Economia

Gli italiani cercano case sempre più grandi, ma il mercato immobiliare stenta a ripartire

Dall’Indagine biennale effettuata da Tecnoborsa nel 2021 sulle sei maggiori città italiane, è emerso che nel biennio 2019-2020 c’è stato un rallentamento nella ripresa del mercato immobiliare

Valter Giammaria, Presidente di Tecnoborsa, nell’introdurre i risultati dell’Indagine ha dichiarato che “non si arresta il trend determinato dall’esperienza del lockdown verso la domanda di abitazioni più grandi e dotate di maggiori servizi, nelle intenzioni di acquisto del campione osservato e la casa ideale è quella nuova e che supera i 70 metri quadri”. 

“L’identikit della famiglia interessata all’acquisto è giovane – tra i 25 e i 34 anni – con o senza figli piccoli, grazie anche alle agevolazioni che permettono un accesso più immediato al credito per i più giovani. La motivazione prevalente per l’acquisto resta sempre il desiderio di avere una casa di proprietà o di migliorare le proprie condizioni abitative. Sembra timidamente riaffacciarsi l’idea del mattone come bene rifugio, arrestando il calo progressivo dopo il massimo storico rilevato nel 2011”. 

Dall’indagine condotta su un campione di oltre 2.400 famiglie italiane la quota di quelle che hanno dichiarato di aver acquistato un’abitazione (5,6%) è scesa di circa un punto percentuale tornando ai valori registrati nel 2017. Tale calo è dovuto alla pandemia e ai ripetuti lockdown del 2020. 

La città più attiva è stata Roma (6,4%), anche se il valore è inferiore a quello riscontrato nel biennio 2017-2018, mentre Milano, Torino, Genova e Napoli presentano valori che si discostano poco dalla media del campione; invece, Palermo è quella che registra la percentuale più bassa (4%). 

Per quanto concerne l’utilizzo dell’immobile comprato al primo posto si continua a trovare l’acquisto dell’abitazione principale (79,5%), valore leggermente inferiore a quello riscontrato nel 2019. Al secondo posto, ma con uno stacco nettissimo, c’è chi ha acquistato un’abitazione per parenti prossimi (8,4%), modalità che continua ad avere un trend positivo; a seguire c’è la motivazione come seconda casa vacanze (8%), anche questa in ripresa. Infine, all’ultimo posto, vi sono coloro che hanno comprato per investire (4,1%). 

La metratura preferita dalle famiglie continua a essere quella compresa tra i 71 e i 100 mq (41,4%), che subisce un incremento nella domanda di ben 5,5 punti percentuali e cresce, anche se in modo meno rilevante, la richiesta di abitazioni medio grandi tra i 101 e i 140 mq (22,3%); viceversa, diminuisce la quota di chi preferisce i tagli più piccoli (inferiori ai  70 mq) e quelli più grandi (oltre i 140 mq). 

Spostando l’analisi su coloro che hanno venduto almeno un’abitazione nel biennio 2019 -2020 si è riscontrato che il 5% delle famiglie italiane residenti nelle sei grandi città ha venduto un’abitazione, valore che interrompe il trend positivo dopo tre bienni di crescita, facendo registrare un calo di un punto percentuale rispetto alla rilevazione del 2019 e tornando ai valori rilevati nel 2015. 

Sotto questo profilo le città più vivaci sono state Torino (5,7%) e Genova (5,6%); Milano e Roma sono nella media (5,2%), mentre a Palermo (4,3%) e Napoli (4%) si sono registrati i valori più bassi. Il 74,1% di coloro che hanno venduto un’abitazione hanno affermato di aver ceduto l’immobile di residenza, fenomeno decisamente in crescita (+8,4 p.p.); al secondo posto c’è chi ha venduto le seconde case destinate alle vacanze (13,4%); a seguire, con uno scarto significativo, vi sono le famiglie che hanno ceduto le case per parenti prossimi (7,6%). 

Infine, vi sono coloro che si sono disfatti di abitazioni per investimento (4,9%) e gli ultimi tre valori hanno fatto registrare un calo rispetto a quanto riscontrato nell’Indagine 2019. Dall’incrocio fra il tipo di abitazione venduta e il motivo della vendita è emerso che il 91,2% di coloro che hanno venduto un’abitazione principale l’ha fatto per acquistare un’altra prima casa, ma tra le grandi città le famiglie residenti a Roma spiccano di gran lunga per aver venduto per acquistare una seconda casa destinata a parenti prossimi e alle vacanze.

Tra coloro che hanno acquistato una casa il 54,9% ha dichiarato di aver fatto ricorso a un finanziamento o a un mutuo, valore leggermente più basso di quello rilevato nelle quattro Indagini precedenti, e tale valore diminuisce di 2,8 punti percentuali per la quota delle famiglie che ne hanno fatto richiesta, rispetto a quanto riscontrato nell’Indagine 2019. 

Hanno acceso un mutuo coloro che hanno acquistato un’abitazione principale (57,5%), seguiti da chi ha preso una casa per parenti prossimi (51,2%), mentre è più basso il ricorso al mutuo tra coloro che hanno acquistato un’abitazione per investimento (47,6%) o per prendere una seconda casa per le vacanze (36,6%). 

Andando a indagare sulle intenzioni di acquisto da parte delle famiglie residenti nei sei maggiori Comuni italiani è emerso che il 2,3% degli intervistati avrebbe intenzione di prendere un’abitazione nel biennio 2021- 2022, facendo ben sperare nel proseguimento del trend positivo intrapreso dal settore.