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Le auto inquinano anche da ferme

Il recente rapporto sui Rifiuti Speciali, ISPRA fa emergere come i veicoli a fine vita siano una categoriaimportante di rifiuti, soggetta a monitoraggio da parte dell’Unione Europea. Una tipologia in continua crescita e che nel 2019 superava il milione e mezzo di tonnellate di rifiuti prodotti. In questo settore il nostro Paese è al di sotto di quanto richiesto dall’Europa in termini di recupero totale del veicolo (84,2% a fronte di un target UE del 95%). 

Ma qualcosa si sta muovendo per rendere più green anche la filiera industriale legata ai veicoli. Il 27 settembre 2020, con il Decreto Legislativo 119, è stata recepita la Direttiva Europea 2018/849 sulla gestione dei veicoli fuori uso e dei rifiuti come parti di auto, batterie, componenti elettronici. Tra gli obiettivi della direttiva, c’è l’implementazione del concetto di Responsabilità Estesa del Produttore, vale a dire la sempre maggiore importanza delle case automobilistiche nella gestione dei veicoli fuori uso, quelli che appunto devono essere avviati a riciclo. 

L’Europa punta anche a incentivare il riutilizzo di parti di veicoli fuori uso come ricambi; rafforzare i sistemi ditracciabilità e di contabilità dei veicoli; incentivare il riciclo dei rifiuti da impianti di frantumazione dotati delle migliori tecniche disponibili, finalizzando lo smaltimento o il recupero energetico ai soli rifiuti non riciclabili. 

E proprio dai primi passi della direttiva Europea nasce l’idea di “Percorso Cobat”, il nuovo software certificato Certiquality che permette a case automobilistiche e autodemolitori di garantire trasparenza, tracciabilità e sicurezza del dato nella gestione dei veicoli a fine vita. Un modo per assicurare trasparenza, evitare i circuiti illegali e certificare l’effettiva trasformazione dei rifiuti in risorse, con vantaggi per i cittadini, l’ambiente e le stesse aziende della filiera dell’automotive. 

La soluzione tecnologica targata Cobat è stata presentata a Roma lo scorso 5 luglio, presso the Hub –Lventure Group, luogo simbolo dell’innovazione all’interno della Stazione Termini, e in streaming, alla presenza di: Martina Nardi, presidente della Commissione Attività Produttive presso la Camera dei Deputati; Tommaso Foti, membro della Commissione Ambiente della Camera; Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Cosimo Franco, direttore generale di Certiquality e dei rappresentanti delle associazioni di produttori – Luca De Vita, area relazioniistituzionali di ANFIA e Antonio Cernicchiaro, vice direttore generale di UNRAEE, nonché di quelli di associazioni diautodemolitori come CAR e ADA, con i rispettivi presidenti Alfonso Gifuni e Anselmo Calò. 

“Il rafforzamento dell’economia circolare nel nostro Paese passa attraverso una filiera industriale sempre più innovativa che non può fare a meno di un sistema di controlli e di tracciabilità che responsabilizzi tutti gli attori in gioco”, dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. Su questo fronte aiuta molto l’esperienza acquisita in passato dal Cobat che ha giocato e continua a giocare un ruolo fondamentale nella gestione corretta dei rifiuti, anche pericolosi. Questi è un settore che è ancora oggi minacciato da alcuni operatori senza scrupoli, come descriviamo ognianno nel nostro Rapporto Ecomafia. “Soluzioni come quelle di Cobat aiutano a combattere fenomeni come questi che causano problemi all’ambiente, alla salute delle persone e alle aziende serie che subiscono una spietata concorrenza sleale” conclude il Presidente di Legambiente.