Esteri

La Grecia festeggia oggi i 200 anni di indipendenza

Oggi, 25 Marzo, ricorrono 200 anni dalla Rivoluzione d’indipendenza della Grecia. E’ una ricorrenza molto importante per la storia ellenica, in quanto il Paese subì l’occupazione turca per 400 anni, dalla presa di Costantinopoli nel 1453 fino al 1821. Anche quella volta fu di Martedì, precisamente il 29 maggio 1453, quando la città cadde in mano dei turchi e ancora oggi nel mondo greco il martedì è considerato un giorno iellato. Alcuni hanno interpretato la caduta di Bisanzio come la sconfitta del popolo greco per mano dei turchi. E’ bene ricordare però che la prima storica vittoria dell’Islam sull’Occidente, dopo le crociate, non poteva che essere riportata da un greco, quale fu il comandante generale delle truppe ottomane, in quel memorabile scontro. Fu, comunque, l’inizio della dominazione ottomana.

Nel corso degli anni la Grecia si è alimentata di continue contraddizioni: nella storia contemporanea è stata la nazione che per prima ha introdotto il suffragio universale maschile e quella che in Europa ha subito diversi colpi di stato militari. Dei sette sovrani che si sono succeduti al trono fino al 1973, quattro sono stati esiliati. Volubilità politica, insofferenza alla disciplina e verso ogni limitazione della libertà, intolleranza all’ingerenza estera, conflitti trionfanti e sconfitte catastrofiche, rivalità storiche e guerre civili ma soprattutto una corruzione diffusa a tutti i livelli dello Stato. E la gente si compiace delle proprie contraddizioni che rendono il Paese a suo modo unico.


Nel processo che portò all’indipendenza si rivelò fondamentale il ruolo della società segreta della Filikì Eterìa, fondata a Odessa nel 1814. Il motto che accompagnò i combattenti durante la lotta e che anche in seguito ha continuato ad ispirare il patriottismo ellenico, era “Libertà o morte” (Ελευθερία ή Θάνατος) motto che compare nella bandiera nazionale attraverso le nove strisce orizzontali bianche e blu.

La Grecia, dunque, celebra ogni anno la giornata del 25 marzo, in quanto fu proprio in quella data, nel 1821, che a Patrasso partì la rivoluzione in nome dell’indipendenza, libertà e patriottismo. Ci si aspetta che anche l’Italia, attraverso le sue istituzioni, la omaggi degnamente.

Per questo non si è fatto attendere il saluto di Sergio Mattarella. “Con grande piacere mi rivolgo a lei, cara Presidente, per far pervenire alle donne e agli uomini della Repubblica Ellenica le più sentite felicitazioni della Repubblica Italiana e i miei migliori auguri in occasione del bicentenario dell’inizio della rivoluzione greca. Questa ricorrenza di valore altamente simbolico, anche nella memoria storica italiana, si celebra in un momento in cui i nostri Paesi sono chiamati ad affrontare – insieme agli altri Stati membri dell’Unione Europea e al resto della comunità internazionale – la sfida della pandemia e delle sue conseguenze sul piano sociale ed economico”. Lo scrive il presidente della Repubblica, italiano, in un messaggio inviato alla presidente della Repubblica Ellenica, Katerina Sakellaropoulou.

“Tale eccezionale congiuntura, tuttavia, rappresenta anche l’occasione per rafforzare ulteriormente il dialogo fra Atene e Roma, come abbiamo potuto constatare in occasione della sua graditissima visita al Quirinale dell’ottobre scorso. Ci attende ora un periodo di ricostruzione, impegnativo ma ricco di opportunità per ripensare i modelli di sviluppo su cui si fondano le nostre società e renderli più sostenibili e dinamici. “Insieme Grecia e Italia sono chiamate a promuovere una visione ispirata a principi di solidarietà e responsabilità che consenta all’Unione Europea di rinnovarsi, di rispondere in maniera sempre più efficace alle esigenze dei nostri concittadini e di raggiungere obiettivi ambiziosi anche nella sempre più necessaria dimensione di una comune proiezione internazionale. In questo impegno, sono certo che quali Paesi europei mediterranei troveremo l’uno nell’altro un sicuro sostegno. Con tali auspici, mi è gradito esprimerle fervidi auguri di benessere per la sua persona e di prospero avvenire per l’amico popolo ellenico”, conclude Mattarella.