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Questo matrimonio non s’ha da fare

Da più di un anno i cittadini dell’intera penisola si ritrovano in uno stato di incertezza totale che ha causato problemi, non solo alle attività sempre più in crisi, ma anche ad uno dei sacramenti più diffusi: il matrimonio. Come stimato recentemente dalla Coldiretti, la pandemia ha provocato un calo notevole delle nozze causando un crack di almeno 5 miliardi di euro.

“La crisi generata da Covid 19 – sottolinea la Coldiretti – ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende: dal catering alla fotografia”. In questa difficile situazione in cui si ritrovano migliaia di aziende operanti nell’industria dei matrimoni, si aggiungono gli oltre 52 mila Wedding planner, ovvero organizzatori di eventi. Elisa Mocci, una tra le più note wedding planner italiane, in un’intervista rilascia all’AGI ha dichiarato che se entro il prossimo mese non arriveranno le linee guida per gli eventi “fallirà un comparto intero da oltre 65 miliardi l’anno”.  

“Abbiamo bisogno di sapere ora se e come potremo soddisfare le richieste dei nostri sposi – continua Mocci – perché, il tempo sta scadendo e alcuni probabilmente li abbiamo già persi, soprattutto i clienti esteri”. È proprio questo uno dei punti di forza del nostro Paese, come ha sottolineato la stessa Coldiretti dichiarando, negli anni scorsi, che “l’Italia è uno dei paesi più scelti a livello internazionale per celebrare l’esclusivo evento”. 

L’ultima tendenza che negli ultimi anni ha catturato l’attenzione di molte coppie straniere per celebrare le loro nozze nel Belpaese è quella dei matrimoni green, che prevedono location di campagna e menu a chilometro zero. Letteralmente matrimonio verde, il green wedding racchiude in un unico evento ecosostenibilità, ecocompatibilità e ecologia privilegiando venditori e prodotti locali. Non possono mancare le agribomboniere lavorate con lana di pecora o decorate con spighe.

Il rito della macchina viene sostituito con carrozze interamente addobbate con fiori e trainate da cavalli così da limitare l’inquinamento prodotto dai gas di scarico delle autovetture. Una spesa che oscilla, come stimato da coldiretti, fra i 30 e 60 mila euro per il pacchetto completo del giorno più bello. 

“Proprio per questo – come riportato dall’associazione – oltre alle attività specializzati come gli abiti, i settori che hanno pagato il prezzo più alto all’emergenza sono quelli del turismo con le oltre 24 mila strutture presenti in Italia”. Michele Boccardi, presidente di Assoeventi, nel corso di una conferenza stampa di inizio settimana ha dichiarato che “ci sarebbe un ottimismo per la ripresa delle cerimonie”. 

“Stiamo cercando – continua Boccardi –  di elaborare ed integrare il protocollo già esistente per far svolgere fin dai primi giorni d’aprile i ricevimenti”. Dunque una bellissima notizia per tutte le coppie che hanno aspettato mesi per svolgere il “giorno più bello”. La speranza è l’ultima a morire.