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Riforma Costituzionale, le opposizioni anticipano il Governo e raccolgono le firme per il referendum

Dopo il via libera al DdL Boschi, le minoranze depositano in Cassazione le firme per la richiesta di referendum confermativo

Le opposizioni di Montecitorio e Palazzo Madama hanno raggiunto il quorum firme per la richiesta di referendum.

Alla Camera sono state raccolte 166 firme, più della soglia prevista per richiedere il referendum sul DdL di riforma costituzionale votato la scorsa settimana dai Gruppi di maggioranza. La raccolta delle firme è stata proposta congiuntamente da Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord, Sinistra Italiana, Cor e Alternativa Libera.

Il quorum richiesto era di 126 deputati, pari a un quinto dell’Assemblea di Montecitorio, come disposto dall’articolo 138 della Costituzione.
Le firme raccolte per la domanda di referendum sono state depositate oggi in Cassazione dal proponente Danilo Toninelli (M5S) insieme a Roberto Occhiuto (FI), Cristian Invernizzi (Lega Nord) e Stefano Quaranta (SI).

Un’analoga iniziativa promossa al Senato ha visto invece come proponente il Senatore Antonio D’Alì (FI), affiancato dai delegati Vito Crimi (M5S), Loredana De Petris (Sel-Si), Gian Marco Centinaio ( Lega Nord). A quanto si apprende da fonti parlamentari, è stato raggiunto anche a Palazzo Madama il numero di sottoscrizioni necessario per procedere alla domanda di consultazione referendaria (65 senatori).

Nella richiesta di referendum costituzionale le opposizioni hanno preceduto dunque la maggioranza, che inizierà la stessa operazione domani, 20 aprile. Le firme saranno raccolte in mattinata, mentre la richiesta sarà depositata in Cassazione nel pomeriggio. Secondo alcuni, la maggioranza ha volutamente atteso l’iniziativa della minoranza per evitare inutili corse e polemiche.

In base all’articolo 138 della Costituzione, il referendum costituzionale può essere promosso su richiesta di un quinto dei membri di una Camera, da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli regionali entro tre mesi dalla pubblicazione della legge di revisione sulla Gazzetta Ufficiale.

Per questo tipo di consultazione, non è previsto un quorum (numero minimo di votanti affinché un referendum sia valido). La legge viene promulgata se i voti favorevoli superano quelli sfavorevoli.

Il DdL Boschi è stato approvato in via definitiva dalla Camera il 12 aprile. I deputati di M5S, Forza Italia, Lega Nord, Sinistra Italiana e altre componenti delle minoranze, contrari alla riforma, non hanno partecipato al voto in segno di protesta. Si è così concluso, dopo due anni e sei passaggi parlamentari, l’iter del provvedimento di iniziativa governativa che riscrive la Parte II della Costituzione.

Per l’entrata in vigore della riforma si dovrà dunque attendere lo svolgimento della consultazione referendaria, che avrà probabilmente luogo a ottobre 2016.

di Simona Corcos