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PA Digitale: in arrivo il Piano Triennale per l’Informatica

Photo credits: Ministero dell'Interno

Riguarderà il periodo 2017-2019. Obiettivo: offrire servizi innovativi ai cittadini

di Stelio Pagnotta

L’Italia accelera sul digitale e lo fa in modo sistematico e articolato: è in dirittura d’arrivo, infatti, il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019, documento adottato in attuazione del CAD e della Legge di Bilancio 2016.

Il piano nasce con l’obiettivo di guidare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana, ma con un cambio di paradigma, proponendo un modello diffuso e condiviso di gestione e utilizzo delle tecnologie digitali.

Il principio alla base del piano infatti è quello di dare vita a un modello centrale, lasciando alle amministrazioni il compito di implementare servizi in una logica di interoperabilità. L’obiettivo è quello di evitare – come spesso finora accaduto nella pubblica amministrazione – duplicazioni e velocizzare l’adozione delle tecnologie, con soluzioni messe a disposizione a livello centrale e pronte da utilizzare.

Il piano in particolare è articolato in tre grandi aree: le cosiddette “infrastrutture fisiche” che rappresentano la base del modello. Reti di comunicazione, data center, cloud essenziali per erogare i servizi digitali della PA: in questo ambito il piano guiderà la progressiva razionalizzazione degli oltre 10.000 data center nazionali e la progressiva adozione del cloud da parte della Pubblica Amministrazione. Il secondo livello invece include le “infrastrutture immateriali”, cioè tutte che quelle piattaforme realizzate a livello centrale e che offrono servizi al cittadino. Sulla base delle indicazioni fornite nel piano, tutte le amministrazioni saranno guidate in un percorso di progressiva adozione di queste piattaforme. Infine la terza area, quella degli ecosistemi come sanità, scuola, giustizia, turismo: il piano definirà come devono essere fatti i servizi digitali nei diversi ambiti.

Trasversalmente a questi tre ambiti saranno sviluppati due “pilastri”: quello dei big data e quello della sicurezza informatica, vere e proprie leve per l’innovazione di ogni processo.

In parole povere, il nuovo modello punta a uniformare e razionalizzare i servizi informatici della PA partendo dalle esperienze vissute finora per promuovere servizi innovativi che mettano al centro il cittadino.

Per la prima volta, quindi, la Pubblica Amministrazione avrà un modello organico e uniforme da seguire per digitalizzare processi e servizi, ma la vera novità sarà rappresentata dal piano in sé. Un “documento in progress” che sfrutterà una serie di strumenti collaborativi – da GitHub a ReadTheDocs – per favorire la creazione di una community di sviluppatori, utentie rappresentanti delle amministrazioni, che potranno contribuire a migliorare gli aspetti del Piano che dovrà guidare la PA nella transizione al digitale.