Nell’anno del suo 75° anniversario, il nome Litrico entra ufficialmente nel Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale, l’elenco istituito presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi che tutela i marchi capaci di dimostrare almeno cinquant’anni di uso continuativo, legati a imprese produttive italiane di eccellenza.
Il provvedimento, datato 3 agosto 2026, è arrivato al termine di un’istruttoria basata su un dossier di oltre duecento documenti – articoli di stampa, fotografie, pubblicazioni e carte ufficiali – raccolti dall’Archivio Storico della Maison per ricostruire, anno per anno, mezzo secolo di attività del marchio. Un riconoscimento che si affianca a un’altra tutela già ottenuta dalla sartoria: nel 2008 il suo Archivio Storico era stato dichiarato dalla Soprintendenza archivistica bene di interesse storico particolarmente importante.
Fondata a Roma nel 1951 da Angelo Litrico, arrivato diciottenne da Catania, la sartoria di via Sicilia conquistò fama internazionale grazie a una clientela che negli anni ha incluso Rossano Brazzi, Vittorio Gassman, John F. Kennedy e Nikita Chruščёv, protagonista nel 1960 di un celebre episodio diplomatico legato a una scarpa su misura firmata Litrico, sbattuta dal leader sovietico sul tavolo dell’ONU.
Oggi alla guida della Maison, giunta alla terza generazione, è Luca Litrico, affiancato dalla moglie Stefania. Erede della Maison, ha commentato così il riconoscimento:
«Questo riconoscimento è prezioso perché attribuisce una dimensione istituzionale a una storia che la nostra famiglia custodisce da settantacinque anni. Dietro il nome LITRICO non c’è soltanto un’impresa fatta di persone e famiglie, ma un patrimonio artigianale di cultura sartoriale, creatività, relazioni umane e memoria italiana tramandato attraverso tre generazioni. Sapere che oggi questa continuità viene ufficialmente riconosciuta dallo Stato ci rende orgogliosi, ma ci affida anche una responsabilità. Consideriamo il risultato non un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo impegno verso il futuro: custodire ciò che abbiamo ereditato, continuare a produrre in Italia, preservare e tramandare il sapere artigianale e rendere questo patrimonio sempre più vivo, conosciuto e accessibile alle generazioni future».
Con l’iscrizione nel Registro, la Maison annuncia un programma di valorizzazione che coinvolgerà comunicazione, archivio storico e collaborazioni con musei e università, in linea con la propria natura di Società Benefit.





















