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MSF attacca l’UE: sterili promesse sull’equità globale dei vaccini

È da aprile 2020 che i leader europei promettono di  far sì che i vaccini contro il Covid-19 siano “un bene pubblico globale davvero unitario”, ma nei fatti, osserva Medici Senza Frontiere (MSF), l’UE ha costantemente ostacolato le proposte avanzate al fine di ottenere la produzione, la fornitura e la distribuzione equa di vaccini e di terapie. E mentre l’UE promuove l’impegno a donare i vaccini, solo una piccola parte delle dosi necessarie è stata distribuita.

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Afghanistan, principessa Soraya: non riconoscere governo talebani o è finita

“La comunità internazionale non deve riconoscere il governo dei talebani. Io ho i miei dubbi, perché gli americani hanno parlato con loro per 4 anni, a Doha, e hanno fatto degli accordi”. Ma “ho seriamente paura che, se gli americani lo riconoscono, la questione è finita”. È quanto afferma la principessa Soraya Malek dell’Afghanistan, nipote del Re Amanullah e della Regina Soraya, “sovrani modernizzatori” che hanno regnato dal 1919 al 1929 – in esilio a Roma dopo un colpo di Stato – promotori di riforme come “l’uguaglianza dei sessi, la prima Costituzione, l’introduzione della scuola dell’obbligo per maschi e femmine fino alla quinta elementare, pagata dallo Stato, quando in Italia l’obbligo era ancora fino alla terza”.

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In Afghanistan, dove una telefonata accorcia la vita

Dalla presa di Kabul, lo scorso 15 agosto, l’intero Afghanistan è nel caos. Gli afghani o gli stranieri ancora bloccati nel paese che hanno collaborato per gli alleati o per conto delle diverse organizzazioni internazionali hanno lanciato, nei mesi scorsi, un accorato appello affinché si intervenga al più presto per mettere in salvo le loro vite. La ricerca di quelli che, agli occhi dei nuovi padroni, appaiono come i partigiani di uno stato nemico, non esitano ad utilizzare ogni mezzo disponibile per individuare e arrestare tutti quelli che non appartengono alla loro dottrina.

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Il dilemma afgano: chiudere Internet o controllarlo?

Continua – a colpi di tecnologia – il redde rationem dei talebani nei confronti di gran parte degli abitanti del neo-emirato islamico dell’Afghanistan, accusati di aver in passato sposato idee troppo filo-occidentali. Dopo aver usato (impropriamente) i dispositivi di riconoscimento facciale lasciati sul campo dall’esercito americano per “stanare” i collaborazionisti, sembra che l’asticella si stia spostando sempre più in alto, e più di un osservatore paventa profilarsi un ulteriore rischio alla libertà, ovvero il controllo di Internet.