica senza averne di fatto usufruito per metà mese, sarebbe stato troppo. E, invece, stando alle testimonianze raccolte da Labparlamento in questi giorni starebbe avvenendo proprio questo. Alle famiglie che chiedono notizie sul pagamento della retta di marzo gli uffici preposti nei Municipi di Roma rispondono quanto segue: 

“Gentile Sig.ra, con riferimento alla sua richiesta, in ragione di quanto previsto dalle misure governative e regionali che hanno istituito, nel periodo compreso tra il 15 ed il 29 marzo u.s., la “zona rossa” nella Regione Lazio, si rappresenta che il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici non ha ricevuto, al momento, alcuna Deliberazione da parte dell’Assemblea Capitolina ai sensi della quale dare mandato ai competenti Municipio circa la sospensione, per il mese di marzo 2021, delle quote contributive versate dagli utenti per la fruizione del servizio di ristorazione scolastica.

Qualora il competente Dipartimento applicherà la riduzione o l’esonero per il mese di marzo 2021, le quote contributive versate dalle famiglie potranno eventualmente andare a compensazione per le prossime mensilità dovute. Al riguardo, non appena ci sarà relativa informativa che verrà comunicata anche alle scuole,  per la modalità di recupero e/o compensazione  potrà contattare l’Ufficio delle Entrate del Municipio che legge per conoscenza. Cordiali saluti”. 

In piena campagna elettorale, una nuova grana per la sindaca uscente, che dovrà ora correre ai ripari risarcendo le famiglie romane alle quali, certamente, non si può chiedere di pagare una retta per un servizio non goduto ma neppure di pagarla in attesa di compensazioni future.