Politica

Scuola / Piano Estate e nuovo anno scolastico. Le proposte di Andis al governo Draghi

Il “Piano scuola estate 2021” (di cui alla nota ministeriale 643 del 27/04/21), per il quale si mette a disposizione delle scuole la ragguardevole somma di 510 milioni di euro, rappresenta un documento sicuramente interessante, in quanto prospetta la possibilità di costruire progettualità ed esperienze educative destinate all’infanzia e all’adolescenza fin troppo provate da un intero anno di emergenza sanitaria. E’ quanto si legge in un ordine del giorno approvato dal consiglio nazionale di Andis, Associazione Nazionale dei Presidi.

         Si tratta di un progetto ambizioso e inedito, da condividere nelle sue finalità, certamente non facile da implementare perché sfida istituzioni scolastiche, Enti Locali, associazioni e imprese del Terzo Settore a definire precise responsabilità ed azioni all’interno di “patti educativi di comunità”. 

         Certamente è condivisibile l’idea di offrire ai ragazzi, accanto al potenziamento di alcune competenze disciplinari, anche la possibilità di vivere esperienze sportive, culturali, artistiche, musicali, ecc. al fine di ricostruire al termine di un anno di alterne sospensioni e riaperture il senso della socialità e delle relazioni tra pari. E’ forte la perdita educativa subita da tutti i nostri alunni in questi mesi di pandemia, sia in termini di mancata acquisizione di conoscenze e competenze, sia, e soprattutto (stando anche ai dati del  sondaggio effettuato dalla nostra Associazione) in termini di relazione, socialità, affettività, fino all’insorgere di veri e propri fenomeni depressivi.  Si pone pertanto con assoluta priorità il tema del recupero di tali dimensioni strategiche.

         D’altro canto la didattica a distanza ha comportato una forte accelerazione dell’impegno lavorativo per il personale della scuola e per i dirigenti scolastici in particolare. Ci si è dovuti inventare una didattica e un’organizzazione completamente nuove,  il più delle volte in assenza di strumentazioni e competenze 

specifiche adeguate, fra indicazioni (soprattutto all’inizio) pletoriche, confuse e a volte contrastanti e la comprensibile perplessità, quando non aperta ostilità, delle famiglie e degli stessi studenti. Più che i carichi di lavoro in se stessi sono stati fonte di stanchezza e di stress l’incertezza sul da farsi, la quotidiana sensazione di emergenza, i ripetuti e per lo più inutili carichi burocratici.

         Dall’insieme di tali considerazioni emerge che la fondamentale funzione del recupero non può concentrarsi in pochi mesi estivi con personale scolastico (senza dimenticare le segreterie) già al limite della crisi di nervi.  Le perdite sono state gravi e importanti e l’attività di recupero deve avere le caratteristiche della gradualità, della costanza e della durata.

         Il Piano scuola estate 2021 costituisce, comunque, un’importante occasione per le scuole di tutto il Paese per affrontare in modo nuovo e pedagogicamente efficace, anche per gli stretti legami con il territorio che necessariamente comporta, il tema oggi prioritario del recupero.

         Si tratta pertanto di utilizzare al meglio i cospicui  finanziamenti, il personale scolastico disponibile e le risorse fornite dai territori e dal terzo settore, facilitando e semplificando al massimo la gestione dei progetti, dalla progettazione alla messa a sistema, allarendicontazione.  

         Proprio in considerazione dell’eccezionalità della situazione e affinchè  l’azione di recupero sia efficace e duratura, è tuttavia necessario che il governo si impegni fin da subito sui grandi temi  relativi all’avvio del nuovo anno scolastico:

  • disponibilità e stabilità degli organici dei docenti fin dai primi giorni di scuola, anche e con particolare riferimento a quelli relativi al sostegno;
  • eliminazione di tutte le situazioni relative a classi sovraffollate;
  • incremento e riqualificazione del personale ATA, compresa la revisione dei criteri di assegnazione ai vari ordini di scuola, per far fronte alle aumentate incombenze di carattere amministrativo e relative all’assistenza e alla vigilanza;
  • assegnazione di dirigenti scolastici alle istituzioni scolastiche interessate dalla L. 178/2020.
  • avvio di un piano di formazione organico per tutto il personale.

*Comunicato stampa Andis