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Italia capofila nella medicina personalizzata

L’Italia è sempre stata maglia nera in Europa per l’utilizzo dei fondi comunitari, nonostante sia ai primi posti per i finanziamenti ricevuti: ha sfruttato meno della metà (45,68%) dei 21 miliardi messi a disposizione.

di Ernesto Bonetti

Big data, sistemi integrati in sanità, innovazione, policy maker, aspetti socio-economici e industria della salute. Sono questi gli elementi su cui si focalizzerà il maxi-progetto da 1,7 milioni di euro dal titolo “Regions4PerMed: Interregional coordination for a fast and deep uptake of personalised health” presentato ieri nell’ambito del 2° Congresso Internazionale sulla medicina personalizzata (EAPM) e che ha come obiettivo quello di implementare nuovi programmi nell’ambito di un approccio “customizzato”, un filone a cui guarda il mondo della sanità per il prossimo futuro e in cui l’industria farmaceutica sta dirottando sempre più i propri investimenti in ricerca. La buona notizia è che a coordinare i lavori sarà il nostro Paese, e in particolare la Fondazione Toscana Life Sciences, ente no-profit che dal 2005 supporta le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita. In partnership con Polonia, Germania e Spagna e per un totale di 6 realtà di eccellenza coinvolte (tra fondazioni e centri ricerche), il progetto prevede un percorso quadriennale con l’obiettivo di coinvolgere fino a 180 diverse regioni e oltre 1.000 stakeholder. Altra eccellenza tutta italiana coinvolta è la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica della Regione Lombardia che svilupperà insieme ai partner “strategie sulla gestione dei big data e degli electronic medical records” come affermato da Maurizio Bersani, Direttore Struttura Progettazione e Sviluppo Piani della Direzione Sanità di Regione Lombardia, in sede di conferenza stampa.

L’Italia è sempre stata maglia nera in Europa per l’utilizzo dei fondi comunitari, nonostante sia ai primi posti per i finanziamenti ricevuti. Nel settennato 2014-2020 sono 43 i miliardi stanziati e solo circa il 3% del totale sono al momento stati spesi. Mentre secondo il rapporto riassuntivo redatto dalla Commissione Europea sui fondi elargiti durante la precedente tornata (2007-2013) l’Italia ha sfruttato meno della metà (45,68%) dei 21 miliardi messi a disposizione.

Regions4PerMed lascia ben sperare, anche perché tocca un elemento (quello appunto della medicina personalizzata) che oltre a rappresentare l’ambito di attività delle nuove terapie, si configura come un nuovo approccio non solo alla cura ma anche e soprattutto in termini predittivi e preventivi rispetto alle patologie. Inoltre è un ambito che sta canalizzando fondi e sforzi nell’ambito della ricerca e sui cui la stessa Ue punta molto: nei bandi Horizon2020 sono ben 170 i progetti dedicati alla medicina personalizzata per i quali sono stati stanziati circa 870 milioni dalla Commissione Europea.

“In futuro la Commissione Europea (Stati membri e regioni) dovrebbe sempre più impegnarsi in investimenti su sistemi di integrazione di dati genomici, clinici e ambientali per permettere alla ricerca scientifica di avanzare – ha dichiarato Paola Ricciardi Castagnoli, immunologa, Direttore Scientifico Fondazione Toscana Life Sciences – Da queste attività nascerà la medicina del futuro dove sarà possibile intervenire molto più precocemente sullo sviluppo delle patologie attraverso l’identificazione di biomarkers prognostici. I pazienti saranno trattati con farmaci più adeguati e scelti su una base precisa di conoscenza del genoma e dell’espressione genica del singolo paziente. Per questo i programmi come l’iniziativa MEGA, dell’alleanza europea per la medicina di precisione, di sequenziare un milione di genomi di pazienti europei e rendere i dati accessibili a tutti, è sicuramente un buon risultato”.