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Energia: l’Autorità prende posizione sulla SEN 2017

Sviluppo Fer, efficienza e sicurezza energetica, competitività nei mercati. La memoria sulla Strategia

di Francesco Scolaro

L’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha partecipato alla consultazione sulla SEN 2017 – chiusa il 12 settembre scorso – con un documento ufficiale inviato ai Ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.

Adesso l’Autorità diretta da Guido Bortoni ha pubblicato la memoria che contiene le osservazioni in tema di Strategia energetica nazionale con riferimento agli ambiti di propria competenza.

Il documento è diviso in tre capitoli, dedicati rispettivamente allo sviluppo delle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica, alla sicurezza energetica e alla competitività nei mercati energetici.

  • Sviluppo delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica

Rispetto alla dinamica degli oneri, allo stato attuale, appare difficile effettuare una stima compiuta dei costi associati all’insieme di interventi previsti dalla SEN 2017, in particolare per la mancanza di elementi quantitativi sulla ripartizione dei regimi di supporto previsti sia tra le fonti di generazione che tra le diverse configurazioni impiantistiche (i.e. grandi vs. piccoli impianti).

L’Autorità condivide la previsione di allocazione degli incentivi attraverso aste competitive, secondo una logica di neutralità tecnologica, in quanto da tempo le considera il miglior strumento per accompagnare le rinnovabili a mercato. L’asta competitiva fornisce, infatti, un incentivo esplicito alla produzione di energia elettrica che, se gli offerenti sono liberi di fare offerte al ribasso senza limiti di prezzo, fa emergere il costo reale delle rinnovabili, favorendo al contempo le tecnologie più competitive e, pertanto, meno costose per i consumatori.

L’AEEGSI ritiene opportuno un ampliamento ulteriore dell’ambito di applicazione dei meccanismi d’asta per l’allocazione degli incentivi, tramite una riduzione della taglia minima di ammissione, da 5 MW a 1 MW o 500 kW. Tale intervento andrebbe nella direzione, più volte auspicata dall’Autorità, di estendere l’uso di incentivi espliciti nei confronti di configurazioni impiantistiche che ad oggi beneficiano di forme di incentivazione implicita e opaca.

Con riferimento alle iniziative per promuovere il repowering degli impianti, l’Autorità ritiene che andrebbe valutata la possibilità di prevedere iter autorizzativi semplificati, che tengano conto della precedente esistenza sul medesimo sito di impianti di produzione di energia elettrica evitando, in particolare, di ripercorrere alcune parti del procedimento autorizzativo, quale ad esempio l’analisi di impatto ambientale, nel caso in cui non sussistano sostanziali variazioni rispetto all’impianto di produzione preesistente.

Sebbene non sia stato oggetto di specifiche valutazioni nell’ambito della SEN 2017, l’Autorità ritiene opportuno che si valuti anche l’abolizione del regime di ritiro dedicato, almeno con riferimento agli impianti di potenza superiore a 1 MW. La ragione dell’abolizione di tale regime, che si sostanzia in una tutela dei produttori, sta nella coerenza con il superamento dei regimi di tutela di prezzo per i clienti finali, come previsto dalla legge sulla Concorrenza (legge 124/2017) approvata lo scorso 2 agosto.

L’Autorità condivide la preoccupazione della SEN 2017 che il mercato da solo non sia in grado di promuovere efficacemente gli investimenti nelle rinnovabili, come, del resto, ha mostrato di non essere in grado di promuovere “efficientemente” gli investimenti nella generazione convenzionale, motivo per il quale è stato creato il mercato della capacità ai fini dell’adeguatezza.

Sarebbe opportuno mantenere un’unica definizione di reti private, eventualmente rivedendo quella di SDC, piuttosto che affiancare ad essa nuove definizioni (quali le LEC). In tal senso sarebbe preferibile che le LEC siano comunità che svolgono attività con valenza commerciale senza proprietà né gestione della rete, sfruttando i benefici di natura commerciale che la costituzione dei consumatori in comunità è in grado di generale per i medesimi.

Potrebbe essere valutata la possibilità facoltativa di rivedere la definizione di cliente finale che, in alcuni casi, potrebbe essere estesa (per esempio ricomprendendo in un unico cliente finale elettrico l’insieme dei soggetti che compartecipano alla realizzazione di un unico prodotto o servizio). L’estensione facoltativa della definizione di cliente finale comporterebbe, da un lato, la perdita di alcuni diritti individuali dei soggetti/consumatori che verrebbero visti dal sistema come un’unica entità, dall’altro lato, l’estensione dell’autoconsumo in sito, evitando peraltro che realtà fortemente integrate, in cui i soggetti non hanno nessuna esigenza di trattamenti distinti, debbano configurarsi come SDC.

La SEN 2017 descrive una serie di iniziative per incrementare l’efficienza energetica nei settori residenziali, trasporti, terziario e industriale. Tra le iniziative proposte c’è la possibilità di introdurre un regime obbligatorio di risparmio in capo ai venditori dell’energia. La SEN 2017 non specifica quale relazione abbia tale regime con gli attuali Certificati Bianchi, in particolare, se esso sia complementare o sostitutivo.

