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Il caso. L’ansia di mostrarsi del M5S

Girandola di iniziative, prese di posizione, interviste alla vigilia delle primarie Pd

di LabParlamento

Secondo alcuni, l’ansia di apparire che nelle ultime settimane ha preso il M5S sarebbe da ricondursi soltanto all’obiettivo di oscurare l’esito, ormai imminente, delle primarie Pd ovvero la vittoria scontata di Matteo Renzi ed il suo ritorno finalmente riligittimato nell’agone politico. Se così fosse però (e forse comunque una piccola parte di verità esiste) il Movimento, a questo punto, non potrebbe esimersi dal mantenere questo ritmo anche dopo. Il che non appare semplice, sebbene non impossibile e auspicabile  dato che, in fondo, siamo di fronte alle uscite da tempo attese e sollecitate per una realtà ancora abbastanza sconosciuta. “Virtuale”, come si diceva soltanto qualche tempo fa. Oggi assai meno, se si eccettua il ricorso frenetico alla pratica originaria delle consultazioni online.

Dalle partecipazioni ai principali talk-show (ricordate i diktat di Grillo a lasciare la seggiola vuota?), alle missioni all’estero passando per dichiarazioni a raffica, incontri ministeriali, convegni fino ad evidenze giornalistiche finora impensabili (leggi la contrastata intervista del direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, a Beppe Grillo) e all’annuncio che verrà presentata per tempo la nuova squadra di Governo, è in ogni caso evidente che M5S sta saltando gli steccati per accreditarsi il più velocemente possibile come possibile nuovo inquilino di Palazzo Chigi.

In realtà, ricordato che proprio le consultazioni online restano uno strumento assai incerto di democrazia partecipativa (anche alla luce dei controversi risultati fin qui ottenuti), soltanto in alcuni casi il Movimento è riuscito a mostrare una chiara posizione programmatica, concretamente e oggettivamente supportata da testi, numeri e strumenti, sui singoli temi che emergono da questo ventaglio di iniziative. Prevale piuttosto l’equidistanza sui grandi problemi sociali o etici. La studiata volontà di non “disturbare” più di tanto sulle questioni più scomode. La voglia di tranquillizzare i cosiddetti “poteri forti” come è stato in queste ore per le gerarchie ecclesiastiche e si sta provando a fare con il mondo delle imprese e più in generale con i settori della cultura, della scienza, dello spettacolo perfino della magistratura..

Ampiamente dimostrativo di questa strategia, il caso dell’energia – settore che è all’attenzione di M5S da tempi non sospetti – oggetto della prima consultazione sulla rete in vista della stesura del futuro “programma di Governo”, della recentissima assai “reclamizzata” puntata in Danimarca da parte di un folto gruppo di parlamentari capeggiato dal vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, nell’ottica di assimilare esperienze sulla decarbonizzazione dell’economia e, giusto della scorsa settimana, le visite prima al Minambiente e poi al Mise in attesa della formalizzazione della Sen, il nuovo piano energetico, alle Camere. Al riguardo non potendo non constatare da una parte l’evidente genericità delle misure a supporto di alcune soluzioni offerte (come l’assenza di indicazione della copertura finanziaria per interventi tra i più pregnanti nella scelta delle fonti), dall’altra la determinazione di ignorare non si sa quanto volutamente dinamiche consolidate di mercato assieme, però, a dichiarazioni a volte più nette altre meno riguardo le proposte più “forti” (come nei tempi di uscita dall’oil – cosiddetta transizione energetica – nelle sue diverse declinazioni di impiego).

Vedremo nelle prossime settimane come e quanto si rafforzeranno queste azioni. E se troveranno o meno altri indirizzi. Tuttavia, se questa è la situazione adesso, non si può non prevederne una conferma e un rafforzamento mano mano che ci avvicineremo alle scadenze elettorali. La speranza è che il dibattito ed il confronto si concentri sui problemi rendendo evidenti le differenze ideologiche, politiche ed economiche tra gli schieramenti. La “liquidità” movimentista del M5S, il suo collocamento al di fuori della tradizione partitica nazionale finora non ha permesso questo chiarimento.