Cultura editoria e recensioni

Basta stranezze in tv. Si possono trovare anche in un libro

Nelle varie edizioni dei TG, non passa quasi mai giorno senza che si dedichino i proverbiali cinquanta secondi a una qualche “stranezza del momento”. Le abbiamo presenti, no? Tutti quei fatti curiosi – se non ridicoli – che alleggeriscono scalette altrimenti monopolizzate da bollettini covid, bizantinismi di Palazzo e l’ultimo delitto urlato in cronaca nera.
Certo, funzionano, lì per lì, ma hanno il difetto di farsi dimenticare in fretta. Oltretutto, internet e i social traboccano di facezie simili, ed ecco che per l’edizione successiva bisogna già inventarsi qualcos’altro…Sempre che non si disponga di una crisi di governo, ovviamente.
Il rimedio, se non per i giornalisti, almeno per i curiosi, è dunque spegnere la televisione, mollare lo smartphone e aprire le pagine di un volume che sia almeno un po’ come “L’Atlante dei luoghi misteriosi dell’Antichità”, scritto da Massimo Polidoro e Francesco Bongiorni, e da poco uscito per Bompiani ( 160 pagine, 25 Euro).
Qui di stranezze, nella maggior parte dei casi secolari, se ne trovano di tutti i tipi, segnate su una sorta di mappamondo immaginario dove le bandierine indicano le sedi di quelli che in antico erano considerati reami del fantastico, o quantomeno luoghi vicini ai loro confini.
Per giunta, a chi venisse in mente di vederli personalmente, non sarà necessario imbarcarsi in estenuanti traversate nel deserto (anche se figurano mete etiopi come la famosa Axum, Luxor e il deserto libico) perché diverse di queste località annoverate fin dai tempi dei Greci e dei Romani come sede di misteri o prodigi, sono a un passo da casa nostra: Nemi, con le navi perdute di Caligola, la stessa Roma, che conserva la tomba di San Pietro…E anche Delfi, con il suo oracolo millenario, non è tutto sommato tanto lontana.
Il bello del libro firmato dalla coppia Polidoro-Bongiorni, è però il suo spaziare anche oltre i confini del mondo classico, per andare a curiosare nelle Americhe, nella Valle dell’Indo e praticamente in ogni angolo della Terra che conservi quell’aura di insolito e di meraviglioso che l’era delle geolocalizzazioni e di Wikipedia ha invece spento nella maggior parte dei casi. Il tutto senza millantare segreti indicibili e rivelazioni da operetta, che Polidoro – membro del CICAP – tollera ben poco.
Insomma: che siate amanti dell’esotismo, appassionati di viaggi oppure delle stranezze nascoste nelle pieghe della storia, qui troverete quel che fa per voi, sotto forma di chicche erudite e notizie insolite, per di più esposte con piacevole chiarezza divulgativa. Un buon affare, no?