  • Sicurezza energetica

L’Autorità conferma che l’introduzione del mercato della capacità, prevista fin dal decreto legislativo 379/2003 e approvata con il decreto ministeriale 30 giugno 2014, sia un importante elemento per il coordinamento tra gli investimenti in impianti di generazione e lo sviluppo della rete di trasmissione. In particolare, il tipo di meccanismo disegnato dall’Italia appare idoneo ad assicurare l’adeguatezza del sistema e a fornire i giusti segnali di lungo periodo per l’entrata in esercizio di nuova capacità più efficiente e flessibile. La stessa Commissione europea ne ha riconosciuto i meriti.

Al fine di attenuare le problematiche derivanti dall’integrazione strutturale di una quota crescente di generazione da fonti rinnovabili, ivi incluse le problematiche associate di adequacy e overgeneration, la SEN 2017 definisce una serie di interventi infrastrutturali. Tali interventi comportano investimenti addizionali stimati complessivamente pari a circa 17-19 miliardi di euro. Con riferimento alla realizzazione degli investimenti previsti dalla SEN 2017, l’Autorità evidenzia come la SEN 2017 non chiarisca se gli stessi corrispondano ad un’evoluzione naturale del mercato o piuttosto siano il risultato di politiche attive che rispondono anche ad altri obiettivi non-energetici. Deve essere chiaro che non è possibile pianificare efficientemente l’evoluzione delle infrastrutture senza considerare lo sviluppo del mercato nel resto d’Europa.

L’Autorità già da tempo ha orientato la propria regolazione a supporto del processo di “smartizzazione” della rete in modo da favorire concretamente l’integrazione delle fonti rinnovabili, sia di grande taglia che quelle diffuse. A tal fine, ricerca ed innovazione sono elementi ritenuti essenziali.

Con riferimento al settore del gas, sebbene in un contesto di elevata incertezza circa le attese di evoluzione della domanda nei prossimi anni, la SEN 2017 attribuisce giustamente un ruolo chiave al gas nella transizione energetica al 2030.

All’Autorità preme sottolineare l’esigenza che nel settore gas, al pari di quello elettrico, l’identificazione e la successiva regolazione e remunerazione degli investimenti, seguano rigorosamente un approccio fondato sulla selettività degli interventi, basata su un’analisi costi-benefici e con una focalizzazione sull’effettiva utilità per il sistema, anche sotto il profilo della sicurezza degli approvvigionamenti e della diversificazione delle fonti.

  • Competitività nei mercati energetici

Riguardo la partecipazione al mercato di bilanciamento delle rinnovabili non programmabili, della generazione distribuita e della domanda, l’Autorità ha predisposto una riforma della disciplina di dispacciamento, in coerenza con l’evoluzione del quadro europeo, rivolta a rimuovere ogni ingiustificata barriera all’entrata per tutti i potenziali fornitori dei servizi di dispacciamento.

Per promuovere l’aggregazione di domanda e produzione, la SEN 2017 propone anche di superare il prezzo unico di acquisto (PUN). L’Autorità considera positiva tale proposta in quanto condivide con la SEN 2017 la posizione che siano superate le motivazioni che ne giustificavano l’introduzione nel 2004.

Per quanto concerne le misure volte a incrementare la competizione tra fonti marginali, la SEN 2017 si pone come obiettivo la riduzione del differenziale di prezzo all’ingrosso del gas tra PSV e TTF. A tale fine, la prima iniziativa che il Governo intende promuovere nel breve termine riguarda l’accesso alla capacità di import dai mercati del Nord Europa (in particolare quella del sistema Tenp-Transitgas), attraverso l’introduzione del “Corridoio di liquidità”. Questa misura dovrebbe consentire, mediante appositi meccanismi per l’allocazione della capacità di trasporto, di eliminare la distorsione del prezzo all’ingrosso determinata dal pancaking delle tariffe di entryexit dei vari sistemi nazionali attraversati dal corridoio di approvvigionamento di quella che è oggi la fonte marginale per la determinazione del prezzo del gas nel sistema italiano. Nelle more dell’adozione di una nuova normativa europea in grado di superare tali criticità in modo organico e armonizzato per tutti i sistemi nazionali, il Corridoio della liquidità interviene in modo unilaterale per favorire una maggiore integrazione del mercato del gas italiano nel contesto europeo e il miglioramento della sicurezza complessiva del sistema gas nazionale. È comunque opinione dell’Autorità che sia opportuno promuovere, per quanto possibile, condizioni di competizione tra le diverse direttrici di ingresso dall’Europa del gas naturale all’interno del sistema italiano.

Leggi la memoria dell’Aeegsi

Francesco Scolaro

Francesco Scolaro

Francesco Scolaro è nato a Policoro nel 1982. Laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali, con un master di secondo livello in “Istituzioni parlamentari europee e storia costituzionale”, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 2010 ha svolto un tirocinio presso la Camera dei Deputati, all’interno del Dipartimento Internazionale del gruppo parlamentare del Partito Democratico. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso il Senato della Repubblica, collaborando con la Commissione Permanente 10ª (Industria, commercio, turismo). Da marzo 2012 a settembre 2013 è Analyst presso la società di public affairs Cattaneo Zanetto & Co. Nel settembre 2013 entra nel team di Adl Consulting come Senior Advisor di affari istituzionali, attualmente è Head of Public Affairs & Policy Analysis. Scrive per LabParlamento dal 2014
Francesco Scolaro