Politica

Ddl Zan/ Intervista a Cecchi Paone, “donne e disabili mobilitatevi”

“Bisogna evitare l’equivoco che molti stanno alimentando. Il Ddl Zan è una legge contro l’omofobia ma è anche una legge contro la discriminazione nei confronti delle donne e contro la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. Secondo me, questa cosa viene tenuta nascosta perché è chiaro che donne e persone disabili non si sono mobilitati e non si mobiliteranno. Se noi iniziassimo a coinvolgere donne e disabili che magari non sanno di essere coinvolti, sono convinto che la vittoria sarà più facile e allo stesso tempo più rapida”. Così il giornalista Alessandro Cecchi Paone intervistato da Lab Parlamento interviene sulle polemiche legate al DDL Zan.

Dott. Cecchi Paone, secondo lei, perché il ddl Zan non è gradito al centrodestra?

Storicamente per le sue matrici ideologiche, il centrodestra non condivide i valori di fondo delle società occidentali liberali e democratiche secondo cui, come riportato in tutte le costituzioni, ognuno di noi nasce uguale in diritti e in dignità davanti a dio, alla natura e davanti alle leggi. Ogni volta che si deve affermare questo principio, che è la pietra miliare della società occidentale, c’è l’opposizione da parte di questi due mondi, cattolico conservatore e il mondo post-fascista. Non è una novità che il centrodestra si opponga a questa tipologia di proposte, e quindi ci dobbiamo battere per affermare ciò che nel resto del mondo vinee considerato normale.

Secondo il sondaggio di BiDiMedia, solo il 60% degli italiani è favorevole all’approvazione del Ddl Zan. Secondo lei perché?

Secondo me, bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno. L’opinione pubblica italiana è favorevole. Siamo al 60% e per fortuna anche una parte dell’opinione pubblica che vota per i partiti dell’estrema destra in realtà è favorevole al Ddl Zan. Io non la vedrei come un’informazione negativa, ma la vedrei più come una conferma.

Il presidente della conferenza episcopale, Gualtiero bassetti, ha assicurato che nessuno vuole l’affossamento della legge, quanto semmai la correzione e la modifica. Il Vaticano sta prendendo la giusta strada?

Rispetto al passato, da quando è arrivato Papa Francesco il Vaticano non alza più le barricate, e questo è un fatto molto positivo. C’è sicuramente un atteggiamento più dialogante e meno clericale. Resta il fatto che stiamo parlando di un’istituzione che non ritiene le donne degne del sacerdozio, e quindi un’istituzione che per forza di cose chiede di rallentare o di annacquare la legge.