Parlamento

Ddl Concorrenza verso la fiducia, ma scoppia il caso Mucchetti

Dal presidente dure critiche al testo. La partita però si chiuderà la prossima settimana

di Andrea Spuntarelli

Nella tarda mattinata di oggi la Commissione Industria del Senato ha concluso l’esame del Ddl Concorrenza senza modificare il testo, mettendo fine alla situazione di stallo dovuta alla mancanza dei pareri della Bilancio. Dunque, il provvedimento sembra avviarsi davvero verso l’approvazione definitiva entro la pausa estiva dei lavori parlamentari, come lasciano presagire le voci che indicano mercoledì 2 agosto come probabile data dell’ok finale (con voto di fiducia) da parte dell’Aula di Palazzo Madama.

Al contrario di quanto potrebbe far pensare l’esito positivo della riunione, in Commissione si sono vissuti dei momenti tesi, legati in particolar modo alla decisione del presidente Massimo Mucchetti di non ritirare il suo emendamento sul limite di clienti energia detenibili da un unico operatore una volta superato il regime di maggior tutela. Come si evince da alcuni estratti del resoconto di seduta, Mucchetti ha manifestato insoddisfazione per l’approvazione di un Disegno di legge «che è intitolato alla promozione della concorrenza ma che invece, accanto a norme positive, contiene anche norme a favore di interessi organizzati o di monopoli».

Nella visione dell’ex editorialista del Corriere della Sera, la decisione della Camera di intervenire sulla procedura di assegnazione degli utenti ex Acquirente Unico favorirebbe operatori come A2A, Acea e, soprattutto, Enel, che avrebbe addirittura «dettato via mail» le modifiche poi approvate a Montecitorio, sfruttando la posizione di «incumbent che oggi serve l’85 per cento dei clienti dell’Acquirente Unico». Come se non bastasse, il presidente si è detto «stanco di veder prevalere le ragioni della politica politicante sulle questioni di merito», aggiungendo che sarebbe necessario rimandare la conclusione dell’iter del Concorrenza per correggere i suoi punti critici, dato che il provvedimento sarà l’unico della Legislatura nel suo ambito.

Se non ci saranno ennesimi colpi di scena, nei primi giorni della prossima settimana si chiuderà una partita iniziata più di 2 anni e mezzo fa con Matteo Renzi a Palazzo Chigi e Federica Guidi a capo del Ministero dello Sviluppo economico. Tuttavia, anche in caso di “lieto fine” nessuno potrà recitare il ruolo del vincitore: l’oggetto del Ddl recita infatti “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”.

Leggi l’intervento di Massimo Mucchetti in Commissione Industria