lunedì 16 Febbraio, 2026
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Approfondimenti

Cronaca di una folle giornata all’ombra di Westminster

Simone Santucci di Simone Santucci
12 Dicembre 2018 22:18
in Approfondimenti, Brexit, Commenti, Esteri, Europa
Tempo di lettura: 3 minuti
A A
Cronaca di una folle giornata all’ombra di Westminster
Condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su WhatsappCondividi su Linkedin

Cosa ne sarà di Brexit, e dell’accordo siglato da May è infatti oggi il vero dilemma da sciogliere. Il tutto mentre la strada di un secondo referendum, fino a pochi giorni fa esclusa da tutti, comincia ad essere sia per i conservatori che per i laburisti l’unica via di uscita

di Simone Santucci

La drammatica giornata a Westminster ha dato il suo verdetto: Theresa May è salva.

Altri articoli interessanti

Brexit: malgrado il divorzio tra Regno Unito e Ue, ‘The show must go on’

Brexit: il trionfo di Boris Johnson segna la svolta

Brexit: si giocherà in due tempi la nuova puntata della saga

Era un anno fa quando i primi segnali di una fronda parlamentare contro il Primo Ministro Theresa May avevano cominciato a minacciare il suo gabinetto e, con esso, tutto il percorso di Brexit. Dopo una strenua resistenza, una decina di dimissioni dal suo governo e una serie di cocenti sconfitte personali, stavolta, la fronda conservatrice aveva deciso di uscire allo scoperto. Ma non ce l’ha fatta.

I 200 voti conquistati dalla Premier non ingannino: non è un buon risultato. John Major, che pure non era certo Winston Churchill o Margaret Thatcher in quanto a popolarità, nel 1993 se l’era cavata meglio. E oltre un terzo dei parlamentari, 117 per la precisione, che hanno votato per la cacciata della May è un bottino che raccoglie consensi ben al di là della ormai famigerata ottantina di ribelli che, sin dal 2016, dà del filo da torcere a May.

In altri momenti – e la storia della più antica democrazia parlamentare del mondo ne è piena – Theresa May sarebbe già stata annoverata tra i former prime ministers, magari in giro per il mondo per qualche conferenza strapagata come già accaduto per i suoi predecessori Major, Blair e Cameron. Ma il macigno di Brexit e il suo necessario compimento ha rinviato, mille volte, il redde rationem. Se non fosse stato per Brexit per May le cose sarebbero quindi andate in modo diverso. L’ultima caduta di un Primo Ministro per un voto di censura rimane pertanto quella targata 1979, quando su impulso dell’allora capo dell’opposizione Margaret Thatcher il Governo di James Callaghan dovette dimettersi per un solo voto. Il laburisti non avrebbero messo più piede a Downing Street per i successivi 18 anni. Non era un voto interno, ma parlamentare. Come parlamentare sarà il voto sull’accordo relativo al negoziato e il risultato di stanotte non esclude che l’accordo su Brexit venga respinto comunque. Con conseguenze ancora da decifrare.

La salvezza della May non era affatto scontata, e lo si era compreso chiaramente già lunedì, quando con una decisione clamorosa, di fronte ad una umiliazione senza precedenti, Lady May aveva rinviato il decisivo voto sull’accordo con l’Unione Europea, una madre matrigna dalla quale separarsi, e i fatti stanno dimostrando, è operazione tutt’altro che agevole. E a fare la differenza è stato un gruppo di “responsabili” che, pur di non mandare al macero due anni di negoziati hanno preferito turarsi il naso e appoggiare l’anatra zoppa.

Il de profundis era iniziato ieri. Proprio mentre la May era all’estero, negoziando con L’Aja e Berlino la possibilità di una modifica del contestato accordo, a Westminster i ribelli conservatori iniziavano a contarsi per raggiungere quella quota 48, il numero sufficiente per azionare la conta interna necessaria per farla fuori da Downing Street. E le menti di tutti i cultori della politica britannica non hanno potuto non tornare a quel fatidico novembre del 1990, quando mentre Margaret Thatcher era impegnata al summit di Parigi, il Partito conservatore preparava il regicidio della lady di ferro cavalcando la candidatura di Micheal Heseltine. Per entrambi fu un fallimento: la Thatcher, pur prevalendo di gran lunga sul suo competitor, non ottenne per quattro voti il quorum e, dopo una notte folle di febbrili trattative, decise di gettare la spugna, evitando così di misurarsi ancora e di chiudere undici anni di successi con una umiliazione storica. A Downing Street si sarebbe quindi insediato il suo delfino Major e la Thatcher, da quel tradimento, non si riprese mai più.

La storia, si sa, torna spesso sotto forma di farsa. Come stavolta. Un governo nato dopo lo sconsiderato azzardo di David Cameron al solo scopo di portare a termine una traversata del deserto si è infine salvato ad un passo dal baratro. Non per questo l’incertezza su come e quando verrà approvato l’accordo con l’Ue 

Cosa ne sarà di Brexit, e dell’accordo che a May è infatti oggi il vero dilemma da sciogliere. Il tutto mentre la strada di un secondo referendum, fino a pochi giorni fa esclusa da tutti, comincia ad essere sia per i conservatori che per i laburisti l’unica via di uscita da un caos che sembra oggi senza soluzione se è vero che, nonostante sia passata indenne dalle forche caudine riva al Tamigi, la May ha, presumibilmente, ancora una vasta maggioranza parlamentare pronta a bocciare la sua risoluzione. Staremo a vedere.

