Attualità
Carramba che tristezza. Ciao Raffa, orgoglio nazionale

Maga Maghella non c’è più. E ora chi glielo dice a Topo Gigio che ci duettava fitto fitto? È morta Raffaella Carrà. La Raffa nazionale. Carramba che tristezza. Icona della tv popolare, ma intelligente. Mai volgare. Mai eccessiva. Quanto avrebbero da imparare da lei, se solo ne avessero l’umiltà, certi personaggi che misurano in follower la propria popolarità. Se ne va con lei parte della nostra infanzia. E tornano le immagini in bianco e nero.

LabRoma
I giapponesi scappano da Roma

I giapponesi se ne vanno. Si arrendono alla pandemia. Sembrano assai lontani i tempi e la tenacia del leggendario Hiroo Onoda, ricordato come “l’ultimo dei giapponesi” che non riconobbe la resa del 1945 nella seconda guerra mondiale e resistette nella giungla per altri trent’anni. Diciamo che Onoda non credette nella fine della guerra. E Mitsukoshi il gruppo giapponese, che ha deciso di “sbaraccare” da Roma, non crede nella ripresa dell’economia nel nostro Paese. E proprio quando qualcosa si sta finalmente muovendo.

Politica
Amministrative 2021 / E’ partita la sindrome di Cetto La Qualunque

Al “venghino signori venghino”. Uno spettacolo imbarazzante, che non può non ricordare la gag di Cetto La Qualunque, alias Antonio Albanese. Dove il candidato prometteva duemila euro ad ogni elettore e pure di imbiancare gratis la casa a tutti. Ecco, se quelli del Pd riescono a trovare una nutrita squadra di imbianchini, è fatta.

LabRoma
Mister Wolf Michetti ha vinto il casting radiofonico delle sorelle Meloni

Non l’ha portato la cicogna e non è nato, politicamente s’intende, sotto un cavolo. Ma forse abbiamo risolto l’Arcano.
Svelato il segreto sulla candidatura a sindaco di Roma per il centrodestra dell’avvocato Enrico Michetti. A scoprirlo sarebbe stata non la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ma la sorella Arianna, che ascoltando le dirette radiofoniche dell’avvocato romano ne sarebbe “rimasta estasiata”.

Attualità Editoriali
Da manettaro a garantista. La metamorfosi di Grillo

Da manettaro a garantista per amore di Ciro. Il ribaltone nelllo spazio di un video. Beppe Grillo annusa il possibile rinvio a giudizio del figlio per un presunto stupro e attacca a testa bassa. Scomposto. Come sempre. Con la delicatezza che gli è propria. Quella di un trattore. Gli investigatori, la presunta vittima e tutti coloro che avrebbero calcato la mano su questa brutta storia per dargli addosso. Tutto nel calderone. Attacco alla sua famiglia per fini politici. Ed ecco che sale sul palco la follia. Un Grillo delirante, un video imbarazzante. Che a vederlo e a rivederlo una mente sana è portata a dubitare della sua autenticità.