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Il Consiglio dei Ministri vara il Def e prolunga vendita Alitalia. Ecco il testo

Da Palazzo Chigi ok a una fotografia dei conti pubblici e al Decreto Legge con cui si rinvia a ottobre la cessione della compagnia. Gentiloni: “Quadro positivo, l’Italia è finalmente uscita dalla crisi economica”

di A.S.

Trascorse senza sviluppi sul nuovo Governo le settimane di rinvio decise a inizio aprile da Paolo Gentiloni, stamattina il Consiglio dei Ministri ha varato il Documento di Economia e Finanza (Def) 2018, in ritardo rispetto all’abituale tabella di marcia che prevede entro il 10 aprile l’approvazione dell’atto a Palazzo Chigi e per il 30 aprile la sua trasmissione alla Commissione Ue.

Come previsto, il Documento adottato dall’Esecutivo uscente è di carattere tecnico, come precisato dal premier dimissionario: “il Def è a politiche invariate: non contiene parti programmatiche e riforme, che spettano al prossimo Governo”. Ciò nonostante, Gentiloni ha rimarcato durante la conferenza stampa post Cdm come dalla situazione tendenziale emerga “un quadro positivo che riflette il buon lavoro fatto in questi 5 anni”, tale da fargli affermare che “l’Italia è uscita finalmente dalla crisi economica più difficile dal dopoguerra”.

Def composto da tre sezioni: il Programma di Stabilità dell’Italia, le Analisi e tendenze della finanza pubblica, il Programma Nazionale di Riforma (PNR). Il Documento è completato da alcuni allegati, tra cui “Indicatori di benessere equo e sostenibile”.

Per quanto riguarda i numeri del bilancio pubblico, Pier Carlo Padoan ha reso noto che la crescita del Pil nel 2017 è stata dell’1,5%, livello che dovrebbe rimanere costante nel 2018, arretrando invece all’1,4% nel 2019 e all’1,3% nel 2020. Sul fronte del rapporto deficit/Pil, nel 2017 dall’1,9% inizialmente previsto dal Ministero dell’Economia si è passati al 2,3% (aumento dovuto ai salvataggi bancari), mentre il quadro corrente dovrebbe garantire per il 2018 una riduzione all’1,6%. Affrontando il tema del debito, Padoan ha chiarito che il dato “diminuisce nel 2017 e diminuisce in maniera marcata di un punto percentuale nel 2018”, tanto che le cifre dimostrerebbero che “la strategia è quella giusta e non è necessario deviare”. Nell’anno in corso il debito pubblico è previsto si attesti al 130,8% del Prodotto Interno Lordo, per scendere al 128% nel 2019 e al 124,7% nel 2020.

A questo punto, il Documento di Economia e Finanza 2018 arriverà alle Commissioni speciali di Camera e Senato: sarà da vedere quanti giorni decideranno di prendersi per la discussione. Soprattutto, vedremo se questa sarà seguita o meno da un passaggio nelle Aule di Montecitorio e Palazzo Madama, per quanto l’assenza delle parti politiche renda improbabile l’approvazione di risoluzioni (in ogni caso non vincolanti per il Governo) sul documento.

Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato un Decreto Legge per prolungare di 6 mesi (dunque fino alla fine del mese di ottobre) i termini per la vendita di Alitalia, spostando al tempo stesso al 15 dicembre prossimo il timing per la restituzione del prestito ponte di 900 milioni di euro che lo Stato ha concesso alla compagnia di bandiera, e sul quale Bruxelles ha aperto un’indagine pochi giorni fa. L’obiettivo del DL è stato illustrato da Carlo Calenda, il quale ha fatto presente che “gli interlocutori che abbiamo non sono disponibili ad andare avanti nella trattativa senza sapere chi sarà al Governo e senza avere contatti con il nuovo Governo”.

Def 2018