Tags: BrexitNo Confidence VotesfiduciaTheresa May
Articolo precedente

Brexit e mozione di sfiducia: cosa succede? LIVE

Articolo successivo

L’approfondimento: l’odissea del fondo investimenti

Simone Santucci

Simone Santucci

LabParlamento Consiglia

Brexit: malgrado il divorzio tra Regno Unito e Ue, ‘The show must go on’
Brexit

Brexit: malgrado il divorzio tra Regno Unito e Ue, ‘The show must go on’

03 Febbraio 2020 13:54
Brexit: il trionfo di Boris Johnson segna la svolta
Ambiente

Brexit: il trionfo di Boris Johnson segna la svolta

13 Dicembre 2019 19:47
Brexit: si giocherà in due tempi la nuova puntata della saga
Brexit

Brexit: si giocherà in due tempi la nuova puntata della saga

31 Ottobre 2019 12:13
Brexit: tanto rumore per una (probabile) nuova proroga
Brexit

Brexit: tanto rumore per una (probabile) nuova proroga

24 Ottobre 2019 16:36
Brexit: in extremis arriva la mossa di Boris Johnson
Brexit

Brexit: in extremis arriva la mossa di Boris Johnson

04 Ottobre 2019 11:37
Brexit: Boris Johnson va allo scontro totale
Brexit

Brexit: Boris Johnson va allo scontro totale

27 Settembre 2019 11:24
Articolo successivo
L’approfondimento: l’odissea del fondo investimenti

L'approfondimento: l'odissea del fondo investimenti

Fake news: Facebook in campo per le elezioni

Piano europeo contro le fake news, ma i russi restano in agguato: l’inizio di una nuova guerra fredda?

Le ultime da LabParlamento

IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

IL JORNAL DO COMMERCIO DI MANAUS DEDICA AMPIO SPAZIO ALLO SCULTORE TUDERTE RICORDATO NEL LIBRO DI MAIORCA E QUAGLIETTI

4 Febbraio 2026
IL CORAGGIO DI COMUNICARE

IL CORAGGIO DI COMUNICARE

15 Gennaio 2026
ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

ALLA SAPIENZA IL MASTER IN “SICUREZZA, COORDINAMENTO INTERISTITUZIONALE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”

15 Gennaio 2026
Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

Malattia di Huntington, LIRH: passi avanti su riconoscimento e ricerca scientifica

22 Dicembre 2025
Sanità, corso SICCH su Tavi e tecnologie mini-invasive per giovani cardiochirurghi

Sanità, corso SICCH su Tavi e tecnologie mini-invasive per giovani cardiochirurghi

22 Dicembre 2025
Sociosanitario non profit, allarme Uneba: subito fatti o sarà rischio estinzione

Sociosanitario non profit, allarme Uneba: subito fatti o sarà rischio estinzione

20 Dicembre 2025
Lo Human Economic Forum proclama la Dichiarazione Universale dell’Umanità Sostenibile

Lo Human Economic Forum proclama la Dichiarazione Universale dell’Umanità Sostenibile

11 Dicembre 2025
MADE IN ITALY / SIC EUROPE E STELLANTIS AVANTI SU PARTNERSHIP PER VEICOLI COMMERCIALI 

MADE IN ITALY / SIC EUROPE E STELLANTIS AVANTI SU PARTNERSHIP PER VEICOLI COMMERCIALI 

11 Dicembre 2025
MANOVRA, L’ALLARME DI PRE.SI.DI.: ATTACCO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE DI SOCCORSO PUBBLICO, FORZE ARMATE E DI POLIZIA

MANOVRA, L’ALLARME DI PRE.SI.DI.: ATTACCO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE DI SOCCORSO PUBBLICO, FORZE ARMATE E DI POLIZIA

9 Dicembre 2025
Dossier Lab Parlamento / Più di un secolo di leggi elettorali in nome della stabile instabilità

Dossier Lab Parlamento / Più di un secolo di leggi elettorali in nome della stabile instabilità

9 Dicembre 2025
Grande successo per il Galà di Amitié Sans Frontières Roma: Istituzioni, Vip e Solidarietà alla Casina di Macchia Madama

Grande successo per il Galà di Amitié Sans Frontières Roma: Istituzioni, Vip e Solidarietà alla Casina di Macchia Madama

2 Dicembre 2025
DAL CAREER DAY E DAL TALENT HARBOUR DI NABA OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER I GIOVANI

DAL CAREER DAY E DAL TALENT HARBOUR DI NABA OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER I GIOVANI

27 Novembre 2025
“Scuola Dirigenza Futuro”, XII Congresso Nazionale ANDIS. Paola Bortoletto rieletta presidente

“Scuola Dirigenza Futuro”, XII Congresso Nazionale ANDIS. Paola Bortoletto rieletta presidente

27 Novembre 2025
Negozi storici di eccellenza, Stefano Pizzolato (Presidente): “Così difendiamo l’identità commerciale di Roma”

Negozi storici di eccellenza, Stefano Pizzolato (Presidente): “Così difendiamo l’identità commerciale di Roma”

25 Novembre 2025
Istat, ad ottobre rallenta l’inflazione scendendo a +1,2% su valore annuo

Istat, ad ottobre rallenta l’inflazione scendendo a +1,2% su valore annuo

18 Novembre 2025
LabParlamento - Quotidiano di analisi e scenari politici

redazione@labparlamento.it

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
    • Governo
    • Parlamento
  • Economia
  • Giustizia
  • Società
    • Istruzione
    • Cultura
    • Ambiente
    • Sanità
    • Tech
  • Esteri
    • #Ucraina
    • Europa
    • Mondo
  • LabRoma
  • LabParlamento
    • Chi siamo
    • La redazione
    • Contatti

© 2022 LabParlamento è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione n. 3 del 13 gennaio 2021.
Direttore Responsabile: Daniele Piccinin.
Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.