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Banche: l’audizione di Vegas riapre a sorpresa il ‘caso Boschi’

Il presidente Consob: “Parlai di Banca Etruria con l’allora ministra”. M5S, Lega e Liberi e Uguali: “Si dimetta, ha mentito al Parlamento”. Ma lei respinge le accuse

di Andrea Spuntarelli

Quando si pensava che sarebbe stata l’audizione dell’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni (in programma per il 20 dicembre) a scrivere un nuovo capitolo della vicenda ‘Maria Elena Boschi-Banca Etruria’, a sorpresa l’odierna audizione del presidente della Consob Giuseppe Vegas ha riaperto le polemiche.

Convocato dalla Commissione d’inchiesta sulle banche, Vegas durante la sua esposizione (nella quale ha evidenziato gli effetti negativi dell’attuazione del bail-in sul sistema finanziario) ha dichiarato che la sottosegretaria nell’aprile 2014 gli manifestò la propria preoccupazione per la possibile aggregazione tra Banca Etruria e Popolare di Vicenza, perché potenzialmente nociva per il distretto orafo di Arezzo. Il presidente Consob ha poi aggiunto di aver incontrato in altre occasioni l’allora ministra delle Riforme, e di aver appreso da lei la nomina di Pier Luigi Boschi a vice presidente di Banca Etruria.

Le rivelazioni di Giuseppe Vegas hanno provocato le richieste di dimissioni di Maria Elena Boschi arrivate da Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Liberi e Uguali. Tra gli altri, Carlo Sibilia, Alessandro Di Battista, Roberto Speranza e Roberto Calderoli hanno accusato la sottosegretaria di aver mentito al Parlamento il 18 dicembre 2015, nel corso della discussione sulla mozione di sfiducia presentata (senza successo) alla Camera dai pentastellati.

Da parte sua, la diretta interessata ha respinto ogni accusa, confermando di aver incontrato il presidente della Consob ma negando di aver fatto pressioni in favore o per conto di Banca Etruria. Boschi ha poi sfidato i suoi critici a indicare il momento esatto in cui avrebbe detto il falso nell’arco del suo intervento del 2015. Analoga posizione è stata espressa dai vertici del Partito Democratico.

Saranno ora da vedere gli sviluppi delle prossime ore, ma l’impressione è che la parola finale sulla questione sia ancora lontana dall’arrivare.